Decreto legislativo 09 Aprile 2008 n 81 integrato con:

-         Legge 7 Luglio 2009 n 88;

-         Decreto legislativo 3 Agosto 2009 n 106

 

 

Nota: adeguato alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 3 Agosto 2009, n 106 Disposizioni integrative e correttive del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"

Il testo modificato con il decreto evidenziato con formattazione Arial, grassetto rosso

 

Sanzioni integrate nel testo

 

 

 

SOMMARIO

SOMMARIO.. 2

TITOLO I PRINCIPI COMUNI 2

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 2

CAPO II SISTEMA ISTITUZIONALE. 8

CAPO III GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO.. 18

SEZIONE I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI 18

SEZIONE II - VALUTAZIONE DEI RISCHI 28

SEZIONE III - SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE. 30

SEZIONE IV - FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTO.. 34

SEZIONE V - SORVEGLIANZA SANITARIA.. 36

SEZIONE VI - GESTIONE DELLE EMERGENZE. 39

SEZIONE VII - CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI 41

SEZIONE VIII - DOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI 47

CAPO IV DISPOSIZIONI PENALI 48

SEZIONE I SANZIONI 48

SEZIONE II - DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE. 50

TITOLO II LUOGHI DI LAVORO.. 51

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 51

CAPO II SANZIONI 53

TITOLO III USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE. 54

CAPO I USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO.. 54

CAPO II USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE. 57

CAPO III IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE. 60

TITOLO IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI 64

CAPO I MISURE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI 64

CAPO II NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO.. 72

SEZIONE I - CAMPO DI APPLICAZIONE. 72

SEZIONE II - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE. 73

SEZIONE III - SCAVI E FONDAZIONI 77

SEZIONE IV - PONTEGGI IN LEGNAME E ALTRE OPERE PROVVISIONALI 79

SEZIONE V - PONTEGGI FISSI 81

SEZIONE VI - PONTEGGI MOVIBILI 85

SEZIONE VII - COSTRUZIONI EDILIZIE. 86

SEZIONE VIII DEMOLIZIONI 88

CAPO III SANZIONI 89

TITOLO V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO.. 92

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 92

CAPO II SANZIONI 93

TITOLO VI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 94

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 94

CAPO II SANZIONI 95

TITOLO VII ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI 95

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 95

CAPO II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI 96

CAPO III SANZIONI 97

TITOLO VIII AGENTI FISICI 97

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 97

CAPO III PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI 104

CAPO IV PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI 107

CAPO V PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI 109

CAPO VI SANZIONI 112

TITOLO IX SOSTANZE PERICOLOSE. 113

CAPO I PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI 113

CAPO II PROTEZIONE DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI 120

SEZIONE I - DISPOSIZIONI GENERALI 120

SEZIONE II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO.. 121

SEZIONE III - SORVEGLIANZA SANITARIA.. 124

CAPO III PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALLESPOSIZIONE ALLAMIANTO.. 126

SEZIONE I - DISPOSIZIONI GENERALI 126

SEZIONE II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO.. 127

CAPO IV SANZIONI 133

TITOLO X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI 136

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 136

CAPO II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO.. 138

CAPO III - SORVEGLIANZA SANITARIA.. 142

CAPO IV - SANZIONI 143

TITOLO XI PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE. 145

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 145

CAPO II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO.. 145

CAPO III SANZIONI 148

TITOLO XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE. 149

TITOLO XIII NORME TRANSITORIE E FINALI 151

ALLEGATO I 153

GRAVI VIOLAZIONI AI FINI DELLADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELLATTIVIT IMPRENDITORIALE 153

Violazioni che espongono a rischi di carattere generale. 153

Violazioni che espongono al rischio di caduta dallalto. 153

Violazioni che espongono al rischio di seppellimento. 153

Violazioni che espongono al rischio di elettrocuzione. 153

Violazioni che espongono al rischio damianto. 153

ALLEGATO II 154

CASI IN CUI E CONSENTITO LO SVOLGIMENTO DIRETTO DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO DEI COMPITI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEI RISCHI (art. 34). 154

ALLEGATO 3A.. 155

CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO.. 155

VISITA MEDICA PREVENTIVA.. 156

VISITA MEDICA.. 160

CONSERVAZIONE DELLA CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO.. 164

CESSAZIONE DELLINCARICO DEL MEDICO.. 165

ALLEGATO 3B. 166

INFORMAZIONI RELATIVE AI DATI AGGREGATI SANITARI E DI RISCHIO DEI LAVORATORI SOTTOPOSTI A SORVEGLIANZA SANITARIA.. 166

CONTENUTI MINIMI 166

ALLEGATO IV.. 167

REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO.. 167

1. AMBIENTI DI LAVORO.. 167

2. PRESENZA NEI LUOGHI DI LAVORO DI AGENTI NOCIVI 177

3. VASCHE, CANALIZZAZIONI, TUBAZIONI, SERBATOI, RECIPIENTI, SILOS. 179

4. MISURE CONTRO LINCENDIO E LESPLOSIONE. 180

5. PRIMO SOCCORSO.. 182

6. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE AZIENDE AGRICOLE. 182

ALLEGATO V.. 184

REQUISITI DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO COSTRUITE IN ASSENZA DI DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI DI RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE DI PRODOTTO, O MESSE A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI ANTECEDENTEMENTE ALLA DATA DELLA LORO EMANAZIONE. 184

PARTE I - REQUISITI GENERALI APPLICABILI A TUTTE LE ATTREZZATURE DI LAVORO.. 184

PARTE II - PRESCRIZIONI SUPPLEMENTARI APPLICABILI AD ATTREZZATURE DI LAVORO SPECIFICHE. 187

ALLEGATO VI 210

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LUSO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO.. 210

Osservazione preliminare. 210

1 Disposizioni generali applicabili a tutte le attrezzature di lavoro. 210

2 Disposizioni concernenti luso delle attrezzature di lavoro mobili, semoventi o no. 211

3 Disposizioni concernenti luso delle attrezzature di lavoro che servono a sollevare o movimentare carichi 212

4 Disposizioni concernenti luso delle attrezzature di lavoro che servono a sollevare persone. 213

5 Disposizioni concernenti luso di determinate attrezzature di lavoro. 213

6 Rischi per Energia elettrica. 215

7 Materie e prodotti infiammabili o esplodenti 215

8 Impianti ed operazioni di saldatura o taglio ossiacetilenica, ossidrica, elettrica e simili 215

9 Macchine utensili per legno e materiali affini 215

10 Macchine per filare e simili 215

ALLEGATO VII 217

VERIFICHE DI ATTREZZATURE. 217

ALLEGATO VIII 219

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE. 219

1. Schema indicativo per linventario dei Rischi ai fini dellimpiego di attrezzature di protezione individuale 220

2. Elenco indicativo e non esauriente delle attrezzature di protezione individuale. 222

3. Elenco indicativo e non esauriente delle attivit e dei settori di attivit per i quali pu rendersi necessario mettere a disposizione attrezzature di protezione individuale. 224

4. Indicazioni non esaurienti per la valutazione dei dispositivi di protezione individuale. 227

ALLEGATO IX. 241

Valori delle tensioni nominali di esercizio delle macchine ed impianti elettrici 241

ALLEGATO X. 242

ELENCO DEI LAVORI EDILI O DI INGEGNERIA CIVILE di cui all'articolo 89 comma 1, lettera a). 242

ALLEGATO XI 243

ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI di cui all'articolo 100, comma 1. 243

ALLEGATO XII 244

CONTENUTO DELLA NOTIFICA PRELIMINARE di cui all'articolo 99. 244

ALLEGATO XIII 245

PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER LA LOGISTICA DI CANTIERE. 245

PRESCRIZIONI PER I SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI NEI CANTIERI 245

1. Spogliatoi e armadi per il vestiario. 245

2. Docce. 245

3. Gabinetti e lavabi 245

4. Locali di riposo, di refezione e dormitori 245

5. Utilizzo di monoblocchi prefabbricati per i locali ad uso spogliatoi, locali di riposo e refezione. 246

6. Utilizzo di caravan ai fini igienico assistenziali 246

PRESCRIZIONI PER I POSTI DI LAVORO NEI CANTIERI 246

1. Porte di emergenza. 246

2. Aerazione e temperatura. 246

3. Illuminazione naturale e artificiale. 246

4. Pavimenti, pareti e soffitti dei locali 247

5. Finestre e lucernari dei locali 247

6. Porte e portoni 247

7. Vie di circolazione e zone di pericolo. 247

8. Misure specifiche per le scale e i marciapiedi mobili 247

ALLEGATO XIV.. 248

CONTENUTI MINIMI DEL CORSO DI FORMAZIONE PER I COORDINATORI PER LA PROGETTAZIONE E PER LESECUZIONE DEI LAVORI 248

PARTE TEORICA.. 248

PARTE PRATICA per complessive 24 ore. 249

VERIFICA FINALE DI APPRENDIMENTO.. 249

MODALIT DI SVOLGIMENTO DEI CORSI 249

ALLEGATO XV.. 250

CONTENUTI MINIMI DEI PIANI DI SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI 250

1. DISPOSIZIONI GENERALI 250

2. PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO.. 250

3. PIANO DI SICUREZZA SOSTITUTIVO E PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA.. 255

4. STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA.. 256

ALLEGATO XVI 258

FASCICOLO CON LE CARATTERISTICHE DELLOPERA.. 258

I. INTRODUZIONE. 258

II. CONTENUTI 258

Soggetti interessati 260

ALLEGATO XVII 270

IDONEIT TECNICO PROFESSIONALE. 270

ALLEGATO XVIII 271

VIABILIT NEI CANTIERI, PONTEGGI E TRASPORTO DEI MATERIALI 271

1. Viabilit nei cantieri 271

2. Ponteggi 271

3. Trasporto dei materiali 275

ALLEGATO XIX. 277

VERIFICHE DI SICUREZZA DEI PONTEGGI METALLICI FISSI 277

1- VERIFICHE DEGLI ELEMENTI DI PONTEGGIO PRIMA DI OGNI MONTAGGIO.. 278

2- VERIFICHE DURANTE LUSO DEI PONTEGGI METALLICI FISSI 284

ALLEGATO XX. 285

A. COSTRUZIONE E IMPIEGO DI SCALE PORTATILI 285

B. AUTORIZZAZIONE AI LABORATORI DI CERTIFICAZIONE (concernenti ad esempio: scale, puntelli, ponti su ruote a torre e ponteggi). 285

1. REQUISITI 285

2. PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA.. 286

3. DOCUMENTAZIONE RICHIESTA PER LAUTORIZZAZIONE ALLA CERTIFICAZIONE. 286

4. PROCEDURA AUTORIZZATIVA.. 286

5. CONDIZIONI E VALIDIT DELLAUTORIZZAZIONE. 287

6. VERIFICHE. 287

ALLEGATO XXI 288

ACCORDO STATO, REGIONI E PROVINCE AUTONOME SUI CORSI DI FORMAZIONE PER LAVORATORI ADDETTI A LAVORI IN QUOTA.. 288

SOGGETTI FORMATORI, DURATA, INDIRIZZI E REQUISITI MINIMI DEI CORSI PER LAVORATORI E PREPOSTI ADDETTI ALLUSO DI ATTREZZATURE DI LAVORO IN QUOTA. 288

SOGGETTI FORMATORI, DURATA, INDIRIZZI E REQUISITI MINIMI DEI CORSI DI FORMAZIONE TEORICO-PRATICO PER LAVORATORI E PREPOSTI ADDETTI AL MONTAGGIO / SMONTAGGIO / TRASFORMAZIONE DI PONTEGGI 288

PONTEGGI 28 ore. 289

SOGGETTI FORMATORI, DURATA, INDIRIZZI E REQUISITI MINIMI DEI CORSI DI FORMAZIONE TEORICO-PRATICO PER LAVORATORI ADDETTI AI SISTEMI DI ACCESSO E POSIZIONAMENTO MEDIANTE FUNI (art. 116, comma 4) 290

MODULO DI FORMAZIONE SPECIFICO TEORICO-PRATICO PER PREPOSTI CON FUNZIONE DI SORVEGLIANZA DEI LAVORI ADDETTI AI SISTEMI DI ACCESSO E POSIZIONAMENTO MEDIANTE FUNI (art. 116 comma 4). 295

MODULO DI AGGIORNAMENTO.. 296

ALLEGATO XXII 297

CONTENUTI MINIMI DEL Pi.M.U.S. 297

ALLEGATO XXIII 299

DEROGA AMMESSA PER I PONTI SU RUOTE A TORRE. 299

ALLEGATO XXIV.. 300

PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA.. 300

1. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI 300

2. MODI DI SEGNALAZIONE. 300

3. INTERCAMBIABILIT E COMPLEMENTARIT DELLA SEGNALETICA.. 300

4. COLORI DI SICUREZZA.. 300

5. L'efficacia della segnaletica non deve essere compromessa da: 301

ALLEGATO XXV.. 302

PRESCRIZIONI GENERALI PER I CARTELLI SEGNALETICI 302

1. Caratteristiche intrinseche. 302

2. Condizioni d'impiego. 302

3. Cartelli da utilizzare. 303

ALLEGATO XXVI 308

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DEI CONTENITORI E DELLE TUBAZIONI 308

ALLEGATO XXVII 309

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DESTINATA AD IDENTIFICARE E AD INDICARE L'UBICAZIONE DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO.. 309

ALLEGATO XXVIII 310

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALAZIONE DI OSTACOLI E DI PUNTI DI PERICOLO E PER LA SEGNALAZIONE DELLE VIE DI CIRCOLAZIONE. 310

1. Segnalazione di ostacoli e di punti di pericolo. 310

2. Segnalazione delle vie di circolazione. 310

ALLEGATO XXIX. 311

PRESCRIZIONI PER I SEGNALI LUMINOSI 311

1. Propriet intrinseche. 311

2. Regole particolari d'impiego. 311

ALLEGATO XXX. 312

PRESCRIZIONI PER I SEGNALI ACUSTICI 312

1. Propriet intrinseche. 312

2. Codice da usarsi 312

ALLEGATO XXXI 313

PRESCRIZIONI PER LA COMUNICAZIONE VERBALE. 313

1. Propriet intrinseche. 313

2. Regole particolari d'impiego. 313

ALLEGATO XXXII 314

PRESCRIZIONI PER I SEGNALI GESTUALI 314

1. Propriet. 314

2. Regole particolari d'impiego. 314

3. Gesti convenzionali da utilizzare. 314

ALLEGATO XXXIII 318

MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 318

ELEMENTI DI RIFERIMENTO.. 318

FATTORI INDIVIDUALI DI RISCHIO.. 319

RIFERIMENTI A NORME TECNICHE. 319

ALLEGATO XXXIV.. 320

VIDEOTERMINALI 320

REQUISITI MINIMI 320

ALLEGATO XXXV.. 323

AGENTI FISICI 323

A. VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO.. 323

B. VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO.. 323

ALLEGATO XXXVI 325

VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E VALORI DI AZIONE PER I CAMPI ELETTROMAGNETICI 325

A. VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE. 325

TABELLA 1. 326

B. VALORI DI AZIONE. 327

TABELLA 2. 327

ALLEGATO XXXVII 329

RADIAZIONI OTTICHE. 329

PARTE I RADIAZIONI OTTICHE NON COERENTI 329

PARTE II RADIAZIONI LASER. 336

ALLEGATO XXXVIII 343

SOSTANZE PERICOLOSE - VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE. 343

ALLEGATO XXXIX. 345

SOSTANZE PERICOLOSE - VALORI LIMITE BIOLOGICI OBBLIGATORI E PROCEDURE DI SORVEGLIANZA SANITARIA 345

PIOMBO e suoi composti ionici. 345

ALLEGATO XL. 346

SOSTANZE PERICOLOSE - DIVIETI 346

ALLEGATO XLI 347

SOSTANZE PERICOLOSE - METODICHE STANDARDIZZATE DI MISURAZIONE DEGLI AGENTI 347

ALLEGATO XLII 348

SOSTANZE PERICOLOSE - ELENCO DI SOSTANZE, PREPARATI E PROCESSI 348

ALLEGATO XLIII 349

SOSTANZE PERICOLOSE - VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE. 349

ALLEGATO XLIV.. 350

AGENTI BIOLOGICI - ELENCO ESEMPLIFICATIVO DI ATTIVIT LAVORATIVE CHE POSSONO COMPORTARE LA PRESENZA DI AGENTI BIOLOGICI 350

ALLEGATO XLV.. 351

AGENTI BIOLOGICI - SEGNALE DI RISCHIO BIOLOGICO.. 351

ALLEGATO XLVI 352

AGENTI BIOLOGICI - ELENCO DEGLI AGENTI BIOLOGICI CLASSIFICATI 352

BATTERI e organismi simili 353

VIRUS. 356

PARASSITI 360

FUNGHI 362

ALLEGATO XLVII 363

AGENTI BIOLOGICI - SPECIFICHE SULLE MISURE DI CONTENIMENTO E SUI LIVELLI DI CONTENIMENTO.. 363

ALLEGATO XLVIII 364

AGENTI BIOLOGICI - SPECIFICHE PER PROCESSI INDUSTRIALI 364

AGENTI BIOLOGICI DEL GRUPPO 1. 364

AGENTI BIOLOGICI DEI GRUPPI 2, 3 e 4. 364

ALLEGATO XLIX. 366

ATMOSFERE ESPLOSIVE - RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO.. 366

FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE. 366

1. AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE. 366

2. CLASSIFICAZIONE DELLE AREE A RISCHIO DI ESPLOSIONE. 366

ALLEGATO L. 368

ATMOSFERE ESPLOSIVE. 368

A. PRESCRIZIONI MINIME PER IL MIGLIORAMENTO DELLA PROTEZIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI CHE POSSONO ESSERE ESPOSTI AL RISCHIO DI ATMOSFERE ESPLOSIVE. 368

B. CRITERI PER LA SCELTA DEGLI APPARECCHI E DEI SISTEMI DI PROTEZIONE. 370

ALLEGATO LI 371

ATMOSFERE ESPLOSIVE - SEGNALE DI AVVERTIMENTO PER INDICARE LE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE. 371


Decreto Legislativo 3 Agosto 2009 n 106

(S.O.G.U. n. 142 del 5.8.2009) in vigore dal 20 agosto 2009

 

Legge 7 Luglio 2009, n. 88

"Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit europee - Legge comunitaria 2008. (09G0100)" (S.O.G.U. n. 161 del 14.7.2009)

 

Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 n. 81

TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

 

Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela

della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

(Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 - Suppl. Ordinario n.108)

 

Il Presidente della repubblica;

 

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;

Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante: misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, recante: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n.164, recante: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, recante norme generali per l'igiene del lavoro;

Visto il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante: attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'articolo 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212;

Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante: attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro;

Visto il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante: modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro;

Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro;

Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili;

Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina della responsabilit amministrativa delle persone giuridiche, delle societ e delle associazioni anche prive di personalit giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300;

Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30;

Vista la direttiva 2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici);

Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche;

Vista la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche);

Vista la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio 2007, n. 13 recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit europee;

Visto il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici);

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 marzo 2008;

Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro;

Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali;

Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, espresso nella riunione del 12 marzo 2008;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 1 aprile 2008;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute, delle infrastrutture, dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri per le politiche europee, della giustizia, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'interno, della difesa, della pubblica istruzione, della solidariet sociale, dell'universit e della ricerca, per gli affari regionali e le autonomie locali e dell'economia e delle finanze;

 

Emana il seguente decreto legislativo:

 

TITOLO I PRINCIPI COMUNI

N 4 CAPI - N 61 articoli (da art. 1 a art. 61)

 

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

N 4 articoli (da art. 1 a art. 4)

Articolo 1 - Finalit

 

1. Le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo costituiscono attuazione dellarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo. Il presente decreto legislativo persegue le finalit di cui al presente comma nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, nonch in conformit allarticolo 117 della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme di attuazione, garantendo luniformit della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di et e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati.

 

2. In relazione a quanto disposto dallarticolo 117, quinto comma, della Costituzione e dallarticolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, le disposizioni del presente decreto legislativo, riguardanti ambiti di competenza legislativa delle regioni e province autonome, si applicano, nellesercizio del potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, nelle regioni e nelle province autonome nelle quali ancora non sia stata adottata la normativa regionale e provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore di questultima, fermi restando i principi fondamentali ai sensi dellarticolo 117, terzo comma , della Costituzione.

 

3. Gli atti, i provvedimenti e gli adempimenti attuativi del presente decreto sono effettuati nel rispetto dei principi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

 

Articolo 2 - Definizioni

 

1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per:

 

a) lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge unattivit lavorativa nellambito dellorganizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, unarte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore cos definito equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di societ, anche di fatto, che presta la sua attivit per conto delle societ e dellente stesso; lassociato in partecipazione di cui allarticolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui allarticolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; lallievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui lallievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;

 

b) datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e lassetto dellorganizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attivit, ha la responsabilit dellorganizzazione stessa o dellunit produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui questultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dallorgano di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dellubicazione e dellambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta lattivit, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con lorgano di vertice medesimo;

 

c) azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato;

 

d) dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando lattivit lavorativa e vigilando su di essa;

 

e) preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, sovrintende alla attivit lavorativa e garantisce lattuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;

 

f) responsabile del servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacit e dei requisiti professionali di cui allarticolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;

 

g) addetto al servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacit e dei requisiti professionali di cui allarticolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l);

 

h) medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui allarticolo 38, che collabora, secondo quanto previsto allarticolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto;

 

i) rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro;

 

l) servizio di prevenzione e protezione dai rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni allazienda finalizzati allattivit di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori;

 

m) sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione allambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalit di svolgimento dellattivit lavorativa;

 

n) prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarit del lavoro, lesperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dellintegrit dellambiente esterno;

 

o) salute: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in unassenza di malattia o dinfermit;

 

p) sistema di promozione della salute e sicurezza: complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;

 

q) valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nellambito dellorganizzazione in cui essi prestano la propria attivit, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza;

 

r) pericolo: propriet o qualit intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni;

 

s) rischio: probabilit di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione;

 

t) unit produttiva: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o allerogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale;

 

u) norma tecnica: specifica tecnica, approvata e pubblicata da unorganizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria;

 

v) buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dallIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dallIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui allarticolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui allarticolo 6, previa istruttoria tecnica dellISPESL, che provvede a assicurarne la pi ampia diffusione;

 

z) linee guida: atti di indirizzo e coordinamento per lapplicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai ministeri, dalle regioni, dallISPESL e dallINAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

 

aa) formazione: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi;

 

bb) informazione: complesso delle attivit dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro;

 

cc) addestramento: complesso delle attivit dirette a fare apprendere ai lavoratori luso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro;

 

dd) modello di organizzazione e di gestione: modello organizzativo e gestionale per la definizione e lattuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dellarticolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro;

 

ee) organismi paritetici: organismi costituiti a iniziativa di una o pi associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attivit formative e lelaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; la lassistenza alle imprese finalizzata allattuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attivit o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;

 

ff) responsabilit sociale delle imprese: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attivit commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.

Articolo 3 - Campo di applicazione

 

1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attivit, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.

 

2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonch nellambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalit istituzionali alle attivit degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle universit, degli istituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli uffici allestero di cui allarticolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarit organizzative ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attivit condotte dalla Forze armate, compresa lArma dei carabinieri, nonch dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei vigili del fuoco, nonch dal Dipartimento della protezione civile fuori dal territorio nazionale, individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale nonch, relativamente agli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa lArma dei carabinieri ed il Corpo della Guardia di finanza, gli organismi a livello nazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede per quanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali. Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alle attivit lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e per il settore delle navi da pesca, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e larmonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti di attuazione.

 

3. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, sono fatte salve le disposizioni attuative dellarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonch le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e le disposizioni tecniche del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974, n. 191, e dai relativi decreti di attuazione; decorso inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto.

 

3-bis. Nei riguardi delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle particolari modalit di svolgimento delle rispettive attivit, individuate entro il 31 dicembre 2010 con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Dipartimento della protezione civile e il Ministero dellinterno, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.

 

4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonch ai soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo.

 

5. Nellipotesi di prestatori di lavoro nellambito di un contratto di somministrazione di lavoro di cui agli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, fermo restando quanto specificamente previsto dal comma 5 dellarticolo 23 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione di cui al presente decreto sono a carico dellutilizzatore.

 

6. Nellipotesi di distacco del lavoratore di cui allarticolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo lobbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato. Per il personale delle pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che presta servizio con rapporto di dipendenza funzionale presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorit nazionali, gli obblighi di cui al presente decreto sono a carico del datore di lavoro designato dallamministrazione, organo o autorit ospitante.

 

7. Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, e dei collaboratori coordinati e continuativi di cui allarticolo 409, primo comma, n.) 3, del codice di procedura civile, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente.

 

8. Nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio, ai sensi dellarticolo 70 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, il presente decreto legislativo e tutte le altre norme speciali vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute si applicano con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi linsegnamento privato supplementare e lassistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili.

 

9. Fermo restando quanto previsto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ai lavoratori a domicilio ed ai lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nellipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.

 

10. A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico, compresi quelli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e di cui allaccordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si applicano le disposizioni di cui al titolo VII, indipendentemente dallambito in cui si svolge la prestazione stessa. Nellipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III. I lavoratori a distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore a distanza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorit competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato al preavviso e al consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta presso il suo domicilio. Il lavoratore a distanza pu chiedere ispezioni. Il datore di lavoro garantisce ladozione di misure dirette a prevenire lisolamento del lavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni allazienda, permettendogli di incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazioni dellazienda, nel rispetto di regolamenti o accordi aziendali.

 

11. Nei confronti dei lavoratori autonomi di cui allarticolo 2222 del codice civile si applicano le disposizioni di cui agli articoli 21 e 26.

 

12. Nei confronti dei componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, dei coltivatori diretti del fondo, degli artigiani e dei piccoli commercianti e dei soci delle societ semplici operanti nel settore agricolo si applicano le disposizioni di cui allarticolo 21.

 

12-bis. Nei confronti dei volontari di cui alla legge 1 agosto 1991, n. 266, e dei volontari che effettuano servizio civile si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi di cui allarticolo 21. Con accordi tra il volontario e lassociazione di volontariato o lamministrazione del servizio civile possono essere individuate le modalit di attuazione della tutela di cui al precedente periodo. Ove il volontario svolga la propria prestazione nellambito dellorganizzazione di un datore di lavoro, questi tenuto a fornire al volontario dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivit. Egli altres tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ci non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attivit che si svolgano nellambito della medesima organizzazione.

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro dirigente)

 

13. In considerazione della specificit dellattivit esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi allinformazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente pi rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalit di attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente periodo.

 

Articolo 4 - Computo dei lavoratori

 

1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati:

a) i collaboratori familiari di cui allarticolo 230-bis del codice civile;

b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento;

c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali;

d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro;

e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensi degli articoli 70, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, nonch prestazioni che esulano dal mercato del lavoro ai sensi dellarticolo 74 del medesimo decreto.

f) i lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ove la loro attivit non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente;

g) i volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile;

h) i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;

i) i lavoratori autonomi di cui allarticolo 2222 del codice civile, fatto salvo quanto previsto dalla successiva lettera l);

l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui allarticolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, nonch i lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, ove la loro attivit non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente.

l-bis) i lavoratori in prova.

 

2. I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro ai sensi degli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, e i lavoratori assunti a tempo parziale ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e successive modificazioni, si computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nellarco di un semestre.

 

3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, nellambito delle attivit stagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modificazioni, nonch di quelle individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente pi rappresentative, il personale in forza si computa a prescindere dalla durata del contratto e dallorario di lavoro effettuato.

 

4. Il numero degli operai impiegati a tempo determinato, anche stagionali, nel settore agricolo si computa per frazioni di unit lavorative anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria.

 

CAPO II SISTEMA ISTITUZIONALE

N 10 articoli (da art. 5 a art. 14)

 

Articolo 5 - Comitato per lindirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivit di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro

 

1. Presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali istituito il Comitato per lindirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivit di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato presieduto dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali ed composto da:

a) due tre rappresentanti del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

b) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

c) un rappresentante del Ministero dellinterno;

d) cinque rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano.

 

2. Al Comitato partecipano, con funzione consultiva, un rappresentante dellINAIL, uno dellISPESL e uno dellIstituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).

 

3. Il Comitato di cui al comma 1, al fine di garantire la pi completa attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e regioni, ha il compito di:

a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

b) individuare obiettivi e programmi dellazione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;

c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dellazione di vigilanza, i piani di attivit e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria;

d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere luniformit dellapplicazione della normativa vigente;

f) individuare le priorit della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

 

4. Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui al comma 2, lettere a), b), e), f, le parti sociali sono consultate preventivamente. Sullattuazione delle azioni intraprese effettuata una verifica con cadenza almeno annuale.

 

5. Le modalit di funzionamento del comitato sono fissate con regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali appositamente assegnato.

 

6. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennit di missione.

 

Articolo 6 - Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro

 

1. Presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali istituita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. La Commissione composta da:

a) un rappresentante del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali che la presiede;

b) un rappresentante del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

c) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;

d) un rappresentante del Ministero dellinterno;

e) un rappresentante del Ministero della difesa;

f) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

g) un rappresentante del Ministero dei trasporti;

h) un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;

i) un rappresentante del Ministero della solidariet sociale;

l) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della funzione pubblica;

m) dieci rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

n) dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente pi rappresentative a livello nazionale;

o) dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, anche dellartigianato e della piccola e media impresa, comparativamente pi rappresentative a livello nazionale.

 

2. Per ciascun componente pu essere nominato un supplente, il quale interviene unicamente in caso di assenza del titolare. Ai lavori della Commissione possono altres partecipare rappresentanti di altre amministrazioni centrali dello Stato in ragione di specifiche tematiche inerenti le relative competenze, con particolare riferimento a quelle relative alla materia dellistruzione per le problematiche di cui allarticolo 11, comma 1, lettera c).

 

3. Allinizio di ogni mandato la Commissione pu istituire comitati speciali permanenti, dei quali determina la composizione e la funzione.

 

4. La Commissione si avvale della consulenza degli istituti pubblici con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e pu richiedere la partecipazione di esperti nei diversi settori di interesse.

 

5. I componenti della Commissione e i segretari sono nominati con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, su designazione degli organismi competenti e durano in carica cinque anni.

 

6. Le modalit di funzionamento della commissione sono fissate con regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali appositamente assegnato.

 

7. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennit di missione.

 

8. La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di:

a) esaminare i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente;

b) esprimere pareri sui piani annuali elaborati dal Comitato di cui allarticolo 5;

c) definire le attivit di promozione e le azioni di prevenzione di cui allarticolo 11;

d) validare le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

e) redigere annualmente, sulla base dei dati forniti dal sistema informativo di cui allarticolo 8, una relazione sullo stato di applicazione della normativa di salute e sicurezza e sul suo possibile sviluppo, da trasmettere alle commissioni parlamentari competenti e ai Presidenti delle Regioni;

f) elaborare, entro e non oltre il 31 dicembre 2010, le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui allarticolo 29, comma 5, tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore. Tali procedure vengono recepite con decreto dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dellinterno acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano;

g) definire criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi di cui allarticolo 27. Il sistema di qualificazione delle imprese disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica, acquisito il parere della Conferenza per i rapporti permanenti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto;

h) valorizzare sia gli accordi sindacali sia i codici di condotta ed etici, adottati su base volontaria, che, in considerazione delle specificit dei settori produttivi di riferimento, orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della responsabilit sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente;

i) valutare le problematiche connesse allattuazione delle direttive comunitarie e delle convenzioni internazionali stipulate in materia di salute e sicurezza del lavoro;

l) promuovere la considerazione della differenza di genere in relazione alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione;

m) indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cui allarticolo 30;

m-bis) elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro, anche tenendo conto delle peculiarit dei settori di riferimento;

m-ter) elaborare le procedure standardizzate per la redazione del documento di valutazione dei rischi di cui allarticolo 26, comma 3, del presente decreto, anche previa individuazione di tipologie di attivit per le quali lobbligo in parola non operi in quanto linterferenza delle lavorazioni in tali ambiti risulti irrilevante;

m-quater) elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.

Articolo 7 - Comitati regionali di coordinamento

 

1. Al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi, nonch uniformit degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui allarticolo 5 e con la Commissione di cui allarticolo 6, presso ogni regione e provincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 dicembre 2007, pubblicato nella G.U. n. 31 del 6 febbraio 2008.

 

Articolo 8 - Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro

 

1. istituito il Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro al fine di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare lefficacia della attivit di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici, e per indirizzare le attivit di vigilanza, attraverso lutilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite lintegrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate

 

2. Il Sistema informativo di cui al comma 1 costituito dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dal Ministero dellinterno, dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dallINAIL, dallIPSEMA e dallISPESL, con il contributo del Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro (CNEL). Allo sviluppo del medesimo concorrono gli organismi paritetici e gli istituti di settore a carattere scientifico, ivi compresi quelli che si occupano della salute delle donne.

 

3. LINAIL garantisce la gestione tecnica ed informatica del SINP e, a tale fine, titolare del trattamento dei dati, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

 

4. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro 180 giorni dalla data dellentrata in vigore del presente decreto legislativo, vengono definite le regole tecniche per la realizzazione ed il funzionamento del SINP, nonch le regole per il trattamento dei dati. Tali regole sono definite nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, cos come modificato ed integrato dal decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, e dei contenuti del Protocollo di intesa sul Sistema informativo nazionale integrato per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Con il medesimo decreto sono disciplinate le speciali modalit con le quali le forze armate e le forze di polizia partecipano al sistema informativo relativamente alle attivit operative e addestrative. Per tale finalit acquisita lintesa dei Ministri della difesa, dellinterno e delleconomia e delle finanze.

 

5. La partecipazione delle parti sociali al Sistema informativo avviene attraverso la periodica consultazione in ordine ai flussi informativi di cui alle lettere a), b, c) e d) del comma 6.

 

6. I contenuti dei flussi informativi devono almeno riguardare:

a) il quadro produttivo ed occupazionale;

b) il quadro dei rischi anche in unottica di genere;

c) il quadro di salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici;

d) il quadro degli interventi di prevenzione delle istituzioni preposte;

e) il quadro degli interventi di vigilanza delle istituzioni preposte;

e-bis) i dati degli infortuni sotto la soglia indennizzabile dallINAIL.

 

7. La diffusione delle informazioni specifiche finalizzata al raggiungimento di obiettivi di conoscenza utili per le attivit dei soggetti destinatari e degli enti utilizzatori. I dati sono resi disponibili ai diversi destinatari e resi pubblici nel rispetto della normativa di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

 

8. Le attivit di cui al presente articolo sono realizzate dalle amministrazioni di cui al comma 2 utilizzando le ordinarie risorse personali, economiche e strumentali in dotazione.

 

Articolo 9 - Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 

1. LISPESL, lINAIL e lIPSEMA sono enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro che esercitano le proprie attivit, anche di consulenza, in una logica di sistema con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

2. LISPESL, lINAIL e lIPSEMA operano in funzione delle attribuzioni loro assegnate dalla normativa vigente, svolgendo in forma coordinata, per una maggiore sinergia e complementariet , le seguenti attivit:

a) elaborazione e applicazione dei rispettivi piani triennali di attivit;

b) interazione, per i rispettivi ruoli e competenze, in logiche di conferenza permanente di servizio, per assicurare apporti conoscitivi al sistema di sostegno ai programmi di intervento in materia di sicurezza e salute sul lavoro di cui allarticolo 2, comma 1, lettera p), per verificare ladeguatezza dei sistemi di prevenzione e assicurativi e per studiare e proporre soluzioni normative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali ;

c) consulenza alle aziende, in particolare alle medie, piccole e micro imprese, anche attraverso forme di sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia al suggerimento dei pi adatti mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci alla riduzione dei livelli di rischiosit in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia allindividuazione degli elementi di innovazione tecnologica in materia con finalit prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzioni pubbliche operanti nel settore e con le parti sociali;

d) progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenuto conto ed in conformit ai criteri e alle modalit elaborati ai sensi degli articoli 6 e 11;

e) formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione di cui allarticolo 32;

f) promozione e divulgazione, della cultura della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici, universitari e delle istituzioni dellalta formazione artistica, musicale e coreutica, previa stipula di apposite convenzioni con le istituzioni interessate;

g) partecipazione, con funzioni consultive, al Comitato per lindirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivit di vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro di cui allarticolo 5;

h) consulenza alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro di cui allarticolo 6;

i) elaborazione e raccolta e diffusione delle buone prassi di cui allarticolo 2, comma 1, lettera v);

l) predisposizione delle linee guida di cui allarticolo 2, comma 1, lettera z);

m) contributo al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro secondo quanto previsto dallarticolo 8.

 

3. Lattivit di consulenza di cui alla lettera c) del comma 2, non pu essere svolta dai funzionari degli istituti di cui al presente articolo che svolgono attivit di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. I soggetti che prestano tale attivit non possono, per un periodo di tre anni dalla cessazione dellincarico, esercitare attivit di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Nellesercizio dellattivit di consulenza non vi lobbligo di denuncia di cui allarticolo 331 del codice di procedura penale o di comunicazione ad altre Autorit competenti delle contravvenzioni rilevate ove si riscontrino violazioni alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro; in ogni caso, lesercizio dellattivit di consulenza non esclude o limita la possibilit per lente di svolgere lattivit di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Con successivo decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali per la parte concernente i funzionari dellISPESL, disciplinato lo svolgimento dellattivit di consulenza e dei relativi proventi, fermo restando che i compensi percepiti per lo svolgimento dellattivit di consulenza sono devoluti in ragione della met allente di appartenenza e nel resto al Fondo di cui allarticolo 52, comma 1.

 

4. LINAIL fermo restando quanto previsto dallarticolo 12 della legge 11 marzo 1988, n. 67, dallarticolo 2, comma 6, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e dallarticolo 2, comma 130, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonch da ogni altra disposizione previgente, svolge, con la finalit di ridurre il fenomeno infortunistico e ad integrazione delle proprie competenze quale gestore dellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto:

a) raccoglie e registra, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dellevento;

b) concorre, alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, coordinandosi con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e con lISPESL;

c) partecipa alla elaborazione, formulando pareri e proposte, della normazione tecnica in materia;

d) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui allarticolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1 gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate allentrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nellesercizio finanziario sono rassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

d-bis) pu erogare prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, previo accordo quadro stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze, sentito lINAIL, che definisca le modalit di erogazione delle prestazioni da parte dellINAIL, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica

 

5. LIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro ISPESL ente di diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. LISPESL organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione, informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, del quale si avvalgono gli organi centrali dello Stato preposti ai settori della salute, dellambiente, del lavoro e della produzione e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

6. LISPESL, nellambito delle sue attribuzioni istituzionali, opera avvalendosi delle proprie strutture centrali e territoriali, garantendo unitariet della azione di prevenzione nei suoi aspetti interdisciplinari e svolge le seguenti attivit:

a) svolge e promuove programmi di studio e ricerca scientifica e programmi di interesse nazionale nel campo della prevenzione degli infortuni, e delle malattie professionali, della sicurezza sul lavoro e della promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro;

b) interviene nelle materie di competenza dell'Istituto, su richiesta degli organi centrali dello Stato e delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei controlli che richiedono un'elevata competenza scientifica. Ai fini della presente lettera, esegue, accedendo nei luoghi di lavoro, accertamenti e indagini in materia di salute e sicurezza del lavoro;

c) organo tecnico-scientifico delle Autorit nazionali preposte alla sorveglianza del mercato ai fini del controllo della conformit ai requisiti di sicurezza e salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori;

d) svolge attivit di organismo notificato per attestazioni di conformit relative alle Direttive per le quali non svolge compiti relativi alla sorveglianza del mercato;

e) titolare di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzature di lavoro sottoposte a tale regime;

f) fornisce consulenza al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, agli altri Ministeri e alle regioni e alle province autonome in materia salute e sicurezza del lavoro;

g) fornisce assistenza al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e alle regioni e alle province autonome per lelaborazione del Piano sanitario nazionale, dei piani sanitari regionali e dei piani nazionali e regionali della prevenzione, per il monitoraggio delle azioni poste in essere nel campo salute e sicurezza del lavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza in materia;

h) supporta il Servizio sanitario nazionale, fornendo informazioni, formazione, consulenza e assistenza alle strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;

i) pu svolgere, congiuntamente ai servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL, lattivit di vigilanza sulle strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale;

l) effettua il raccordo e la divulgazione dei risultati derivanti dalle attivit di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale;

m) partecipa alla elaborazione di norme di carattere generale e formula, pareri e proposte circa la congruit della norma tecnica non armonizzata ai requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente;

n) assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la valutazione e la gestione dei rischi e per l'accertamento dello stato di salute dei lavoratori in relazione a specifiche condizioni di rischio e contribuisce alla definizione dei limiti di esposizione;

o) diffonde, previa istruttoria tecnica, le buone prassi di cui allarticolo 2, comma 1, lettera v);

p) coordina il network nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in qualit di focal point italiano nel network informativo dell'Agenzia europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

q) supporta lattivit di monitoraggio del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali sulla applicazione dei livelli essenziali di assistenza relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

7. LIPSEMA svolge, con la finalit di ridurre il fenomeno infortunistico ed ad integrazione delle proprie competenze quale gestore dellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del settore marittimo, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto:

a) raccoglie e registra, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dellevento;

b) concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, raccordandosi con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e con lISPESL;

c) finanzia, nellambito e nei limiti delle proprie spese istituzionali, progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

d) supporta, in raccordo con le amministrazioni competenti in materia di salute per il settore marittimo,anche mediante convenzioni con lINAIL, le prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa per i lavoratori marittimi anche al fine di assicurare il loro reinserimento lavorativo;

e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui allarticolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1 gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate allentrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nellesercizio finanziario sono rassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

 

Articolo 10 - Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tramite le AA.SS.LL. del SSN, il Ministero dellinterno tramite le strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, lIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL), il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministero dello sviluppo economico per il settore estrattivo, lIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), lIstituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), gli organismi paritetici e gli enti di patronato svolgono, anche mediante convenzioni, attivit di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle imprese agricole e delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di lavoro.

 

Articolo 11 - Attivit promozionali

 

1. Nellambito della Commissione consultiva di cui allarticolo 6 sono definite, in coerenza con gli indirizzi individuati dal Comitato di cui allarticolo 5, le attivit promozionali della cultura e delle azioni di prevenzione con riguardo in particolare a:

a) finanziamento, da parte dellINAIL e previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese; per laccesso a tali finanziamenti deve essere garantita la semplicit delle procedure;

b) finanziamento, da parte dellINAIL e delle regioni, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese, ivi compresi quelli di cui allarticolo 52, comma 1, lettera b);

c) finanziamento, da parte del Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca., previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, delle attivit degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale finalizzata allinserimento in ogni attivit scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale di specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle autonomie didattiche.

 

2. Ai finanziamenti di cui al comma 1 si provvede con oneri a carico delle risorse di cui allarticolo 1, comma 7-bis, della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dallarticolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri delleconomia e delle finanze, dellistruzione e delluniversit e della ricerca, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede al riparto annuale delle risorse tra le attivit di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 e dellarticolo 52, comma 2, lettera d).

 

3. Le amministrazioni centrali e le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze, concorrono alla programmazione e realizzazione di progetti formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, attraverso modalit operative da definirsi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. Alla realizzazione e allo sviluppo di quanto previsto nel periodo precedente possono altres concorrere le parti sociali, anche mediante i fondi interprofessionali.

 

3-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze e con lutilizzo appropriato di risorse gi disponibili, finanziano progetti diretti a favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche o organizzative avanzate in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sulla base di specifici protocolli di intesa tra le parti sociali, o gli enti bilaterali, e lINAIL. Ai fini della riduzione del tasso dei premi per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui allarticolo 3 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, ferma restando la verifica dei criteri di cui al comma 1 del predetto articolo 3, si tiene anche conto delladozione , da parte delle imprese, delle soluzioni tecnologiche o organizzative di cui al precedente periodo, verificate dallINAIL.

 

4. Ai fini della promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro facolt degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale inserire in ogni attivit scolastica ed universitaria nelle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale, percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche ulteriori rispetto a quelli disciplinati dal comma 1, lettera c) e volti alle medesime finalit. Tale attivit svolta nellambito e nei limiti delle risorse disponibili degli istituti.

 

5. LINAIL finanzia con risorse proprie, anche nellambito della bilateralit e di protocolli con le parti sociali e le associazioni nazionali di tutela degli invalidi del lavoro,progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rivolti in particolare alle piccole, medie e micro imprese e progetti volti a sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale ispirati ai principi di responsabilit sociale delle imprese. Costituisce criterio di priorit per laccesso al finanziamento ladozione da parte delle imprese delle buone passi di cui allarticolo 2, comma 1, lettera v). LINAIL svolge tali compiti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 

5-bis. Al fine di garantire il diritto degli infortunati e tecnopatici a tutte le cure necessarie ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, lINAIL pu provvedere utilizzando servizi pubblici e privati, dintesa con le regioni interessate. LINAIL svolge tali compiti con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza incremento di oneri per le imprese.

 

6. Nellambito dei rispettivi compiti istituzionali, le amministrazioni pubbliche promuovono attivit specificamente destinate ai lavoratori immigrati o alle lavoratrici, finalizzate a migliorare i livelli di tutela dei medesimi negli ambienti di lavoro.

 

7. In sede di prima applicazione, per il primo anno dallentrata in vigore del presente decreto, le risorse di cui allarticolo 1, comma 7-bis, della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dallarticolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono utilizzate, secondo le priorit, ivi compresa una campagna straordinaria di formazione, stabilite, entro sei mesi dallentrata in vigore del presente decreto, con accordo adottato, previa consultazione delle parti sociali, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e la province autonome di Trento e di Bolzano.

 

Articolo 12 - Interpello

 

1. Gli organismi associativi a rilevanza nazionale degli enti territoriali e gli enti pubblici nazionali, nonch, di propria iniziativa o su segnalazione dei propri iscritti, le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale e i consigli nazionali degli ordini o collegi professionali, possono inoltrare alla Commissione per gli interpelli di cui al comma 2, esclusivamente tramite posta elettronica, quesiti di ordine generale sullapplicazione della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro.

 

2. Presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Commissione per gli interpelli composta da due rappresentanti del Ministero del lavoro e previdenza sociale, da due rappresentanti del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e da quattro rappresentanti delle regioni e delle province autonome. Qualora la materia oggetto di interpello investa competenze di altre amministrazioni pubbliche la Commissione integrata con rappresentanti delle stesse. Ai componenti della Commissione non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennit di missione.

 

3. Le indicazioni fornite nelle risposte ai quesiti di cui al comma 1 costituiscono criteri interpretativi e direttivi per lesercizio delle attivit di vigilanza.

 


 

Articolo 13 - Vigilanza

 

1. La vigilanza sullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonch per il settore minerario, fino alleffettiva attuazione del trasferimento di competenze da adottarsi ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dal Ministero dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalit del presente articolo, nellambito delle proprie competenze, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti.

 

1-bis. Nei luoghi di lavoro delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei vigili del fuoco la vigilanza sulla applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro svolta esclusivamente dai servizi sanitari e tecnici istituiti presso le predette amministrazioni.

 

2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ivi compresa quella in materia di salute e sicurezza dei lavoratori di cui allarticolo 35 della legge 26 aprile 1974, n. 191, lo stesso personale esercita lattivit di vigilanza sullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attivit, nel quadro del coordinamento territoriale di cui allarticolo 7 del decreto:

a) attivit nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e pi in particolare lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati; lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l'impiego di esplosivi;

b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei;

c) ulteriori attivit lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentito il comitato di cui allarticolo 5 e previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alle quali il personale ispettivo del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali svolge attivit di vigilanza sullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dellAzienda sanitaria locale competente per territorio.

 

3. In attesa del complessivo riordino delle competenze in tema di vigilanza sullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, restano ferme le competenze in materia di salute e sicurezza dei lavoratori attribuite alle autorit marittime a bordo delle navi ed in ambito portuale, agli uffici di sanit aerea e marittima, alle autorit portuali ed aeroportuali, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale nonch ai servizi sanitari e tecnici istituiti per le Forze armate e per le Forze di polizia e per i Vigili del fuoco; i predetti servizi sono competenti altres per le aree riservate o operative e per quelle che presentano analoghe esigenze da individuarsi, anche per quel che riguarda le modalit di attuazione, con decreto del Ministro competente, di concerto con i Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali. LAmministrazione della giustizia pu avvalersi dei servizi istituiti per le Forze armate e di polizia, anche mediante convenzione con i rispettivi Ministeri, nonch dei servizi istituiti con riferimento alle strutture penitenziarie.

 

4. La vigilanza di cui al presente articolo esercitata nel rispetto del coordinamento di cui agli articoli 5 e 7.

 

5. Il personale delle pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici che svolgono attivit di vigilanza, non pu prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attivit di consulenza.

 

6. Limporto delle somme che lASL, in qualit di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa ai sensi dellarticolo 21, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, integra lapposito capitolo regionale per finanziare lattivit di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle AA.SS.LL.

 

7. E fatto salvo quanto previsto dallarticolo 64 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n, 303, con riferimento agli organi di vigilanza competenti, come individuati dal presente decreto.

 

Articolo 14 - Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori

 

1. Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonch di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per lesecuzione dei lavori di cui allarticolo 92, comma 1, lettera e), gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dellattivit imprenditoriale interessata dalle violazioni quando riscontrano limpiego di personale non

risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonch in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentito il Ministero dellinterno e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per ladozione del provvedimento di sospensione dellattivit imprenditoriale sono quelle individuate nellAllegato I. Si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione oggetto di prescrizione dellorgano di vigilanza ottemperata dal contravventore o di una violazione accertata con sentenza definitiva, lo stesso soggetto commette pi violazioni della stessa indole. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse individuate, in attesa della adozione del decreto di cui al precedente periodo, nellallegato I. Ladozione del provvedimento di sospensione comunicata allAutorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui allarticolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine

delladozione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche. La durata del provvedimento pari alla citata sospensione nel caso in cui la percentuale dei lavoratori irregolari sia inferiore al 50 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro; nel caso in cui la percentuale dei lavoratori irregolari sia pari o superiore al 50 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, ovvero nei casi di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ovvero nei casi di reiterazione la durata incrementata di un ulteriore periodo di tempo pari al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni; nel caso di reiterazione la decorrenza del periodo di interdizione successiva al termine del precedente periodo di interdizione; nel caso di non intervenuta revoca del provvedimento di sospensione entro quattro mesi dalla data della sua

emissione, la durata del provvedimento pari a due anni, fatta salva ladozione di eventuali successivi provvedimenti di rideterminazione della durata dellinterdizione a seguito dellacquisizione della revoca della sospensione. Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori nellambito dei cantieri edili. Ai provvedimenti del presente articolo non si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. Limitatamente alla sospensione dellattivit di impresa, allaccertamento delle violazioni in materia di prevenzione incendi, indicate allallegato I, provvede il comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente. Ove gli organi di vigilanza o le altre amministrazioni pubbliche rilevino possibili violazioni in materia di prevenzione incendi, ne danno segnalazione al competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, il quale procede ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e di cui al comma 2.;

 

 

2. I poteri e gli obblighi di cui al comma 1 spettano anche agli organi di vigilanza delle aziende sanitarie locali, con riferimento allaccertamento della reiterazione delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro di cui al comma 1. In materia di prevenzione incendi in ragione della competenza esclusiva del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di cui allarticolo 46 del presente decreto, trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli 16, 19 e 20 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

 

3. Il provvedimento di sospensione pu essere revocato da parte dellorgano di vigilanza che lo ha adottato.

 

4. condizione per la revoca del provvedimento da parte dellorgano di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali di cui al comma 1:

a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria;

b) laccertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, o di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;

c) il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto a quelle di cui al comma 6 pari a euro 1500 nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare e a euro 2500 nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

 

 

5. condizione per la revoca del provvedimento da parte dellorgano di vigilanza delle aziende sanitarie locali di cui al comma 2:

a) laccertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni delle disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;

b) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a 2500 rispetto a quelle di cui al comma 6.

 

6. comunque fatta salva lapplicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.

 

7. Limporto delle somme aggiuntive di cui al comma 4, lettera c), integra la dotazione del Fondo per loccupazione di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed destinato al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di cui allarticolo 1, comma 1156, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

 

8. Limporto delle somme aggiuntive di cui al comma 5, lettera b), integra lapposito capitolo regionale per finanziare lattivit di prevenzione nei luoghi di lavoro.

 

9. Avverso i provvedimenti di sospensione di cui ai commi 1 e 2 ammesso ricorso, entro 30 giorni, rispettivamente, alla Direzione regionale del lavoro territorialmente competente e al presidente della Giunta regionale, i quali si pronunciano nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso. Decorso inutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde efficacia.

 

10. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cui al presente articolo punito con larresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare;

 

11. Nelle ipotesi delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al comma 1, le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza in materia.

 

11-bis. Il provvedimento di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare non si applica nel caso

in cui il lavoratore irregolare risulti lunico occupato dallimpresa. In ogni caso di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare gli effetti della sospensione possono essere fatti decorrere dalle ore dodici del giorno lavorativo successivo ovvero dalla cessazione dellattivit lavorativa in corso che non pu essere interrotta, salvo che non si riscontrino situazioni di pericolo imminente o di grave rischio per la salute dei lavoratori o dei terzi.

 

CAPO III GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO

N 8 SEZIONI e N 40 articoli (da art. 15 a art. 54)

 

SEZIONE I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI

N 13 articoli (da art. 15 a art. 27)

 

Articolo 15 - Misure generali di tutela

 

1. Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono:

 

a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;

b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dellazienda nonch linfluenza dei fattori dellambiente e dellorganizzazione del lavoro;

c) leliminazione dei rischi e, ove ci non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

d) il rispetto dei principi ergonomici nellorganizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;

e) la riduzione dei rischi alla fonte;

f) la sostituzione di ci che pericoloso con ci che non lo , o meno pericoloso;

g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;

h) lutilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;

i) la priorit delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;

l) il controllo sanitario dei lavoratori;

m) lallontanamento del lavoratore dallesposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e ladibizione, ove possibile, ad altra mansione;

n)linformazione e formazione adeguate per i lavoratori;

o) linformazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;

p) linformazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

q) listruzioni adeguate ai lavoratori;

r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori;

s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso ladozione di codici di condotta e di buone prassi;

u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;

v)l uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;

z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformit alla indicazione dei fabbricanti.

 

2. Le misure relative alla sicurezza, alligiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori.

 

Articolo 16 - Delega di funzioni

 

1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, ammessa con i seguenti limiti e condizioni:

a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;

b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalit ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;

c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;

d) che essa attribuisca al delegato lautonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.

e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto

 

2. Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicit.

 

3. La delega di funzioni non esclude lobbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. Lobbligo di cui al primo periodo si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui allarticolo 30, comma 4.

 

3-bis. Il soggetto delegato pu, a sua volta, previa intesa con il datore di lavoro delegare specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime condizioni di cui ai commi 1 e 2. La delega di funzioni di cui al primo periodo non esclude lobbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. Il soggetto al quale sia stata conferita la delega di cui al

presente comma non pu, a sua volta, delegare le funzioni delegate.

 

Articolo 17 - Obblighi del datore di lavoro non delegabili

 

1. Il datore di lavoro non pu delegare le seguenti attivit:

 

a)    la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dallarticolo 28;

(ammenda da 2.000 a 4.000 euro in assenza degli elementi di cui allarticolo 28, comma 2, lettere b), c) o d), o senza le modalit di cui allarticolo 29, commi 2 e 3)

(ammenda da 1.000 a 2.000 euro in assenza degli elementi di cui allarticolo 28, comma 2, lettere a) primo periodo ed f)

 

b)     la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400)

 

Articolo 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente

 

1. Il datore di lavoro, che esercita le attivit di cui allarticolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attivit secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:

a) nominare il medico competente per leffettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo.

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.500 a 6.000 euro)

b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza;

c) nellaffidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacit e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro)

d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.500 a 6.000 euro)

e) prendere le misure appropriate affinch soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro)

f) richiedere losservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonch delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200)

g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente losservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;

(Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)

g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro)

h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinch i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

i) informare il pi presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;

l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37;

m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;

n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, lapplicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;

(Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)

o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche su supporto informatico come previsto dall'articolo 53, comma 5, nonch consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); il documento consultato esclusivamente in azienda;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro)

p) elaborare il documento di cui allarticolo 26, comma 3, anche su supporto informatico come previsto dallarticolo 53, comma 5, e, su richiesta di questi e per lespletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento consultato esclusivamente in azienda.

(Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)

q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro)

r) comunicare in via telematica allINAIL e allIPSEMA, nonch per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui allarticolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino lassenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dellevento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro superiore a tre giorni; lobbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui allarticolo 53 del testo unico delle disposizioni per lassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro con riferimento agli infortuni superiori a un giorno)

(sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni)

[Lapplicazione della sanzione di cui (sopra), esclude lapplicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dellarticolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124]

s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui allarticolo 50;

(Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)

t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dellevacuazione dei luoghi di lavoro, nonch per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui allarticolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dellattivit, alle dimensioni dellazienda o dellunit produttiva, e al numero delle persone presenti;

u) nellambito dello svolgimento di attivit in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalit del lavoratore e lindicazione del datore di lavoro;

v) nelle unit produttive con pi di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui allarticolo 35;

(Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)

z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.500 a 6.000 euro)

aa) comunicare in via telematica allINAIL e allIPSEMA, nonch per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui allarticolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione lobbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori gi eletti o designati;

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro)

bb) vigilare affinch i lavoratori per i quali vige lobbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneit.

 

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro)

1-bis. Lobbligo di cui alla lettera r), del comma 1, del presente articolo relativo alla comunicazione a fini statistici dei dati relativi agli infortuni che comportano lassenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dellevento, decorre dalla scadenza del termine di sei mesi dalladozione del decreto interministeriale di cui allarticolo 8, comma 4;

 

2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione ed al medico competente informazioni in merito a:

a) la natura dei rischi;

b) lorganizzazione del lavoro, la programmazione e lattuazione delle misure preventive e protettive;

c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;

d) i dati di cui al comma 1, lettera r e quelli relativi alle malattie professionali;

e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro)

 

3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dellamministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale caso gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento allamministrazione competente o al soggetto che ne ha lobbligo giuridico.

 

3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altres a vigilare in ordine alladempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25, ferma restando lesclusiva responsabilit dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti.

 

Articolo 19 - Obblighi del preposto

 

1. In riferimento alle attivit indicate allarticolo 3, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono:

a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonch delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;

(Arresto fino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

b) verificare affinch soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

c) richiedere losservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinch i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

(Arresto fino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

d) informare il pi presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;

(Arresto fino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;

(Arresto fino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dallarticolo 37.

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze)

 

Articolo 20 . Obblighi dei lavoratori

 

1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

 

2. I lavoratori devono in particolare:

a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, alladempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;

b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini

della protezione collettiva ed individuale;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

c)utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonch i dispositivi di sicurezza;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;

e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonch qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nellambito delle proprie competenze e possibilit e fatto salvo lobbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro)

 

3. I lavoratori di aziende che svolgono attivit in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalit del lavoratore e lindicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attivit nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per il lavoratore e il lavoratore autonomo)

 

Articolo 21 - Disposizioni relative ai componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi

 

1. I componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dellarticolo 2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle societ semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti devono:

a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformit alle disposizioni di cui al titolo III;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro i componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle societ semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti)

b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III;

(Arresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro i componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle societ semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti)

c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalit, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attivit in regime di appalto o subappalto.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro i componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle societ semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti)

 

2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attivit svolte e con oneri a proprio carico hanno facolt di:

a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui allarticolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;

b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attivit svolte, secondo le previsioni di cui allarticolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.

 

Articolo 22 - Obblighi dei progettisti

 

1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia.

(Arresto fino a sei mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro)

 

Articolo 23 - Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 10.000 a 40.000 euro)

1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

 

2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure di attestazione alla conformit, gli stessi debbono essere accompagnati, a cura del concedente, dalla relativa documentazione.

 

Articolo 24 - Obblighi degli installatori

 

1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute e sicurezza sul lavoro, nonch alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti.

(Arresto fino a tre mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro)

 

Articolo 25 - Obblighi del medico competente

 

1. Il medico competente:

a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, (arresto fino a tre mesi o ammenda da 400 a 1.600 euro) anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrit psico-fisica dei lavoratori, allattivit di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalit organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di promozione della salute, secondo i principi della responsabilit sociale;

b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici pi avanzati;

(arresto fino a due mesi o ammenda da 300 a 1.200 euro)

c) istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilit, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Tale cartella conservata con salvaguardia del segreto professionale e, salvo il tempo strettamente necessario per lesecuzione della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di custodia concordato al momento della nomina del medico competente;

(Arresto fino a due mesi o ammenda da 300 a 1.200 euro)

d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dellincarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196, e con salvaguardia del segreto professionale;

(Arresto fino a un mese o ammenda da 200 a 800 euro)

e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima;

(Arresto fino a un mese o ammenda da 200 a 800 euro)

loriginale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni, salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto;

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per il datore di lavoro dirigente)

f) << -- soppressa -- >>

g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessit di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attivit che comporta lesposizione a tali agenti. Fornisce altres, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

(arresto fino a due mesi o ammenda da 300 a 1.200 euro)

h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 2.000 euro)

i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui allarticolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrit psico-fisica dei lavoratori;

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 2.000 euro)

l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta allanno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicit diversa dallannuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;

(Arresto fino a tre mesi o ammenda da 400 a 1.600 euro)

m) partecipa alla programmazione del controllo dellesposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestivit ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;

n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui allarticolo 38 al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di somministrazione

 

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture allimpresa appaltatrice o a lavoratori autonomi allinterno della propria azienda, o di una singola unit produttiva della stessa, nonch nellambito dellintero ciclo produttivo dellazienda medesima sempre che abbia la disponibilit giuridica dei luoghi in cui si svolge lappalto o la prestazione di lavoro autonomo:

 

a) verifica, con le modalit previste dal decreto di cui allarticolo 6, comma 8, lettera g), lidoneit tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e forniture da affidare in appalto o mediante contratto dopera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica eseguita attraverso le seguenti modalit:

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro - dirigente)

1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;

2) acquisizione dellautocertificazione dellimpresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneit tecnico professionale, ai sensi dellart. 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;

 

b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nellambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivit.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

2. Nellipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:

 

a) cooperano allattuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sullattivit lavorativa oggetto dellappalto;

 

b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nellesecuzione dellopera complessiva.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ci non possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento allegato al contratto di appalto o di opera e va adeguato in funzione dellevoluzione dei lavori, servizi e forniture(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro il datore di lavoro - dirigente). Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dellattivit delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006. n. 163, e successive modificazioni, tale documento redatto, ai fini dellaffidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto; (Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, lobbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, nonch ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui allallegato XI.

 

3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui allarticolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dallesecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dellinizio dellesecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verr espletato lappalto; lintegrazione, sottoscritta per accettazione dallesecutore, integra gli atti contrattuali.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilit solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, limprenditore committente risponde in solido con lappaltatore, nonch con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dallappaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dellIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dellIstituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dellattivit delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

 

5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ci non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni a pena di nullit ai sensi dellarticolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. I costi di cui al primo periodo non sono soggetti a ribasso. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente pi rappresentative a livello nazionale.

 

6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entit e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente pi rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro e' determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico pi vicino a quello preso in considerazione.

 

7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, come da ultimo modificate dallarticolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizione del presente decreto.

 

8. Nellambito dello svolgimento di attivit in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dallimpresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalit del lavoratore e lindicazione del datore di lavoro.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per il datore di lavoro, il dirigente e per ciascun lavoratore)

 

Articolo 27 - Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi

 

1. Nellambito della Commissione di cui allarticolo 6, anche tenendo conto delle indicazioni provenienti da organismi paritetici, vengono individuati settori, ivi compreso il settore della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico, e criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base della specifica esperienza, competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati, e sulla base delle attivit di cui allarticolo 21, comma 2, nonch sulla applicazione di

determinati standard contrattuali e organizzativi nellimpiego della manodopera, anche in relazione agli appalti e alle tipologie di lavoro flessibile, certificati ai sensi del titolo VIII, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

 

1-bis. Con riferimento alledilizia, il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi si realizza almeno attraverso la adozione e diffusione, nei termini e alle condizioni individuati dal decreto del Presidente della Repubblica di cui allarticolo 6, comma 8, lettera g), di uno strumento che consenta la continua verifica della idoneit delle imprese e dei lavoratori autonomi, in assenza di violazioni alle disposizioni di legge e con riferimento ai requisiti previsti, tra cui la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e i provvedimenti impartiti dagli organi di vigilanza. Tale strumento opera per mezzo della attribuzione alle imprese ed ai lavoratori autonomi di un punteggio iniziale che misuri tale idoneit, soggetto a decurtazione a seguito di accertate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Lazzeramento del punteggio per la ripetizione di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro determina limpossibilit per limpresa o per il lavoratore autonomo di svolgere attivit nel settore edile.

 

2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1-bis, che potr, con le modalit ivi previste, essere esteso

ad altri settori di attivit individuati con uno o pi accordi interconfederali stipulati a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative, il possesso dei requisiti per ottenere la qualificazione di cui al comma 1 costituisce elemento vincolante per la partecipazione alle gare relative agli appalti e subappalti pubblici e per laccesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica, sempre se correlati ai medesimi appalti o subappalti.

 

2-bis. Sono fatte salve le disposizioni in materia di qualificazione previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

 

SEZIONE II - VALUTAZIONE DEI RISCHI

N 3 articoli (da art. 28 a art. 30)

Articolo 28 - Oggetto della valutazione dei rischi

 

1. La valutazione di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonch nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell8 ottobre 2004 e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonch quelli connessi alle differenze di genere, allet, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.

 

1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui allarticolo 6, comma 8, lettera m-quater), e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a fare data dal 1 agosto 2010.

 

2. Il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione pu essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui allarticolo 53, su supporto informatico e, deve essere munito, anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui allarticolo 53, di data attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonch, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e dal medico competente ove nominato e contenere:

 

a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante lattivit lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. La scelta dei criteri di redazione del documento rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicit, brevit e comprensibilit, in modo da garantirne la completezza e lidoneit quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione;

b) lindicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a);

c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

d) lindividuazione delle procedure per lattuazione delle misure da realizzare, nonch dei ruoli dellorganizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;

e) lindicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

f) lindividuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacit professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

 

3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altres rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto;

 

3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attivit.

Articolo 29 - Modalit di effettuazione della valutazione dei rischi

 

1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui allarticolo 41.

(Arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400)

Arresto da quattro a otto mesi se la violazione commessa:

nelle aziende di cui allarticolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);

in aziende in cui si svolgono attivit che espongono i lavoratori a rischi biologici di cui allarticolo 268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attivit di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto;

per le attivit disciplinate dal Titolo IV caratterizzate dalla compresenza di pi imprese e la cui

entit presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.

 

2. Le attivit di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

 

3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalit di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessit. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalit di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali;

 

4. Il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), e quello di cui allarticolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso lunit produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.600 euro per il datore di lavoro - dirigente)

 

5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui allarticolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui allarticolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare leffettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attivit di cui allarticolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonch g).

 

6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui allarticolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dellelaborazione di tali procedure trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4.

 

6-bis. Le procedure standardizzate di cui al comma 6, anche con riferimento alle aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV, sono adottate nel rispetto delle disposizioni di cui allarticolo 28.

 

7. Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle attivit svolte nelle seguenti aziende:

a) aziende di cui allarticolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);

b) aziende in cui si svolgono attivit che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi allesposizione ad amianto;

c) << -- soppressa -- >>

 


Articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione

 

1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilit amministrativa delle persone giuridiche, delle societ e delle associazioni anche prive di personalit giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per ladempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:

 

a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;

b) alle attivit di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;

c) alle attivit di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

d) alle attivit di sorveglianza sanitaria;

e) alle attivit di informazione e formazione dei lavoratori;

f) alle attivit di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;

g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;

h) alle periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle procedure adottate.

 

2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attivit di cui al comma 1.

 

3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dellorganizzazione e dal tipo di attivit svolta, unarticolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche ei poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonch un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.

 

4 Il modello organizzativo deve altres prevedere un idoneo sistema di controllo sullattuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneit delle misure adottate. Il riesame e leventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e alligiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nellorganizzazione e nellattivit in relazione al progresso scientifico e tecnologico.

 

5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui allarticolo 6.

 

5-bis. La commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro elabora procedure semplificate per la adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. Tali procedure sono recepite con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

 

6. Ladozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attivit finanziabili ai sensi dellarticolo 11.

 

 

SEZIONE III - SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

N 5 articoli (da art. 31 a art. 35)

 

Articolo 31 - Servizio di prevenzione e protezione

 

1. Salvo quanto previsto dallarticolo 34, il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione allinterno della azienda o della unit produttiva, o incarica persone o servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici, secondo le regole di cui al presente articolo.

 

2. Gli addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, di cui al comma 1, devono possedere le capacit e i requisiti professionali di cui allarticolo 32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dellazienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della attivit svolta nellespletamento del proprio incarico.

 

3. Nellipotesi di utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro pu avvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, lazione di prevenzione e protezione del servizio.

 

4. Il ricorso a persone o servizi esterni obbligatorio in assenza di dipendenti che, allinterno dellazienda ovvero dellunit produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui allarticolo 32.

 

5. Ove il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni non per questo esonerato dalla propria responsabilit in materia.

 

6. Listituzione del servizio di prevenzione e protezione allinterno dellazienda, ovvero dellunit produttiva, comunque obbligatoria nei seguenti casi:

a) nelle aziende industriali di cui allarticolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette allobbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

b) nelle centrali termoelettriche;

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230,

e successive modificazioni;

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

 

7. Nelle ipotesi di cui al comma 6 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione deve essere interno.

 

8. Nei casi di aziende con pi unit produttive nonch nei casi di gruppi di imprese, pu essere istituito un unico servizio di prevenzione e protezione. I datori di lavoro possono rivolgersi a tale struttura per listituzione del servizio e per la designazione degli addetti e del responsabile.

 

Articolo 32 - Capacit e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni

 

1. Le capacit ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivit lavorative.

 

2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonch di un attestato di frequenza, con verifica dellapprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivit lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dellapprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui allarticolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attivit tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni caso quanto previsto dallaccordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006, e successive modificazioni.

 

3. Possono altres svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio di cui al comma 2, dimostrino di aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dallaccordo di cui al comma 2.

 

4. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle universit, dallISPESL, dallINAIL, o dallIPSEMA per la parte di relativa competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco dallamministrazione della Difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori delle singole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici, nonch dai soggetti di cui al punto 4 dellaccordo di cui al comma 2 nel rispetto dei limiti e delle specifiche modalit ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

5. Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23 e della laurea magistrale LM26, di cui al decreto del Ministro delluniversit e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 155 del 6 luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro delluniversit e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero nella classe 4 di cui al decreto del Ministro delluniversit e della ricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre lauree e lauree magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale ai sensi della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo. Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

6. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi definiti nellaccordo Stato-regioni di cui al comma 2. fatto salvo quanto previsto dallarticolo 34.

 

7. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attivit di formazione di cui al presente articolo nei confronti dei componenti del servizio interno sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui allarticolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni.

 

8. Negli istituti di istruzione, di formazione professionale e universitari e nelle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica, il datore di lavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, individuandolo tra:

a) il personale interno allunit scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile;

b) il personale interno ad una unit scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari disponibile ad operare in una pluralit di istituti.

 

9. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) del comma 8, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dellopera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista.

 

10. Nei casi di cui al comma 8 il datore di lavoro che si avvale di un esperto esterno per ricoprire lincarico di responsabile del servizio deve comunque organizzare un servizio di prevenzione e protezione con un adeguato numero di addetti.

 

Articolo 33 - Compiti del servizio di prevenzione e protezione

 

1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede:

 

a) allindividuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e allindividuazione delle misure per la sicurezza e la salubrit degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dellorganizzazione aziendale;

b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui allarticolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure;

c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attivit aziendali;

d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;

e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonch alla riunione periodica di cui allarticolo 35;

f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui allarticolo 36.

 

2. I componenti del servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nellesercizio delle funzioni di cui al presente decreto legislativo.

 

3. Il servizio di prevenzione e protezione utilizzato dal datore di lavoro.

 

Articolo 34 - Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi

 

1. Salvo che nei casi di cui allarticolo 31, comma 6, il datore di lavoro pu svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonch di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell ALLEGATO 2 dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi.

 

1- bis. Salvo che nei casi di cui allarticolo 31, comma 6, nelle imprese o unit produttive fino a cinque lavoratori il datore di lavoro pu svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonch di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche in caso di affidamento dellincarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione a persone interne allazienda o allunit produttiva o a servizi esterni cos come previsto allarticolo 31, dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui al comma 2-bis;

 

2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivit lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dallentrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dellaccordo di cui al periodo precedente, conserva validit la formazione effettuata ai sensi dellarticolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dellaccordo di cui al periodo precedente.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400)

 

2-bis. Il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di cui al comma 1-bis deve frequentare gli specifici corsi formazione previsti agli articoli 45 e 46.

 

3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 altres tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nellaccordo di cui al precedente comma. Lobbligo di cui al precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui allarticolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dellarticolo 95 del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

 

Articolo 35 - Riunione periodica

 

1. Nelle aziende e nelle unit produttive che occupano pi di 15 lavoratori, il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indice almeno una volta allanno una riunione cui partecipano:

a) il datore di lavoro o un suo rappresentante;

b) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;

c) il medico competente, ove nominato;

d) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

 

2. Nel corso della riunione il datore di lavoro sottopone allesame dei partecipanti:

a) il documento di valutazione dei rischi;

b) landamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria;

c) i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e lefficacia dei dispositivi di protezione individuale;

d) i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.600)

 

3. Nel corso della riunione possono essere individuati:

a) codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali;

b) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

4. La riunione ha altres luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e lintroduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori. Nelle ipotesi di cui al presente articolo, nelle unit produttive che occupano fino a 15 lavoratori facolt del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza chiedere la convocazione di unapposita riunione.

(Ammenda da 2.000 a 4.000 euro per il datore di lavoro- dirigente)

 

5. Della riunione deve essere redatto un verbale che a disposizione dei partecipanti per la sua consultazione.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per il datore di lavoro dirigente)

 

SEZIONE IV - FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTO

N 2 articoli (da art. 36 a art. 37)

Articolo 36 - Informazione ai lavoratori

 

1. Il datore di lavoro provvede affinch ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:

a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attivit della impresa in generale;

b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, levacuazione dei luoghi di lavoro;

c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;

d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente.

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

2. Il datore di lavoro provvede altres affinch ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:

a) sui rischi specifici cui esposto in relazione allattivit svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

b) sui pericoli connessi alluso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;

c) sulle misure e le attivit di protezione e prevenzione adottate.

 

3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a,) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui allarticolo 3, comma 9.

 

4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

 

Articolo 37 - Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

 

1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;

b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dellazienda.

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

2. La durata, i contenuti minimi e le modalit della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

 

3. Il datore di lavoro assicura, altres, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni gi in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede definita mediante laccordo di cui al comma 2.

 

4. La formazione e, ove previsto, laddestramento specifico devono avvenire in occasione:

a) della costituzione del rapporto di lavoro o dellinizio dellutilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;

b) del trasferimento o cambiamento di mansioni;

c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

 

5. Laddestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.

 

6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione allevoluzione dei rischi o allinsorgenza di nuovi rischi.

 

7. I dirigenti e i preposti ricevono, a cura del datore di lavoro, unadeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono:

a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;

b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;

c) valutazione dei rischi;

d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1. 200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

7-bis. La formazione di cui al comma 7 pu essere effettuata anche presso gli organismi paritetici di cui allarticolo 51 o le scuole edili, ove esistenti, o presso le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori;

 

8. I soggetti di cui allarticolo 21, comma 1, possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite laccordo di cui al comma 2, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

9. I lavoratori incaricati dellattivit di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza devono ricevere unadeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dellemanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dellarticolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dellinterno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dellarticolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

11. Le modalit, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dellattivit di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalit dellobbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non pu essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano pi di 50 lavoratori.

 

12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge lattivit del datore di lavoro, durante lorario di lavoro e non pu comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

 

13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.

 

14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attivit di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui allarticolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni. Il contenuto del libretto formativo considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto.

 

SEZIONE V - SORVEGLIANZA SANITARIA

N 5 articoli (da art. 38 a art. 42)

Articolo 38 - Titoli e requisiti del medico competente

 

1. Per svolgere le funzioni di medico competente necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:

a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;

b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;

c) autorizzazione di cui allarticolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;

d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale;

d-bis) con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze armate, compresa lArma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, svolgimento di attivit di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni.

2. I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dellUniversit e della ricerca di concerto con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attivit di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attivit per almeno un anno nellarco dei tre anni anteriori allentrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante lespletamento di tale attivit.

 

3. Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente altres necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal programma triennale successivo allentrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro.

 

4. I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nellelenco dei medici competenti istituito presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

 

Articolo 39 - Svolgimento dellattivit di medico competente

 

1. Lattivit di medico competente svolta secondo i principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH).

 

2. Il medico competente svolge la propria opera in qualit di:

a) dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, convenzionata con limprenditore;

b) libero professionista;

c) dipendente del datore di lavoro.

 

3. Il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attivit di vigilanza, non pu prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attivit di medico competente.

 

4. Il datore di lavoro assicura al medico competente le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone lautonomia.

 

5. Il medico competente pu avvalersi, per accertamenti diagnostici, della collaborazione di medici specialisti scelti in accordo con il datore di lavoro che ne sopporta gli oneri.

 

6. Nei casi di aziende con pi unit produttive, nei casi di gruppi dimprese nonch qualora la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessit, il datore di lavoro pu nominare pi medici competenti individuando tra essi un medico con funzioni di coordinamento.

 

Articolo 40 - Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale

 

1. Entro il primo trimestre dellanno successivo allanno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in ALLEGATO 3B.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro il medico competente)

 

2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono le informazioni di cui al comma 1, aggregate dalle aziende sanitarie locali, allISPESL.

 

2-bis. Entro il 31 dicembre 2009, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti, secondo criteri di semplicit e certezza, i contenuti degli Allegati 3A e 3B e le modalit di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1. Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1 decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo.

 

Articolo 41 - Sorveglianza sanitaria

 

1. La sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente:

a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui allarticolo 6;

b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi;

 

2. La sorveglianza sanitaria comprende:

a) visita medica preventiva intesa a constatare lassenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore destinato al fine di valutare la sua idoneit alla mansione specifica;

b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneit alla mansione specifica. La periodicit di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta lanno. Tale periodicit pu assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. Lorgano di vigilanza, con provvedimento motivato, pu disporre contenuti e periodicit della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;

c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dellattivit lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneit alla mansione specifica;

d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare lidoneit alla mansione specifica;

e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente;

e-bis) visita medica preventiva in fase preassuntiva;

e-ter) visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare lidoneit alla mansione.

 

2-bis. Le visite mediche preventive possono essere svolte in fase preassuntiva, su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL. La scelta dei dipartimenti di prevenzione non incompatibile con le disposizioni dellarticolo 39, comma 3.

3. Le visite mediche di cui al comma 2 non possono essere effettuate:

(sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro il medico competente)

a) Abrogata

b) per accertare stati di gravidanza;

c) negli altri casi vietati dalla normativa vigente.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.600 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dallordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b), d), e-bis) e e-ter) sono altres finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

 

4-bis. Entro il 31 dicembre 2009, con accordo in Conferenza Stato-regioni, adottato previa consultazione delle parti sociali, vengono rivisitate le condizioni e le modalit per laccertamento della tossicodipendenza e della alcol dipendenza.

 

5. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla cartella sanitaria e di rischio di cui allarticolo 25, comma 1, lettera c), secondo i requisiti minimi contenuti nell ALLEGATO 3A e predisposta su formato cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dallarticolo 53.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro il medico competente)

 

6. Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:

a) idoneit;

b) idoneit parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;

c) inidoneit temporanea;

d) inidoneit permanente.

 

6-bis. Nei casi di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 6 il medico competente esprime il proprio giudizio per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore e al datore di lavoro.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro il medico competente)

 

7. Nel caso di espressione del giudizio di inidoneit temporanea vanno precisati i limiti temporali di validit.

 

8. Abrogato.

 

9. Avverso i giudizi del medico competente, ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva, ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, allorgano di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

 

Articolo 42 - Provvedimenti in caso di inidoneit alla mansione specifica

 

1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n.68, in relazione ai giudizi di cui allarticolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano uninidoneit alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il

trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza;

 

2. Abrogato

 

SEZIONE VI - GESTIONE DELLE EMERGENZE

N 4 articoli (da art. 43 a art. 46)

Articolo 43 - Disposizioni generali

 

1. Ai fini degli adempimenti di cui allarticolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro:

a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dellemergenza;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

b) designa preventivamente i lavoratori di cui allarticolo 18, comma 1, lettera b);

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e d istruzioni affinch i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non pu essere evitato, possano cessare la loro attivit, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

e) adotta i provvedimenti necessari affinch qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nellimpossibilit di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di

rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. Lobbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.

(Arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dellazienda e dei rischi specifici dellazienda o della unit produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui allarticolo 46.

 

3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione (Arresto fino a un mese o ammenda da 200 a 600 euro per il lavoratore). Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dellazienda o dellunit produttiva. Con riguardo al personale della Difesa la

formazione specifica svolta presso gli istituti o la scuole della stessa Amministrazione abilitativa alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze.

 

4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

Articolo 44 - Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato

 

1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non pu essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non pu subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.

 

2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell'impossibilit di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non pu subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza.

 

Articolo 45 - Primo soccorso

 

1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attivit e delle dimensioni dellazienda o della unit produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

(Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro per il datore di lavoro - dirigente)

 

 

2. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dellattivit, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali di adeguamento acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

3. Con appositi decreti ministeriali, acquisito il parere della Conferenza permanente, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengono definite le modalit di applicazione in ambito ferroviario del decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e successive modificazioni.

 

Articolo 46 - Prevenzione incendi

 

1. La prevenzione incendi la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumit delle persone e di tutela dei beni e dellambiente.

 

2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare lincolumit dei lavoratori.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

 

3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri dellinterno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o pi decreti nei quali sono definiti:

a) i criteri diretti atti ad individuare:

1) misure intese ad evitare linsorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;

2) misure precauzionali di esercizio;

3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio;

4) criteri per la gestione delle emergenze;

b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione.

 

4. Fino alladozione dei decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro dellinterno in data 10 marzo 1998.

 

5. Al fine di favorire il miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, ed ai sensi dellarticolo 14, comma 2, lettera h), del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, con decreto del Ministro dellinterno sono istituiti, presso ogni direzione regionale dei vigili del fuoco, dei nuclei specialistici per leffettuazione di una specifica attivit di assistenza alle aziende. Il medesimo decreto contiene le procedure per lespletamento della attivit di assistenza.

 

6. In relazione ai principi di cui ai commi precedenti, ogni disposizione contenuta nel presente decreto legislativo, concernente aspetti di prevenzione incendi, sia per lattivit di disciplina che di controllo, deve essere riferita agli organi centrali e periferici del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Restano ferme le rispettive competenze di cui allarticolo 13.

 

7. Le maggiori risorse derivanti dallespletamento della funzione di controllo di cui al presente articolo, sono rassegnate al Corpo nazionale dei vigili per il miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.

 

 

SEZIONE VII - CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI

N 6 articoli (da art. 47 a art. 52)

 

Articolo 47 - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

 

1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza istituito a livello territoriale o di comparto, aziendale e di sito produttivo. Lelezione dei rappresentanti per la sicurezza avviene secondo le modalit di cui al comma 6

 

2. In tutte le aziende, o unit produttive, eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

 

3. Nelle aziende o unit produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure individuato per pi aziende nellambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dallarticolo 48.

 

4. Nelle aziende o unit produttive con pi di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza eletto o designato dai lavoratori nellambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.

 

5. Il numero, le modalit di designazione o di elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonch il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per lespletamento delle funzioni sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva.

 

6. Lelezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nellambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalit di attuazione del presente comma.

 

7. In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti di cui al comma 2 il seguente:a) un rappresentante nelle aziende ovvero unit produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unit produttive da 201 a 1.000 lavoratori;c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unit produttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva.

 

8. Qualora non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4, le funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono esercitate dai rappresentanti di cui agli articoli 48 e 49, salvo diverse intese tra le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale.

Articolo 48 - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale

 

1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale di cui allarticolo 47, comma 3, esercita le competenze del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di cui allarticolo 50 e i termini e con le modalit ivi previste con riferimento a tutte le aziende o unit produttive del territorio o del comparto di competenza nelle quali non sia stato eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

 

2. Le modalit di elezione o designazione del rappresentante di cui al comma 1 sono individuate dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale. In mancanza dei predetti accordi, le modalit di elezione o designazione sono individuate con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentite le associazioni di cui al presente comma.

 

3. Tutte le aziende o unit produttive nel cui ambito non stato eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza partecipano al Fondo di cui allarticolo 52. Con uno o pi accordi interconfederali stipulati a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative vengono individuati settori e attivit, oltre alledilizia, nei quali, in ragione della presenza di adeguati sistemi di rappresentanza dei lavoratori in materia di sicurezza o di pariteticit, le aziende o unit produttive, a condizione che aderiscano a tali sistemi di rappresentanza o di pariteticit, non siano tenute a partecipare al Fondo di cui allarticolo 52.

 

4. Per lesercizio delle proprie attribuzioni, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale accede ai luoghi di lavoro nel rispetto delle modalit e del termine di preavviso individuati dagli accordi di cui al comma 2. Il termine di preavviso non opera in caso di infortunio grave. In tale ultima ipotesi laccesso avviene previa segnalazione allorganismo paritetico.

 

5. Ove lazienda impedisca laccesso, nel rispetto delle modalit di cui al presente articolo, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, questi lo comunica allorganismo paritetico o, in sua mancanza, allorgano di vigilanza territorialmente competente.

 

6. Lorganismo paritetico o, in mancanza, il Fondo di cui allarticolo 52 comunica alle aziende e ai lavoratori interessati il nominativo del rappresentante della sicurezza territoriale.

 

7. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. Le modalit, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva secondo un percorso formativo di almeno 64 ore iniziali, da effettuarsi entro 3 mesi dalla data di elezione o designazione, e 8 ore di aggiornamento annuale.

 

8. Lesercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale incompatibile con lesercizio di altre funzioni sindacali operative.

 

Articolo 49 - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo

 

1. Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo sono individuati nei seguenti specifici contesti produttivi caratterizzati dalla compresenza di pi aziende o cantieri:

a) i porti di cui allarticolo 4, comma 1, lettere b), c) e d), della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sedi di autorit portuale nonch quelli sede di autorit marittima da individuare con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dei trasporti, da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto;

b) centri intermodali di trasporto di cui alla direttiva del Ministro dei trasporti del 18 ottobre 2006, n. 3858;

c) impianti siderurgici;

d) cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno, intesa quale entit presunta dei cantieri, rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione di tutte le opere;

e) contesti produttivi con complesse problematiche legate alla interferenza delle lavorazioni e da un numero complessivo di addetti mediamente operanti nellarea superiore a 500.

 

2. Nei contesti di cui al comma precedente il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo individuato, su loro iniziativa, tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle aziende operanti nel sito produttivo.

 

3. La contrattazione collettiva stabilisce le modalit di individuazione di cui al comma 2, nonch le modalit secondo cui il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo esercita le attribuzioni di cui allarticolo 50 in tutte le aziende o cantieri del sito produttivo in cui non vi siano rappresentanti per la sicurezza e realizza il coordinamento tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del medesimo sito.

 

Articolo 50 - Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

 

1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;

b) consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unit produttiva;

c) consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attivit di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;

d) consultato in merito allorganizzazione della formazione di cui allarticolo 37;

e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonch quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dallarticolo 37;

h) promuove lelaborazione, lindividuazione e lattuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e lintegrit fisica dei lavoratori;

i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorit competenti,

dalle quali , di norma, sentito;

l) partecipa alla riunione periodica di cui allarticolo 35;

m) fa proposte in merito alla attivit di prevenzione;

n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attivit;

o) pu fare ricorso alle autorit competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

 

2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dellincarico senza perdita di retribuzione, nonch dei mezzi e degli spazi necessari per lesercizio delle funzioni e delle facolt riconosciutegli, anche tramite laccesso ai dati, di cui allarticolo 18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Non pu subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attivit e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.

 

3. Le modalit per lesercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale.

 

4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e per lespletamento della sua funzione, riceve copia del documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a).

 

5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro committente e delle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per lespletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione dei rischi di cui allarticolo 26, comma 3.

 

6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui allarticolo 26, comma 3, nonch al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nellesercizio delle funzioni.

 

7. Lesercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione.

Articolo 51 - Organismi paritetici

 

1. A livello territoriale sono costituiti gli organismi paritetici di cui allarticolo 2, comma 1, lettera ee).

 

2. Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, gli organismi di cui al comma 1 sono prima istanza di riferimento in merito a controversie sorte sullapplicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalle norme vigenti.

 

3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nellindividuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;

 

3-bis. Gli organismi paritetici svolgono o promuovono attivit di formazione, anche attraverso limpiego dei fondi interprofessionali di cui allarticolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dei fondi di cui allarticolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonch, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attivit e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui lasseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui allarticolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attivit;

 

3-ter. Ai fini di cui al comma 3-bis, gli organismi paritetici istituiscono specifiche commissioni

paritetiche, tecnicamente competenti;

 

4. Sono fatti salvi, ai fini del comma 1, gli organismi bilaterali o partecipativi previsti da accordi interconfederali, di categoria, nazionali, territoriali o aziendali.

 

5. Agli effetti dellarticolo 9 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di cui al comma 1 sono parificati ai soggetti titolari degli istituti della partecipazione di cui al medesimo

articolo.

 

6. Gli organismi paritetici di cui al comma 1, purch dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi per le finalit di cui al comma 3.

 

7. Gli organismi di cui al presente articolo trasmettono al Comitato di cui allarticolo 7 una relazione annuale sullattivit svolta.

 

8. Gli organismi paritetici comunicano alle aziende di cui allarticolo 48, comma 2, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Analoga comunicazione effettuano nei riguardi degli organi di vigilanza territorialmente competenti.

 

8-bis. Gli organismi paritetici comunicano allINAIL i nominativi delle imprese che hanno aderito al sistema degli organismi paritetici e il nominativo o i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali.

Articolo 52 - Sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticit

 

1. Presso lIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) costituito il fondo di sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticit. Il fondo opera a favore delle realt in cui la contrattazione nazionale o integrativa non preveda o costituisca, come nel settore edile, sistemi di rappresentanza dei lavoratori e di pariteticit migliorativi o, almeno, di pari livello ed ha quali obiettivi il:

a) sostegno ed il finanziamento, in misura non inferiore al cinquanta per cento delle disponibilit del Fondo, delle attivit delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza territoriali, anche con riferimento alla formazione;

b) finanziamento della formazione dei datori di lavoro delle piccole e medie imprese, dei piccoli imprenditori di cui allarticolo 2083 del codice civile, dei lavoratori stagionali del settore agricolo e dei lavoratori autonomi;

c) sostegno delle attivit degli organismi paritetici.

 

2. Il fondo di cui al comma 1 finanziato:

a) da un contributo delle aziende di cui allarticolo 48, comma 3, in misura pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato presso lazienda ovvero lunit produttiva calcolate sulla base della retribuzione media giornaliera per il settore industria e convenzionale per il settore agricoltura determinate annualmente per il calcolo del minimale e massimale delle prestazioni economiche erogate dallINAIL. Il computo dei lavoratori effettuato in base allarticolo 4 e la giornata lavorativa convenzionale stabilita in 8 ore;

b) Abrogata

c) Abrogata

d) Abrogata

3. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, adottato, previa intesa con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 dicembre 2009, sono definiti le modalit di funzionamento e di articolazione settoriale e territoriale del Fondo di cui al comma 1, i criteri di riparto delle risorse tra le finalit di cui al medesimo comma nonch il relativo procedimento amministrativo e contabile di alimentazione e la composizione e le funzioni del comitato amministratore del fondo.

 

3-bis. In fase di prima attuazione il fondo alimentato con i residui iscritti nel bilancio dellINAIL

delle risorse previste per le finalit di cui allarticolo 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38.

 

4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale redige una relazione annuale sulla attivit svolta, da inviare al Fondo.

 


 

SEZIONE VIII - DOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI

N 2 articoli (da art. 53 a art. 54)

 

Articolo 53 - Tenuta della documentazione

 

1. consentito limpiego di sistemi di elaborazione automatica dei dati per la memorizzazione di qualunque tipo di documentazione prevista dal presente decreto legislativo.

 

2. Le modalit di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestione della predetta documentazione devono essere tali da assicurare che:

 

a) laccesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a ci espressamente abilitati dal datore di lavoro;

b) la validazione delle informazioni inserite sia consentito solo alle persone responsabili, in funzione della natura dei dati;

c) le operazioni di validazione dei dati di cui alla lettera b) siano univocamente riconducibili alle persone responsabili che le hanno effettuate mediante la memorizzazione di codice identificativo autogenerato dagli stessi;

d) le eventuali informazioni di modifica, ivi comprese quelle inerenti alle generalit e ai dati occupazionali del lavoratore, siano solo aggiuntive a quelle gi memorizzate;

e) sia possibile riprodurre su supporti a stampa, sulla base dei singoli documenti, ove previsti dal presente decreto legislativo, le informazioni contenute nei supporti di memoria;

f) le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti informatici di memoria e siano implementati programmi di protezione e di controllo del sistema da codici virali;

g) sia redatta, a cura dellesercente del sistema, una procedura in cui siano dettagliatamente descritte le operazioni necessarie per la gestione del sistema medesimo. Nella procedura non devono essere riportati i codici di accesso.

 

3. Nel caso in cui le attivit del datore di lavoro siano articolate su vari sedi geografiche o organizzate in distinti settori funzionali, laccesso ai dati pu avvenire mediante reti di comunicazione elettronica, attraverso la trasmissione della password in modalit criptata e fermo restando quanto previsto al comma 2 relativamente alla immissione e validazione dei dati da parte delle persone responsabili.

 

4. La documentazione, sia su supporto cartaceo che informatico, deve essere custodita nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di protezione dei dati personali.

 

5. Tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e tutela delle condizioni di lavoro pu essere tenuta su unico supporto cartaceo o informatico. Ferme restando le disposizioni relative alla valutazione dei rischi, le modalit per leventuale eliminazione o per la tenuta semplificata della documentazione di cui al periodo che precede sono definite con successivo decreto, adottato, previa consultazione delle parti sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

6. Fino ai sei mesi successivi alladozione del decreto interministeriale di cui allarticolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative al registro infortuni ed ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici.

 

Articolo 54 - Comunicazioni e trasmissione della documentazione

 

1. La trasmissione di documentazione e le comunicazioni a enti o amministrazioni pubbliche, comunque previste dal presente decreto legislativo possono avvenire tramite sistemi informatizzati, nel formato e con le modalit indicati dalle strutture riceventi.

 

 

CAPO IV DISPOSIZIONI PENALI

N 7 articoli (da art. 55 a art. 61)

 

SEZIONE I SANZIONI

N 6 articoli (da art. 55 a art. 60)

 

Articolo 55 - Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente

 

1. E punito con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di

lavoro:

a)     per la violazione dellarticolo 29, comma 1;

b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione ai sensidellarticolo 17, comma 1, lettera b), o per la violazione dellarticolo 34, comma 2;

2. Nei casi previsti al comma 1, lettera a), si applica la pena dellarresto da quattro a otto mesi se

la violazione commessa:

a) nelle aziende di cui allarticolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);

b) in aziende in cui si svolgono attivit che espongono i lavoratori a rischi biologici di cui allarticolo 268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attivit di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto;

c) per le attivit disciplinate dal Titolo IV caratterizzate dalla compresenza di pi imprese e la cui

entit presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.

3. E punito con lammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro che adotta il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui allarticolo 28, comma 2, lettere b), c) o d), o senza le modalit di cui allarticolo 29, commi 2 e 3.

4. E punito con lammenda da 1.000 a 2.000 euro il datore di lavoro che adotta il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui allarticolo 28, comma 2, lettere a), primo periodo, ed f).

5. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:

a) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 3, comma 12-bis, 18, comma 1, lettera o), 26, comma 1, lettera b), 43, commi 1, lettere a), b), c) ed e), e 4, 45, comma 1;

b)con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione dellarticolo 26, comma 1, lettera a);

c)con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.200 a 5.200 euro per la violazione dellarticolo 18, comma 1, lettere c), e), f) e q), 36, commi 1 e 2, 37, commi 1, 7, 9 e 10, 43, comma 1, lettere d) ed e-bis), 46, comma 2;

d) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.500 a 6.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettere a), d) e z) prima parte, e 26, commi 2 e 3, primo periodo. Medesima pena si applica al soggetto che viola larticolo 26, commi 3, quarto periodo, o 3-ter.

e) con lammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettere g), n), p), seconda parte, s) e v), 35, comma 4;

f)con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.600 euro per la violazione degli articoli 29, comma 4, 35, comma 2, 41, comma 3;

g) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dellarticolo 18, comma 1, lettere r), con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni, bb), e comma 2;

h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione dellarticolo 18, comma 1, lettere g-bis) e r), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno, e dellarticolo 25, comma 1, lettera e), secondo periodo, e dellarticolo 35, comma 5;

i) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, in caso di

violazione dellarticolo 26, comma 8;

l) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro in caso di violazione dellarticolo 18, comma 1, lettera aa).

6. Lapplicazione della sanzione di cui al comma 5, lettera g), con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni, esclude lapplicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dellarticolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.


Articolo 56 - Sanzioni per il preposto

 

1. Con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, i preposti, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze, sono puniti:

a) con larresto fino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro per la violazione dellarticolo 19, comma 1, lettere a), c), e) ed f);

b) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro per la violazione dellarticolo 19, comma 1, lettere b), d) e g).

Articolo 57 - Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori

 

1. I progettisti che violano il disposto dellarticolo 22 sono puniti con larresto fino a sei mesi o con lammenda da 1.500 a 6.000 euro.

2. I fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dellarticolo 23 sono puniti con larresto da tre

a sei mesi o con lammenda da 10.000 a 40.000 euro.

3. Gli installatori che violano il disposto dellarticolo 24 sono puniti con larresto fino a tre mesi o

con lammenda da 1.200 a 5.200 euro.

Articolo 58 - Sanzioni per il medico competente

 

1. Il medico competente punito:

a) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a euro 800 per la violazione dellarticolo 25, comma 1, lettere d) ed e), primo periodo;

b) con larresto fino a due mesi o con lammenda da 300 a 1.200 euro per la violazione dellarticolo

25, comma 1, lettere b), c) e g);

c) con larresto fino a tre mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione dellarticolo

25, comma 1, lettere a), con riferimento alla valutazione dei rischi, e l);

d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 2.000 euro per la violazione dellarticolo 25,

comma 1, lettere h) e i);

e) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro per le violazione degli articoli 40, comma 1, e 41, commi 3, 5 e 6-bis.

Articolo 59 - Sanzioni per i lavoratori

 

1. I lavoratori sono puniti:

a) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) ed i), e 43, comma 3, primo periodo;

b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dellarticolo 20, comma 3..

 

Articolo 60 - Sanzioni per i componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle societ semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti

 

1. I soggetti di cui allarticolo 21 sono puniti:

a) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro per la violazione dellarticolo

21, comma 1, lettere a) e b);

b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per ciascun soggetto per la violazione dellarticolo 21, comma 1, lettera c).

2. I lavoratori autonomi sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dellarticolo 20, comma 3.

 


SEZIONE II - DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE

N 1 articolo (art. 61)

 

Articolo 61 - Esercizio dei diritti della persona offesa

 

1. In caso di esercizio dellazione penale per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, se il fatto commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alligiene del lavoro o che abbia determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne d immediata notizia allINAIL ed allIPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, ai fini delleventuale costituzione di parte civile e dellazione di regresso.

 

2. Le organizzazioni sindacali e la associazioni dei familiari delle vittime di infortuni sul lavoro hanno facolt di esercitare i diritti e le facolt della persona offesa di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura penale, con riferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alligiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale.

 


 

TITOLO II LUOGHI DI LAVORO

N 2 CAPI - N 7 articoli (da art. 62 a art. 68)

 

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

N 6 articoli (da art. 62 a art. 67)

 

Articolo 62 - Definizioni

 

1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, si intendono per luoghi di lavoro, unicamente ai fini della applicazione del presente titolo, i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati allinterno dellazienda o dellunit produttiva, nonch ogni altro luogo di pertinenza dellazienda

o dellunit produttiva accessibile al lavoratore nellambito del proprio lavoro.

 

2. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:

a) ai mezzi di trasporto;

b) ai cantieri temporanei o mobili;

c) alle industrie estrattive;

d) ai pescherecci;

d-bis): ai campi, ai boschi e agli altri terreni facenti parte di unazienda agricola o forestale

 

Articolo 63 - Requisiti di salute e di sicurezza

 

1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell ALLEGATO IV.

 

2. I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili.

 

3. Lobbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posi di lavoro utilizzati da lavoratori disabili

 

4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro gi utilizzati prima del 1 gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misure idonee a consentire la mobilit e l'utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale.

 

5. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti di cui al comma 1 il datore di lavoro, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e previa autorizzazione dellorgano di vigilanza territorialmente competente, adotta le misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente.

 

6. Abrogato

 

 

Articolo 64 - Obblighi del datore di lavoro

 

1. Il datore di lavoro provvede affinch:

a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui allarticolo 63, commi 1, 2 e 3;

b) le vie di circolazione interne o all'aperto che conducono a uscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne l'utilizzazione in ogni evenienza;

c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto pi rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;

d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate;

e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all'eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 65 - Locali sotterranei o semisotterranei

 

1. vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche. In tali casi il datore di lavoro provvede ad assicurare idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Lorgano di vigilanza pu consentire l'uso dei locali chiusi sotterranei o semisotterranei anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano luogo ad emissioni di agenti nocivi, sempre che siano rispettate le norme del presente decreto legislativo e si sia provveduto ad assicurare le condizioni di cui al comma 2.

 

Articolo 66 - Lavori in ambienti sospetti di inquinamento

 

1. vietato consentire laccesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata lassenza di pericolo per la vita e lintegrit fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dellatmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosit dellatmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. Lapertura di accesso a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire lagevole recupero di un lavoratore privo di sensi.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 67 - Notifiche allorgano di vigilanza competente per territorio

 

1. La costruzione e la realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonch gli ampliamenti e le ristrutturazioni di quelli esistenti, devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di settore ed essere notificati allorgano di vigilanza competente per territorio.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti considerati nella valutazione e relativi:

a) alla descrizione delloggetto delle lavorazioni e delle principali modalit di esecuzione delle stesse;

b) alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti.

Entro trenta giorni dalla data di notifica, lorgano di vigilanza territorialmente competente pu chiedere ulteriori dati e prescrivere modificazioni in relazione ai dati notificati.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

3. La notifica di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove prevista la presenza di pi di tre lavoratori.

 

4. La notifica di cui al presente articolo valida ai fini delle eliminazioni e delle semplificazioni di cui allarticolo 53, comma 5.

 


CAPO II SANZIONI

N 1 articolo (art. 68)

 

Articolo 68 - Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente

 

1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 66;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 64, comma 1, e 65, commi 1 e 2;

c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione dellarticolo 67, commi 1 e 2.

2. La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui allallegato IV, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 2.1, 2.2, 3, 4, 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, e 6.6, considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 1, lettera b). Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

 


 

TITOLO III USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

N 3 CAPI - N 19 articoli (da art. 69 a art. 87)

 

CAPO I USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO

N 5 articoli (da art. 69 a art. 73)

 

Articolo 69 - Definizioni

 

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente titolo si intende per:

a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti e necessari allo svolgimento di unattivit o allattuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro;

b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio;

c) zona pericolosa: qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimit di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso;

d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa;

e) operatore: il lavoratore incaricato delluso di una attrezzatura di lavoro.

 

Articolo 70 - Requisiti di sicurezza

 

1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente allemanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all ALLEGATO V.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente nota: per una pi precisa identificazione delle fattispecie si veda lallegato V, parte 2^ )

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e il dirigente - nota: per una pi precisa identificazione delle fattispecie si veda lallegato V, parte 2^)

arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e il dirigente nota: per una pi precisa identificazione delle fattispecie si veda lallegato V, parte 2^)

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente nota: limitatamente ai punti dellallegato V, parte II, diversi da quelli sopra indicati per una pi precisa identificazione delle fattispecie si veda lallegato V, parte 2^)

 

3. Si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma 2 le attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali adottati ai sensi dellarticolo 395 del decreto Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dellarticolo 28 del decreto legislativo 19settembre 1994, n. 626.

 

4. Qualora gli organi di vigilanza, nellespletamento delle loro funzioni ispettive in materia di salute e sicurezza sul lavoro, constatino che unattrezzatura di lavoro, messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio conformemente alla legislazione nazionale di recepimento delle direttive comunitarie ad essa applicabili ed utilizzata conformemente alle indicazioni del fabbricante, presenti una situazione di rischio riconducibile al mancato rispetto di uno o pi requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, ne informano immediatamente lautorit nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate:

a) dall'organo di vigilanza che ha accertato in sede di utilizzo la situazione di rischio, nei confronti del datore di lavoro utilizzatore dell'esemplare di attrezzatura, mediante apposita prescrizione a rimuovere tale situazione nel caso in cui sia stata accertata una contravvenzione, oppure mediante idonea disposizione in ordine alle modalit di uso in sicurezza dellattrezzatura di lavoro ove non sia stata accertata una contravvenzione;

b) dall'organo di vigilanza territorialmente competente rispettivamente, nei confronti del fabbricante ovvero dei soggetti della catena della distribuzione, qualora, alla conclusione dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorit nazionale per la sorveglianza del mercato, risulti la non conformit dellattrezzatura ad uno o pi requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1 dellarticolo 70.

Articolo 71 - Obblighi del datore di lavoro

 

1. Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui allarticolo precedente, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. All'atto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di lavoro prende in considerazione:

 

a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;

b) i rischi presenti nellambiente di lavoro;

c) i rischi derivanti dallimpiego delle attrezzature stesse

d) i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature gi in uso.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Il datore di lavoro, al fine di ridurre al minimo i rischi connessi alluso delle attrezzature di lavoro e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte, adotta adeguate misure tecniche ed organizzative, tra le quali quelle dell ALLEGATO VI.

(Il datore di e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro cfr allegato VI)

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente nota: limitatamente ai punti dellallegato VI, diversi da quelli sopra indicati per una pi precisa identificazione delle fattispecie cfr allegato VI )

 

4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinch:

 

a) le attrezzature di lavoro siano:

 

1) installate ed utilizzate in conformit alle istruzioni duso;

2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui allarticolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni duso e libretto di manutenzione;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente nota: per una pi precisa identificazione delle fattispecie si veda lallegato VI)

 

3) assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui allarticolo 18, comma1, lettera z);

 

b) siano curati la tenuta e laggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso previsto.

 

5. Le modifiche apportate alle macchine quali definite all'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, per migliorarne le condizioni di sicurezza in rapporto alle previsioni del comma 1, ovvero del comma 4, lettera a), punto 3 non configurano immissione sul mercato ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo periodo, sempre che non comportino modifiche delle modalit di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore.

 

6. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinch il posto di lavoro e la posizione dei lavoratori durante luso delle attrezzature presentino requisiti di sicurezza e rispondano ai principi dellergonomia.

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

 

7. Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilit particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinch:

a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una informazione, formazione ed addestramento adeguata;

b) in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i lavoratori interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro, secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida, provvede affinch:

 

a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova localit di impianto, al fine di assicurarne l'installazione corretta e il buon funzionamento;

 

b) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:

1. ad interventi di controllo periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;

2. ad interventi di controllo straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattivit.

c) Gli interventi di controllo di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e lefficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

 

10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuori della sede dellunit produttiva devono essere accompagnate da un documento attestante lesecuzione dellultimo controllo con esito positivo.

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

 

11 Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in ALLEGATO VII a verifiche periodiche volte a valutarne leffettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche effettuata dallISPESL che vi provvede nel termine di 60 giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi delle ASL e di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalit di cui al comma 13. Le successive verifiche sono dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di 30 giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalit del comma 13.

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

 

12. Per leffettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e lISPESL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.

 

13. Le modalit di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all ALLEGATO VII, nonch i criteri per labilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui al comma precedente sono stabiliti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

14. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano e sentita la Commissione consultiva di cui allarticolo 6, vengono apportate le modifiche all ALLEGATO VII relativamente allelenco delle attrezzature di lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11.

 

Articolo 72 - Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 750 a euro 2.700 il noleggiatore)

1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi o utensili costruiti o messi in servizio al di fuori della disciplina di cui all'articolo 70, comma 1, attesta, sotto la propria responsabilit, che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui allALLEGATO V

 

2. Chiunque noleggi o conceda in uso attrezzature di lavoro senza operatore deve, al momento della cessione, attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza. Dovr altres acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o della concessione dellattrezzatura una dichiarazione del datore di lavoro che riporti lindicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del presente titolo e, ove si tratti di attrezzature di cui allart. 73, comma 5, siano in possesso della specifica abilitazione ivi prevista.

 

Articolo 73 - Informazione, formazione e addestramento

 

1. Nellambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro provvede, affinch per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati delluso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati, in rapporto alla sicurezza relativamente:

a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;

b) alle situazioni anormali prevedibili.

 

2. Il datore di lavoro provvede altres a informare i lavoratori sui rischi cui sono esposti durante luso delle attrezzature di lavoro, sulle attrezzature di lavoro presenti nellambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonch sui cambiamenti di tali attrezzature.

 

3. Le informazioni e le istruzioni duso devono risultare comprensibili ai lavoratori interessati.

 

4. Il datore di lavoro provvede affinch i lavoratori incaricati delluso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilit particolari di cui allarticolo 71, comma 7, ricevano una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire lutilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.

 

5. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonch le modalit per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validit della formazione.

 

CAPO II USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

N 6 articoli (da art. 74 a art. 79)

 

Articolo 74 - Definizioni

 

1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato DPI, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o pi rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonch ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

 

2. Non costituiscono DPI:

a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;

b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;

c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico;

d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto;

e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attivit lavorative ;

f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;

g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

 

Articolo 75 - Obbligo di uso

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

 

Articolo 76 - Requisiti dei DPI

 

1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992 n. 475, e sue successive modificazioni.

 

2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre:

a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per s un rischio maggiore;

b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;

c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;

d) poter essere adattati all'utilizzatore secondo le sue necessit.

 

3. In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di pi DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

 

Articolo 77 - Obblighi del datore di lavoro

 

1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI:

 

a) effettua l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;

b) individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinch questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;

c) valuta, sulla base delle informazioni e delle norme d'uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raffronta con quelle individuate alla lettera b);

d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione.

 

2. Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d'uso fornite dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata dell'uso, in funzione di:

a) entit del rischio;

b) frequenza dell'esposizione al rischio;

c) caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore;

d) prestazioni del DPI.

 

3. Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cui allarticolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dallarticolo 76.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

4. Il datore di lavoro:

 

a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni digiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

b) provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano luso di uno stesso DPI da parte di pi persone, prende misure adeguate affinch tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;

(Il datore di e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro)

f) rende disponibile nellazienda ovvero unit produttiva informazioni adeguate su ogni DPI;

(Il datore di e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro)

g) stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dellutilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa luso corretto e lutilizzo pratico dei DPI.

(Il datore di e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro)

 

5. In ogni caso laddestramento indispensabile:

a) per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, appartenga alla terza categoria;

b) per i dispositivi di protezione delludito.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

Articolo 78 - Obblighi dei lavoratori

 

1. In ottemperanza a quanto previsto dallarticolo 20, comma 2, lettera h), i lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'articolo 77 commi 4, lettera h), e 5.

 

2. In ottemperanza a quanto previsto dallarticolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato.

 

3. I lavoratori:

a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione;

b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa.

 

4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI.

 

5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.

 

Articolo 79 - Criteri per lindividuazione e luso

 

1. Il contenuto dell ALLEGATO VIII, costituisce elemento di riferimento per l'applicazione di quanto previsto all'articolo 77, commi 1 e 4.

 

2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Commissione consultiva permanente di cui allarticolo 6, tenendo conto della natura, dell'attivit e dei fattori specifici di rischio sono indicati:

a) i criteri per l'individuazione e l'uso dei DPI;

b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorit delle misure di protezione collettiva, si rende necessario l'impiego dei DPI.

 

2-bis. Fino alla adozione del decreto di cui al comma 2 restano ferme le disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 2 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1 giugno 2001.

 

 

CAPO III IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE

N 8 articoli (da art. 80 a art. 87)

 

Articolo 80 - Obblighi del datore di lavoro

 

1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinch i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi allimpiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:

a) contatti elettrici diretti;

b) contatti elettrici indiretti;

c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;

d) innesco di esplosioni;

e) fulminazione diretta ed indiretta;

f) sovratensioni;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

 

2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al precedente comma 1, tenendo in considerazione:

a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze;

b) i rischi presenti nellambiente di lavoro;

c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con ladozione delle misure di cui al comma 1.

(Il datore di e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro)

 

3-bis. Il datore di lavoro prende, altres, le misure necessarie affinch le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche

Articolo 81 - Requisiti di sicurezza

 

1.Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonch le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola darte.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola darte se sono realizzati secondo le pertinenti norme tecniche.

 

3. Abrogato

Articolo 82 - Lavori sotto tensione

 

1. E vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica o quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni:

a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche.

b) per sistemi di categoria 0 ed I purch l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attivit secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica

c) per sistemi di II e III categoria purch:

1) i lavori su parti in tensione siano effettuati da aziende autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto tensione;

2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attivit.

 

2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, lettera c, numero 1).

 

3. Hanno diritto al riconoscimento di cui al comma 2 le aziende gi autorizzate ai sensi della legislazione vigente.

 

Articolo 83 - Lavori in prossimit di parti attive

 

1. Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette,o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell ALLEGATO IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi.

 

2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni contenute nelle pertinenti norme tecniche.

 

Articolo 84 - Protezioni dai fulmini

 

1. Il datore di lavoro provvede affinch gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche.

 

Articolo 85 - Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature

 

1. Il datore di lavoro provvede affinch gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dallinnesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Le protezioni di cui al comma 1 si realizzano utilizzando le specifiche disposizioni di cui al presente decreto legislativo e le pertinenti norme tecniche di cui all ALLEGATO IX.

 

Articolo 86 - Verifiche

 

1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinch gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. (sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

 

 

2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalit ed i criteri per leffettuazione delle verifiche e dei controlli di cui al comma 1.

 

3. Lesito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dellautorit di vigilanza.

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

 

Articolo 87 - Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore e del concedente in uso

 

1. Il datore di lavoro punito con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 80, comma 2.

2. Il datore di e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione:

a) dellarticolo 70, comma 1;

b) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dellallegato V, parte II;

c) dellarticolo 71, commi 1, 2, 4, 7 e 8;

d) degli articoli 75 e 77, commi 3, 4, lettere a), b) e d), e 5;

e) degli articoli 80, comma 2, 82, comma 1, 83, comma 1, e 85, comma 1.

3. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione:

a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.7, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dellallegato V, parte II;

b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dellallegato VI;

c) dellarticolo 77, comma 4, lettere e), f) ed h);

d) dellarticolo 80, commi 3 e 4.

4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 per la violazione:

a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti dellallegato V, parte II, diversi da quelli indicati alla lettera a) del comma 3 e alla lettera b) del comma 2;

b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti dellallegato VI diversi da quelli indicati alla lettera b) del comma 2, e commi 6, 9, 10 e 11;

c) dellarticolo 77, comma 4, lettere c) e g);

d) dellarticolo 86, commi 1 e 3.

5. La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui allallegato V, parte II, punti 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11, 5.12, 5.13, 5.14, 5.15 e 5.16 considerata una unica violazione, penale o amministrativa a seconda della natura dellillecito, ed punita con la pena o la sanzione amministrativa pecuniaria rispettivamente previste dai precedenti commi. Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

6. La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui allallegato VI, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 2, lettera b). Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

7. Il venditore, il noleggiatore o il concedente in uso punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 750 a 2.700 euro per la violazione dellarticolo 72.

 

 

 


 

TITOLO IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

N 3 CAPI - N 73 articoli (da art. 88 a art. 160)

(La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui allAllegato XIII, nella parte relativa alle Prescrizioni per i servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori nei cantieri, punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte relativa alle Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri per i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, considerata una unica violazione ed punita con larresto sino a due mesi o con lammenda da 500 a 2.000 euro.

Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati)

 

CAPO I MISURE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

N 17 articoli (da art. 88 a art. 104)

Articolo 88 - Campo di applicazione

 

1. Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili quali definiti allarticolo 89, comma 1, lettera a).

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro - per le attivit disciplinate caratterizzate dalla compresenza di pi imprese e la cui entit presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno)

 

2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:

 

a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;

b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attivit minerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di ricerca, delle concessioni o delle autorizzazioni;

c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera: gli impianti fissi interni o esterni, i pozzi, le gallerie, nonch i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le opere e gli impianti destinati all'arricchimento dei minerali, anche se ubicati fuori del perimetro delle concessioni;

d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e trasporto dei prodotti delle cave ed alle operazioni di caricamento di tali prodotti dai piazzali;

e) alle attivit di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine comunque soggette ai poteri dello Stato;

f) ai lavori svolti in mare;

g) alle attivit svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese, purch tali attivit non implichino l'allestimento di un cantiere temporaneo o mobile;

g-bis) ai lavori di manutenzione relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui allallegato X;

g-ter) alle attivit di cui al Decreto Legislativo 27 luglio 1999, n. 272 che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui allallegato X;

Articolo 89 - Definizioni

 

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:

 

a) cantiere temporaneo o mobile, di seguito denominato: "cantiere": qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco riportato nell ALLEGATO X.

b) committente: il soggetto per conto del quale l'intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica, il committente il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell'appalto;

c) responsabile dei lavori: soggetto che pu essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori il responsabile del procedimento;

d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attivit professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione;

e) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell'opera, di seguito denominato coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 91;

f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell'opera, di seguito denominato coordinatore per l'esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 92, che non pu essere il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato. Le incompatibilit di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice;

g) uomini-giorno: entit presunta del cantiere rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell'opera;

h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell'articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell ALLEGATO XV;

i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nellesecuzione dellopera appaltata, pu avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei lavori, limpresa affidataria limpresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto individuata dal consorzio nellatto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralit di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nellatto di assegnazione dei lavori come affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione ;

i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue unopera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali

l) idoneit tecnico-professionale: possesso di capacit organizzative, nonch disponibilit di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare.

 

Articolo 90 - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

 

1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dellopera, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui allarticolo 15, in particolare:

a) al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente;

b) all'atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.

 

1-bis. Per i lavori pubblici lattuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.

 

2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell'opera, prende in considerazione i documenti di cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b).

 

3. Nei cantieri in cui prevista la presenza di pi imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con limpresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

4. Nei cantieri in cui prevista la presenza di pi imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 98.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l'affidamento dei lavori a un'unica impresa, l'esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o pi imprese.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso dei requisiti di cui all'articolo 98, ha facolt di svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l'esecuzione dei lavori.

 

7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese affidatarie e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per l'esecuzione dei lavori. Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

8. Il committente o il responsabile dei lavori ha facolt di sostituire in qualsiasi momento, anche personalmente, se in possesso dei requisiti di cui all'articolo 98, i soggetti designati in attuazione dei commi 3 e 4.

 

9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa o ad un lavoratore autonomo:

 

a) verifica l'idoneit tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalit di cui all ALLEGATO XVII. Nei cantieri la cui entit presunta inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui allallegato XI il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte dellimpresa e dei lavoratori autonomi del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarit contributiva, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall ALLEGATO XVII;

corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dallallegato XVII;

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonch una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente pi rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entit presunta inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui allallegato XI il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarit contributiva fatto salvo quanto previsto dallarticolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e dellautocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;

c) trasmette allamministrazione concedente, prima dellinizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attivit, copia della notifica preliminare di cui allarticolo 99, il documento unico di regolarit contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dallarticolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante lavvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b).

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui allarticolo 100 o del fascicolo di cui allarticolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui allarticolo 99, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarit contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, sospesa lefficacia del titolo abilitativo. Lorgano di vigilanza comunica linadempienza allamministrazione concedente.

 

11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

 

 


Articolo 91 - Obblighi del coordinatore per la progettazione

 

1. Durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione:

a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell ALLEGATO XV;

b) predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dellopera, i cui contenuti sono definiti all' ALLEGATO XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell'allegato II al documento UE 26 maggio 1993. Il fascicolo non predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

b-bis) coordina lapplicazione delle disposizioni di cui allarticolo 90, comma 1.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per la progettazione)

 

2. Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), preso in considerazione all'atto di eventuali lavori successivi sull'opera.

 

Articolo 92 - Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori

 

1. Durante la realizzazione dell'opera, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori:

 

a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, ove previsto, e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

b) verifica l'idoneit del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all'articolo 100, assicurandone la coerenza con questultimo, ove previsto, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui allarticolo 100 e il fascicolo di cui all'articolo 91, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

c) organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attivit nonch la loro reciproca informazione;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

d) verifica l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da1.000 a 4.800 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

e) segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95 e 96 e 97,comma 1, alle prescrizioni del piano di cui all'articolo 100, ove previsto, e propone la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l'esecuzione d comunicazione dell'inadempienza alla azienda unit sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti;

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

2. Nei casi di cui all'articolo 90, comma 5, il coordinatore per l'esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b), fermo restando quanto previsto al secondo periodo della medesima lettera b).

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il coordinatore per lesecuzione)

 

 

Articolo 93 - Responsabilit dei committenti e dei responsabili dei lavori

 

1. Il committente esonerato dalle responsabilit connesse alladempimento degli obblighi limitatamente allincarico conferito al responsabile dei lavori.

 

2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori, non esonera il commettente o il responsabile dei lavori dalle responsabilit connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e).

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

Articolo 94 - Obblighi dei lavoratori autonomi

 

1. I lavoratori autonomi che esercitano la propria attivit nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al presente decreto legislativo, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

(Arresto sino a un mese o ammenda da 300 a 800 euro il lavoratore autonomo)

 

Articolo 95 - Misure generali di tutela

 

1. I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l'esecuzione dell'opera osservano le misure generali di tutela di cui all'articolo 15 e curano, ciascuno per la parte di competenza, in particolare:

a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrit;

b) la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione;

c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali;

d) la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro, degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;

e) la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose;

f) l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro;

g) la cooperazione e il coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;

h) le interazioni con le attivit che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimit del cantiere.

 

Articolo 96 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti

 

1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti:

 

a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all' ALLEGATO XIII;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

b) predispongono l'accesso e la recinzione del cantiere con modalit chiaramente visibili e individuabili;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

c) curano la disposizione o laccatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

d) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

e) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

f) curano che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

g) redigono il piano operativo di sicurezza di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h).

 

1-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera g), non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi trovano comunque applicazione le disposizioni di cui allarticolo 26.

(datore di lavoro:

1) arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro

2. si applica la pena dellarresto da 4 a 8 mesi o lammenda da 2.000 a 8.000 euro se la violazione commessa in cantieri temporanei o mobili in cui limpresa svolga lavorazioni in presenza di rischi particolari, individuati in base allAllegato XI;

3. si applica la pena dellammenda da 2.000 a 4.000 euro se il piano operativo di sicurezza redatto in assenza di uno o pi degli elementi di cui allAllegato XV)

 

2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 nonch la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1 lettera a), allarticolo 26 commi 1 lettera b), 2, 3 e 5, e allarticolo 29 comma 3.

Articolo 97 - Obblighi del datore di lavoro dellimpresa affidataria

 

1. Il datore di lavoro dellimpresa affidataria verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e lapplicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. Gli obblighi derivanti dallarticolo 26, fatte salve le disposizioni di cui allarticolo 96, comma 2, sono riferiti anche al datore di lavoro dellimpresa affidataria. Per la verifica dellidoneit tecnico professionale si fa riferimento alle modalit di cui all ALLEGATO XVII.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

3. Il datore di lavoro dellimpresa affidataria deve, inoltre:

a) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96;

b) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per lesecuzione.

(arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attivit di cui al punto 4 dellallegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, limpresa affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza.

 

3-ter) Per lo svolgimento delle attivit di cui al presente articolo, il datore di lavoro dellimpresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione Articolo 98 - Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l'esecuzione dei lavori.

(arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

Articolo 98 - Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l'esecuzione dei lavori

1. Il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l'esecuzione dei lavori devono essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

 

a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM- 69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dellUniversit e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dellUniversit e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella G.U. n. 196 del 21 agosto 2004, nonch attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l'espletamento di attivit lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno;

 

b) laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8,9,10,4, di cui al decreto del Ministro dellUniversit e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, nonch attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l'espletamento di attivit lavorative nel settore delle costruzioni per almeno due anni;

 

c) diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonch attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l'espletamento di attivit lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni.

 

2. I soggetti di cui al comma 1, devono essere, altres, in possesso di attestato di frequenza, con verifica dellapprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazione professionale, o, in via alternativa, dall'ISPESL, dall'INAIL, dall'Istituto italiano di medicina sociale, dagli ordini o collegi professionali, dalle universit, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli organismi paritetici istituiti nel settore dell'edilizia. Fermo restando lobbligo di aggiornamento di cui allallegato XIV, sono fatti salvi gli attestati rilasciati nel rispetto della previgente normativa a conclusione di corsi avviati prima dellentrata in vigore del presente decreto.

 

3. I contenuti, le modalit e la durata dei corsi di cui al comma 2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all' ALLEGATO XIV.

 

4. L'attestato di cui al comma 2 non richiesto per coloro che, non pi in servizio, abbiano svolto attivit tecnica in materia di sicurezza nelle costruzioni, per almeno cinque anni, in qualit di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio e per coloro che producano un certificato universitario attestante il superamento di un esame relativo ad uno specifico insegnamento del corso di laurea nel cui programma siano presenti i contenuti minimi di cui all ALLEGATO XIV, o l'attestato di partecipazione ad un corso di perfezionamento universitario i cui programmi e le relative modalit di svolgimento siano conformi allallegato XIV. Lattestato di cui al comma 2 non richiesto per coloro che sono in possesso della laurea magistrale LM-26.

 

5. Le spese connesse all'espletamento dei corsi di cui al comma 2 sono a totale carico dei partecipanti.

 

6. Le regioni determinano la misura degli oneri per il funzionamento dei corsi di cui al comma 2, da esse organizzati, da porsi a carico dei partecipanti.

 

Articolo 99 - Notifica preliminare

 

1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'inizio dei lavori, trasmette all'azienda unit sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all' ALLEGATO XII, nonch gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:

a) cantieri di cui all'articolo 90, comma 3;

b) cantieri che, inizialmente non soggetti all'obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera;

c) cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entit presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.

 

2. Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione dell'organo di vigilanza territorialmente competente.

 

3. Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni in attuazione dell'articolo 51 possono chiedere copia dei dati relativi alle notifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.

 

Articolo 100 - Piano di sicurezza e di coordinamento

 

1. Il piano costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessit dell'opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari di cui all ALLEGATO XI, nonch la stima dei costi di cui al punto 4 dell ALLEGATO XV. Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sullorganizzazione del cantiere e, ove la particolarit dell'opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi. I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e lindicazione della stima dei costi della sicurezza sono definiti all ALLEGATO XV.

 

2. Il piano di sicurezza e coordinamento parte integrante del contratto di appalto.

 

3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

(con larresto sino a tre mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il lavoratore autonomo)

 

4. I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro datore di lavoro e dirigente)

 

5. L'impresa che si aggiudica i lavori ha facolt di presentare al coordinatore per l'esecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.

 

6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai lavori la cui esecuzione immediata necessaria per prevenire incidenti imminenti o per organizzare urgenti misure di salvataggio o per garantire la continuit in condizioni di emergenza nell'erogazione di servizi essenziali per la popolazione quali corrente elettrica, acqua, gas, reti di comunicazione.

 

6-bis. Il committente o il responsabile dei lavori, se nominato, assicura lattuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dellimpresa affidataria previsti dallarticolo 97, comma 3-bis e 3-ter. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, si applica larticolo 118, comma 4, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

Articolo 101 - Obblighi di trasmissione

 

1. Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l'esecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

2. Prima dell'inizio dei lavori l'impresa affidataria trasmette il piano di cui al comma 1 alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

3. Prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza allimpresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmette al coordinatore per lesecuzione. I lavori hanno inizio dopo lesito positivo delle suddette verifiche che sono effettuate tempestivamente e comunque non oltre 15 giorni dallavvenuta ricezione.

(sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il committente o il responsabile dei lavori)

 

Articolo 102 - Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza

 

1. Prima dell'accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e delle modifiche significative apportate allo stesso, il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice consulta il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli fornisce eventuali chiarimenti sul contenuto del piano. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha facolt di formulare proposte al riguardo.

 

Articolo 103 - Modalit di previsione dei livelli di emissione sonora Abrogato

 

Articolo 104 - Modalit attuative di particolari obblighi

 

1. Nei cantieri la cui durata presunta dei lavori inferiore ai 200 giorni lavorativi, l'adempimento di quanto previsto dall'articolo 102 costituisce assolvimento dell'obbligo di riunione di cui all'articolo 35, salvo motivata richiesta del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

 

2. Nei cantieri la cui durata presunta dei lavori inferiore ai 200 giorni lavorativi, e ove sia prevista la sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41, la visita del medico competente agli ambienti di lavoro in cantieri aventi caratteristiche analoghe a quelli gi visitati dallo stesso medico competente e gestiti dalle stesse imprese, sostituita o integrata, a giudizio del medico competente, con l'esame di piani di sicurezza relativi ai cantieri in cui svolgono la loro attivit i lavoratori soggetti alla sua sorveglianza. Il medico competente visita almeno una volta allanno lambiente di lavoro in cui svolgono la loro attivit i lavoratori soggetti alla sua sorveglianza.

 

3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 37, i criteri e i contenuti per la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti possono essere definiti dalle parti sociali in sede di contrattazione nazionale di categoria.

 

4. I datori di lavoro, quando previsto nei contratti di affidamento dei lavori che il committente o il responsabile dei lavori organizzi apposito servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, sono esonerati da quanto previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera b).

 

 

CAPO II NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO

NELLE COSTRUZIONI E NEI LAVORI IN QUOTA

N 8 SEZIONI - N 52 articoli (da art. 105 a art. 156)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 500 a 2.000 euro - datore di lavoro e dirigente - per la violazione delle disposizioni del presente Capo II non altrimenti sanzionate)

 

SEZIONE I - CAMPO DI APPLICAZIONE

N 3 articoli (da art. 105 a art. 107)

Articolo 105 - Attivit soggette

 

1. Le norme del presente capo si applicano alle attivit che, da chiunque esercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati o autonomi, concernono la esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee e gli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica, sistemazione forestale e di sterro. Costituiscono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile. Le norme del presente capo si applicano ai lavori in quota di cui al presente capo e ad in ogni altra attivit lavorativa.

 

Articolo 106 - Attivit escluse

 

1. Le disposizioni del presente capo, ad esclusione delle sole disposizioni relative ai lavori in quota, non si applicano:

a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;

b) alle attivit di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine comunque soggette ai poteri dello Stato;

c) ai lavori svolti in mare.

 

Articolo 107 - Definizioni

 

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intende per lavoro in quota: attivit lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.

 

SEZIONE II - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

N 10 articoli (da art. 108 a art. 117)

 

Articolo 108 - Viabilit nei cantieri

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

1. Fermo restando quanto previsto al punto 1 dell ALLEGATO XVIII., durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilit delle persone e dei veicoli.

 

Articolo 109 - Recinzione del cantiere

 

1. Il cantiere, in relazione al tipo di lavori effettuati, deve essere dotato di recinzione avente caratteristiche idonee ad impedire laccesso agli estranei alle lavorazioni.

 

Articolo 110 - Luoghi di transito

 

1. Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deve essere impedito con barriere o protetto con l'adozione di misure o cautele adeguate.

 

Articolo 111 - Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota

 

1. Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro pi idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformit ai seguenti criteri:

a) priorit alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi.

 

2. Il datore di lavoro sceglie il tipo pi idoneo di sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell'impiego. Il sistema di accesso adottato deve consentire l'evacuazione in caso di pericolo imminente. Il passaggio da un sistema di accesso a piattaforme, impalcati, passerelle e viceversa non deve comportare rischi ulteriori di caduta.

 

3. Il datore di lavoro dispone affinch sia utilizzata una scala a pioli quale posto di lavoro in quota solo nei casi in cui l'uso di altre attrezzature di lavoro considerate pi sicure non giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che non pu modificare.

 

4. Il datore di lavoro dispone affinch siano impiegati sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi alle quali il lavoratore direttamente sostenuto, soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risulta che il lavoro pu essere effettuato in condizioni di sicurezza e l'impiego di un'altra attrezzatura di lavoro considerata pi sicura non giustificato a causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei siti che non pu modificare. Lo stesso datore di lavoro prevede l'impiego di un sedile munito di appositi accessori in funzione dell'esito della valutazione dei rischi ed, in particolare, della durata dei lavori e dei vincoli di carattere ergonomico.

 

5. Il datore di lavoro, in relazione al tipo di attrezzature di lavoro adottate in base ai commi precedenti, individua le misure atte a minimizzare i rischi per i lavoratori, insiti nelle attrezzature in questione, prevedendo, ove necessario, l'installazione di dispositivi di protezione contro le cadute. I predetti dispositivi devono presentare una configurazione ed una resistenza tali da evitare o da arrestare le cadute da luoghi di lavoro in quota e da prevenire, per quanto possibile, eventuali lesioni dei lavoratori. I dispositivi di protezione collettiva contro le cadute possono presentare interruzioni soltanto nei punti in cui sono presenti scale a pioli o a gradini.

 

6. Il datore di lavoro nel caso in cui l'esecuzione di un lavoro di natura particolare richiede l'eliminazione temporanea di un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute, adotta misure di sicurezza equivalenti ed efficaci. Il lavoro eseguito previa adozione di tali misure. Una volta terminato definitivamente o temporaneamente detto lavoro di natura particolare, i dispositivi di protezione collettiva contro le cadute devono essere ripristinati.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

7. Il datore di lavoro effettua i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 

8. Il datore di lavoro dispone affinch sia vietato assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota.

 

Articolo 112 - Idoneit delle opere provvisionali

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

1. Le opere provvisionali devono essere allestite con buon materiale ed a regola d'arte,

proporzionate ed idonee allo scopo; esse devono essere conservate in efficienza per la intera durata

del lavoro.

 

2. Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deve provvedere alla loro verifica

per eliminare quelli non ritenuti pi idonei ai sensi dell ALLEGATO XIX.

Articolo 113 - Scale

 

1. Le scale fisse a gradini, destinate al normale accesso agli ambienti di lavoro, devono essere costruite e mantenute in modo da resistere ai carichi massimi derivanti da affollamento per situazioni di emergenza. I gradini devono avere pedata e alzata dimensionate a regola d'arte e larghezza adeguata alle esigenze del transito. Dette scale ed i relativi pianerottoli devono essere provvisti, sui lati aperti, di parapetto normale o di altra difesa equivalente. Le rampe delimitate da due pareti devono essere munite di almeno un corrimano.

 

2. Le scale a pioli di altezza superiore a m 5, fissate su pareti o incastellature verticali o aventi una inclinazione superiore a 75 gradi, devono essere provviste, a partire da m 2,50 dal pavimento o dai ripiani, di una solida gabbia metallica di protezione avente maglie o aperture di ampiezza tale da impedire la caduta accidentale della persona verso l'esterno. La parete della gabbia opposta al piano dei pioli non deve distare da questi pi di cm 60. I pioli devono distare almeno 15 centimetri dalla parete alla quale sono applicati o alla quale la scala fissata. Quando l'applicazione della gabbia alle scale costituisca intralcio all'esercizio o presenti notevoli difficolt costruttive, devono essere adottate, in luogo della gabbia, altre misure di sicurezza atte ad evitare la caduta delle persone per un tratto superiore ad un metro.

 

3. Le scale semplici portatili (a mano) devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, devono essere sufficientemente resistenti nell'insieme e nei singoli elementi e devono avere dimensioni appropriate al loro uso. Dette scale, se di legno, devono avere i pioli fissati ai montanti mediante incastro. I pioli devono essere privi di nodi. Tali pioli devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; nelle scale lunghe pi di 4 metri deve essere applicato anche un tirante intermedio. E' vietato l'uso di scale che presentino listelli di legno chiodati sui montanti al posto dei pioli rotti. Esse devono inoltre essere provviste di: a) dispositivi antisdrucciolevoli alle estremit inferiori dei due montanti; b) ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli alle estremit superiori, quando sia necessario per assicurare la stabilit della scala.

 

4. Per le scale provviste alle estremit superiori di dispositivi di trattenuta, anche scorrevoli su guide, non sono richieste le misure di sicurezza indicate nelle lettere a) e b) del comma 3. Le scale a mano usate per l'accesso ai vari piani dei ponteggi e delle impalcature non devono essere poste l'una in prosecuzione dell'altra. Le scale che servono a collegare stabilmente due ponti, quando sono sistemate verso la parte esterna del ponte, devono essere provviste sul lato esterno di un corrimano parapetto.

 

5. Quando l'uso delle scale, per la loro altezza o per altre cause, comporti pericolo di sbandamento, esse devono essere adeguatamente assicurate o trattenute al piede da altra persona.

 

6. Il datore di lavoro assicura che le scale a pioli siano sistemate in modo da garantire la loro stabilit durante l'impiego e secondo i seguenti criteri:

a) le scale a pioli portatili devono poggiare su un supporto stabile, resistente, di dimensioni adeguate e immobile, in modo da garantire la posizione orizzontale dei pioli;

b) le scale a pioli sospese devono essere agganciate in modo sicuro e, ad eccezione delle scale a funi, in maniera tale da evitare spostamenti e qualsiasi movimento di oscillazione;

c) lo scivolamento del piede delle scale a pioli portatili, durante il loro uso, deve essere impedito con fissaggio della parte superiore o inferiore dei montanti, o con qualsiasi dispositivo antiscivolo, o ricorrendo a qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente;

d) le scale a pioli usate per laccesso devono essere tali da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi garantiscono una presa sicura;

e) le scale a pioli composte da pi elementi innestabili o a sfilo devono essere utilizzate in modo da assicurare il fermo reciproco dei vari elementi;

f) le scale a pioli mobili devono essere fissate stabilmente prima di accedervi.

 

7. Il datore di lavoro assicura che le scale a pioli siano utilizzate in modo da consentire ai lavoratori di disporre in qualsiasi momento di un appoggio e di una presa sicuri. In particolare il trasporto a mano di pesi su una scala a pioli non deve precludere una presa sicura.

 

8. Per l'uso delle scale portatili composte di due o pi elementi innestati (tipo all'italiana o simili), oltre quanto prescritto nel comma 3, si devono osservare le seguenti disposizioni:

a) la lunghezza della scala in opera non deve superare i 15 metri, salvo particolari esigenze, nel qual caso le estremit superiori dei montanti devono essere assicurate a parti fisse;

b) le scale in opera lunghe pi di 8 metri devono essere munite di rompitratta per ridurre la freccia di inflessione;

c) nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala quando se ne effettua lo spostamento laterale;

d) durante l'esecuzione dei lavori, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza della scala.

 

9. Le scale doppie non devono superare l'altezza di m 5 e devono essere provviste di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impedisca l'apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza.

 

10. ammessa la deroga alle disposizioni ci carattere costruttivo di cui ai commi 3, 8 e 9 per le scale portatili conformi all ALLEGATO XX.

 

Articolo 114 - Protezione dei posti di lavoro

 

1.Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi o del posto di caricamento e sollevamento dei materiali vengono impastati calcestruzzi e malte o eseguite altre operazioni a carattere continuativo il posto di lavoro deve essere protetto da un solido impalcato sovrastante, contro la caduta di materiali.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. Il posto di carico e di manovra degli argani a terra deve essere delimitato con barriera per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi.

 

3. Nei lavori che possono dar luogo a proiezione di schegge, come quelli di spaccatura o scalpellatura di blocchi o pietre e simili, devono essere predisposti efficaci mezzi di protezione a difesa sia delle persone direttamente addette a tali lavori sia di coloro che sostano o transitano in vicinanza. Tali misure non sono richieste per i lavori di normale adattamento di pietrame nella costruzione di muratura comune.

 

Articolo 115 - Sistemi di protezione contro le cadute dallalto

 

1. Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto allarticolo 111, comma 1, lett. a), necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione idonei per luso specifico composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, conformi alle norme tecniche, quali i seguenti:

 

a) assorbitori di energia;

b) connettori;

c) dispositivo di ancoraggio;

d) cordini;

e) dispositivi retrattili;

f) guide o linee vita flessibili;

g) guide o linee vita rigide;

h) imbracature.

 

2. Abrogato

 

3. Il sistema di protezione deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.

 

4. Nei lavori su pali il lavoratore deve essere munito di ramponi o mezzi equivalenti e di idoneo dispositivo anticaduta.

Articolo 116 - Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi

 

1. Il datore di lavoro impiega sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi in conformit ai seguenti requisiti:

a) sistema comprendente almeno due funi ancorate separatamente, una per l'accesso, la discesa e il sostegno, detta fune di lavoro. e l'altra con funzione di dispositivo ausiliario, detta fune di sicurezza. ammesso l'uso di una fune in circostanze eccezionali in cui l'uso di una seconda fune rende il lavoro pi pericoloso e se sono adottate misure adeguate per garantire la sicurezza;

b) lavoratori dotati di un'adeguata imbracatura di sostegno collegata alla fune di sicurezza;

c) fune di lavoro munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa e dotata di un sistema autobloccante volto a evitare la caduta nel caso in cui l'utilizzatore perda il controllo dei propri movimenti. La fune di sicurezza deve essere munita di un dispositivo mobile contro le cadute che segue gli spostamenti del lavoratore;

d) attrezzi ed altri accessori utilizzati dai lavoratori, agganciati alla loro imbracatura di sostegno o al sedile o ad altro strumento idoneo;

e) lavori programmati e sorvegliati in modo adeguato, anche al fine di poter immediatamente soccorrere il lavoratore in caso di necessit. Il programma dei lavori definisce un piano di emergenza, le tipologie operative, i dispositivi di protezione individuale, le tecniche e le procedure operative, gli ancoraggi, il posizionamento degli operatori, i metodi di accesso, le squadre di lavoro e gli attrezzi di lavoro;

f) il programma di lavoro deve essere disponibile presso i luoghi di lavoro ai fini della verifica da parte dell'organo di vigilanza competente per territorio di compatibilit ai criteri di cui allarticolo 111, commi 1 e 2.

 

2. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori interessati una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste, in particolare in materia di procedure di salvataggio.

 

3. La formazione di cui al comma 2 ha carattere teorico-pratico e deve riguardare:

a) l'apprendimento delle tecniche operative e dell'uso dei dispositivi necessari;

b) l'addestramento specifico sia su strutture naturali, sia su manufatti;

c) l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, loro caratteristiche tecniche, manutenzione, durata e conservazione;

d) gli elementi di primo soccorso;

e) i rischi oggettivi e le misure di prevenzione e protezione;

f) le procedure di salvataggio.

 

4. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validit dei corsi sono riportati nell ALLEGATO XXI.

 

Articolo 117 - Lavori in prossimit di parti elettriche attive

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

1. Ferme restando le disposizioni di cui allarticolo 83, quando occorre effettuare lavori in prossimit di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:

a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;

b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano lavvicinamento alle parti attive;

c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza.

 

2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui allallegato IX o a quelli risultanti dallapplicazione delle pertinenti norme tecniche.

 

SEZIONE III - SCAVI E FONDAZIONI

N 4 articoli (da art. 118 a art. 121)

Articolo 118 - Splateamento e sbancamento

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Nei lavori di Splateamento o sbancamento, se previsto laccesso di lavoratori, eseguiti senza l'impiego di escavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera l'altezza di m 1,50, vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete.

 

2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno.

 

3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell'escavatore e sul ciglio del fronte di attacco.

 

4. Il posto di manovra dell'addetto all'escavatore, quando questo non sia munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo.

 

5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all'altezza dello scavo o alle condizioni di accessibilit del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo.

 

6. Nei lavori in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve essere disposto, a protezione degli operai addetti allo scavo ed all'asportazione del materiale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio della benna.

 

7. Nei pozzi e nei cunicoli deve essere prevista una adeguata assistenza allesterno e le loro dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi.

 

Articolo 119 Pozzi, scavi e cunicoli

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Nello scavo di pozzi e di trincee profondi pi di m 1,50, quando la consistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilit, anche in relazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere, man mano che procede lo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno.


2. Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30 centimetri.

3. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi, devono predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature devono essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione pu essere effettuata in relazione al progredire del rivestimento in muratura.



4. Idonee armature e precauzioni devono essere adottate nelle sottomurazioni e quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti le cui fondazioni possano essere scoperte o indebolite dagli scavi.


5. Nella infissione di pali di fondazione devono essere adottate misure e precauzioni per evitare che gli scuotimenti del terreno producano lesioni o danni alle opere vicine con pericolo per i lavoratori.

6. Nei lavori in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve essere disposto, a protezione degli operai addetti allo scavo ed all'asportazione del materiale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio della benna.


7. Nei pozzi e nei cunicoli deve essere prevista una adeguata assistenza all'esterno e le loro dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi.

 

7-bis. Il sollevamento di materiale dagli scavi deve essere effettuato conformemente al punto 3.4. dellAllegato XVIII.

 

Articolo 120 - Deposito di materiali in prossimit degli scavi

 

1. E' vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature.

 

Articolo 121 - Presenza di gas negli scavi

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.

 

2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilit dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale collegati ad un idoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto all'esterno dal personale addetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all'interno ed essere in grado di sollevare prontamente all'esterno il lavoratore colpito dai gas.

 

3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e semprech sia assicurata una efficace e continua aerazione.

 

4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell'ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l'uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas.

 

5. Nei casi previsti dal commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere abbinati nell'esecuzione dei lavori.

 

 

SEZIONE IV - PONTEGGI IN LEGNAME E ALTRE OPERE PROVVISIONALI

N 9 articoli (da art. 122 a art. 130)

 

Articolo 122 - Ponteggi ed opere provvisionali

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Nei lavori in quota devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente al punto 2, 3.1, 3.2 e 3.3 dell ALLEGATO XVIII.

 

Articolo 123 - Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

1. Il montaggio e lo smontaggio delle opere provvisionali devono essere eseguiti sotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori.

 

Articolo 124 - Deposito di materiali sulle impalcature

(con larresto sino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro il lavoratore autonomo)

1. Sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere vietato qualsiasi deposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ai lavori.

 

2. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quello che consentito dalla resistenza strutturale del ponteggio; lo spazio occupato dai materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie per l'andamento del lavoro.

 

Articolo 125 - Disposizione dei montanti

 

1. I montanti devono essere costituiti con elementi accoppiati, i cui punti di sovrapposizione devono risultare sfalsati di almeno un metro; devono altres essere verticali o leggermente inclinati verso la costruzione.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. Per le impalcature fino ad 8 metri di altezza sono ammessi montanti singoli in un sol pezzo; per impalcature di altezza superiore, soltanto per gli ultimi 7 metri i montanti possono essere ad elementi singoli.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

3. Il piede dei montanti deve essere solidamente assicurato alla base di appoggio o di infissione in modo che sia impedito ogni cedimento in senso verticale ed orizzontale.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

4. Laltezza dei montanti deve superare di almeno m 1,20 lultimo impalcato; dalla parte interna dei montanti devono essere applicati correnti e tavola fermapiede a protezione esclusivamente dei lavoratori che operano sullultimo impalcato

 

5. La distanza tra due montanti consecutivi non deve essere superiore a m 3,60; pu essere consentita una maggiore distanza quando ci sia richiesto da evidenti motivi di esercizio del cantiere, purch, in tale caso, la sicurezza del ponteggio risulti da un progetto redatto da un ingegnere o architetto corredato dai relativi calcoli di stabilit.

 

6. Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggi a rombo o di pari efficacia.

 

Articolo 126 - Parapetti

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un'altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione.

 

Articolo 127 - Ponti a sbalzo

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Nei casi in cui particolari esigenze non permettono l'impiego di ponti normali, possono essere consentiti ponti a sbalzo purch la loro costruzione risponda a idonei procedimenti di calcolo e ne garantisca la solidit e la stabilit.

 

Articolo 128 - Sottoponti

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m 2,50.

 

2. La costruzione del sottoponte pu essere omessa per i ponti sospesi per le torri di carico, per i ponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzione e di riparazione di durata non superiore a cinque giorni.

 

Articolo 129 - Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio

 

1. Nella esecuzione di opere a struttura in conglomerato cementizio, quando non si provveda alla costruzione da terra di una normale impalcatura con montanti, prima di iniziare la erezione delle casseforme per il getto dei pilastri perimetrali, deve essere sistemato, in corrispondenza al piano raggiunto, un regolare ponte di sicurezza a sbalzo, avente larghezza utile di almeno m 1,20.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. Le armature di sostegno del cassero per il getto della successiva soletta o della trave perimetrale, non devono essere lasciate sporgere dal filo del fabbricato pi di 40 centimetri per l'affrancamento della sponda esterna del cassero medesimo. Come sotto ponte pu servire l'impalcato o ponte a sbalzo costruito in corrispondenza al piano sottostante.

 

3. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve essere sistemato, all'altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall'alto. Tale protezione pu essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio, qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con la segregazione dell'area sottostante.

 

Articolo 130 - Andatoie e passerelle

 

1. Le andatoie devono avere larghezza non minore di m 0,60, quando siano destinate soltanto al passaggio di lavoratori e di m 1,20, se destinate al trasporto di materiali. La loro pendenza non deve essere maggiore del 50 per cento.

 

2. Le andatoie lunghe devono essere interrotte da pianerottoli di riposo ad opportuni intervalli; sulle tavole delle andatoie devono essere fissati listelli trasversali a distanza non maggiore del passo di un uomo carico.

 

 

SEZIONE V - PONTEGGI FISSI

N 8 articoli (da art. 131a art. 138)

 

Articolo 131 - Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego

 

1. La costruzione e l'impiego dei ponteggi realizzati con elementi portanti prefabbricati, metallici o non, sono disciplinati dalle norme della presente sezione.

 

2. Per ciascun tipo di ponteggio, il fabbricante chiede al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali l'autorizzazione alla costruzione ed all'impiego, corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere specificati gli elementi di cui all'articolo seguente.

 

3. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in aggiunta all'autorizzazione di cui al comma 2 attesta, a richiesta e a seguito di esame della documentazione tecnica, la rispondenza del ponteggio gi autorizzato anche alle norme UNI EN 12810 e UNI EN 12811 o per i giunti alla norma UNI EN 74.

 

4. Possono essere autorizzati alla costruzione ed all'impiego ponteggi aventi interasse qualsiasi tra i montanti della stessa fila a condizione che i risultati adeguatamente verificati delle prove di carico condotte su prototipi significativi degli schemi funzionali garantiscano la sussistenza dei gradi di sicurezza previsti dalle norme di buona tecnica.

 

5. Lautorizzazione soggetta a rinnovo ogni dieci anni per verificare ladeguatezza del ponteggio allevoluzione del progresso tecnico.

 

6. Chiunque intende impiegare ponteggi deve farsi rilasciare dal fabbricante copia della autorizzazione di cui al comma 2 e delle istruzioni e schemi elencati al comma 1, lettere d), e), f) e g) dell'articolo 132.

 

7. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali si avvale anche dellISPESL per il controllo delle caratteristiche tecniche dei ponteggi dichiarate dal titolare dellautorizzazione, attraverso controlli a campione presso le sedi di produzione.

 


Articolo 132 - Relazione tecnica

 

1. La relazione di cui all'articolo 131 deve contenere:

 

a) descrizione degli elementi che costituiscono il ponteggio, loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema dell'insieme;

b) caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali;

c) indicazione delle prove di carico, a cui sono stati sottoposti i vari elementi;

d) calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego;

e) istruzioni per le prove di carico del ponteggio;

f) istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio;

g) schemi-tipo di ponteggio con l'indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste l'obbligo del calcolo per ogni singola applicazione.

 

Articolo 133 - Progetto

 

1. I ponteggi di altezza superiore a 20 metri e quelli per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, nonch le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici o non, oppure di notevole importanza e complessit in rapporto alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi, devono essere eretti in base ad un progetto comprendente:

a) calcolo di resistenza e stabilit eseguito secondo le istruzioni approvate nell'autorizzazione ministeriale;

b) disegno esecutivo.

 

2. Dal progetto, che deve essere firmato da un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge all'esercizio della professione, deve risultare quanto occorre per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell'esecuzione.

 

3. Copia dell'autorizzazione ministeriale di cui all'articolo 131 e copia del progetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed esibite, a richiesta degli organi di vigilanza, nei cantieri in cui vengono usati i ponteggi e le opere provvisionali di cui al comma 1.

 

Articolo 134 - Documentazione

 

1. Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed esibita, a richiesta degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma 6 dell'articolo 131 e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in caso di lavori in quota, i cui contenuti sono riportati nell ALLEGATO XXII del presente Titolo.

 

2. Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell'ambito dello schema-tipo che ha giustificato l'esenzione dall'obbligo del calcolo.

 

Articolo 135 - Marchio del fabbricante

 

1. Gli elementi dei ponteggi devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, e comunque in modo visibile ed indelebile il marchio del fabbricante.

 


Articolo 136 - Montaggio e smontaggio

 

1. Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in funzione della complessit del ponteggio scelto, con la valutazione delle condizioni di sicurezza realizzate attraverso ladozione degli specifici sistemi utilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoro prevista. Tale piano pu assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati. (arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

 

2. Nel serraggio di pi aste concorrenti in un nodo i giunti devono essere collocati strettamente luno vicino allaltro.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

3. Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti, di cui uno pu fare parte del parapetto.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

4. Il datore di lavoro assicura che:

 

a) lo scivolamento degli elementi di appoggio di un ponteggio impedito tramite fissaggio su una superficie di appoggio, o con un dispositivo antiscivolo, oppure con qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente;

b) i piani di posa dei predetti elementi di appoggio hanno una capacit portante sufficiente;

c) il ponteggio stabile;

d) Abrogata

e) le dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcati di un ponteggio sono idonee alla natura del lavoro da eseguire, adeguate ai carichi da sopportare e tali da consentire un'esecuzione dei lavori e una circolazione sicure;

f) il montaggio degli impalcati dei ponteggi tale da impedire lo spostamento degli elementi componenti durante l'uso, nonch la presenza di spazi vuoti pericolosi fra gli elementi che costituiscono gli impalcati e i dispositivi verticali di protezione collettiva contro le cadute.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

5. Il datore di lavoro provvede ad evidenziare le parti di ponteggio non pronte per l'uso, in particolare durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione, mediante segnaletica di avvertimento di pericolo generico e delimitandole con elementi materiali che impediscono l'accesso alla zona di pericolo, ai sensi del titolo V.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

6. Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola darte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

7. La formazione di cui al comma 6 ha carattere teorico-pratico e deve riguardare:

a) la comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio;

b) la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio con riferimento alla legislazione vigente;

c) le misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di oggetti;

d) le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio;

e) le condizioni di carico ammissibile;

f) qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione possono comportare.

 

8. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validit dei corsi sono riportati nell ALLEGATO XXI.

 

Articolo 137 - Manutenzione e revisione

 

1. Il preposto, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione di lavoro deve assicurarsi della verticalit dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l'eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.

 

2. I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi esterni con idonei sistemi di protezione.

 

Articolo 138 - Norme particolari

 

1. Le tavole che costituiscono l'impalcato devono essere fissate in modo che non possano scivolare sui traversi metallici.

 

2. E consentito un distacco delle tavole del piano di calpestio dalla muratura non superiore a 20 centimetri.

 

3. E fatto divieto di gettare dall'alto gli elementi del ponteggio.

(con larresto sino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro il lavoratore autonomo)

 

4. E fatto divieto di salire e scendere lungo i montanti.

(con larresto sino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro il lavoratore autonomo)

 

5. Per i ponteggi di cui alla presente sezione valgono, in quanto applicabili, le disposizioni relative ai ponteggi in legno. Sono ammesse deroghe:

 

a) alla disposizione di cui allarticolo 125, comma 4, a condizione che l'altezza dei montanti superi di almeno 1 metro l'ultimo impalcato;

b) alla disposizione di cui allarticolo 126, comma 1, a condizione che laltezza del parapetto sia non inferiore a 95 cm rispetto al piano di calpestio;

c) alla disposizione di cui allarticolo 126, comma 1, a condizione che laltezza del fermapiede sia non inferiore a 15 cm rispetto al piano di calpestio;

d) Abrogata

 

SEZIONE VI - PONTEGGI MOVIBILI

N 2 articoli (da art. 139 a art. 140)

 

Articolo 139 - Ponti su cavalletti

1.I ponti su cavalletti non devono aver altezza superiore a metri 2 e non devono essere montati sugli impalcati dei ponteggi. I ponti su cavalletti devono essere conformi ai requisiti specifici indicati nel punto 2.2.2. dell'allegato XVIII.

 

Articolo 140 - Ponti su ruote a torre

 

1. I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che non possano essere ribaltati.

 

2. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equivalente.

 

3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante lesecuzione dei lavori in quota

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

4. I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni due piani; ammessa deroga a tale obbligo per i ponti su ruote a torre conformi all ALLEGATO XXIII.

 

5. La verticalit dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendolino.

 

6. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o carichi.

 

 

SEZIONE VII - COSTRUZIONI EDILIZIE

N 9 articoli (da art. 141 a art. 149)

 

Articolo 141 - Strutture speciali

 

1. Durante la costruzione o il consolidamento di cornicioni di gronda e di opere sporgenti dai muri, devono essere adottate precauzioni per impedirne la caduta, ponendo armature provvisorie atte a sostenerle fino a che la stabilit dell'opera sia completamente assicurata.

 

Articolo 142 - Costruzioni di archi, volte e simili

 

1. Le armature provvisorie per la esecuzione di manufatti, quali archi, volte, architravi, piattabande, solai, scale e di qualsiasi altra opera sporgente dal muro, in cemento armato o in muratura di ogni genere, devono essere costruite in modo da assicurare, in ogni fase del lavoro, la necessaria solidit e con modalit tali da consentire, a getto o costruzione ultimata, il loro progressivo abbassamento e disarmo.

 

2. Le armature provvisorie per grandi opere, come centine per ponti ad arco, per coperture ad ampia luce e simili, che non rientrino negli schemi di uso corrente, devono essere eseguite su progetto redatto da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi calcoli di stabilit.

 

3. I disegni esecutivi, firmati dal progettista di cui al comma precedente, devono essere esibiti sul posto di lavoro a richiesta degli organi di vigilanza.

 

Articolo 143 - Posa delle armature e delle centine

 

1. Prima della posa delle armature e delle centine di sostegno delle opere di cui all'articolo precedente, fatto obbligo di assicurarsi della resistenza del terreno o delle strutture sulle quali esse debbono poggiare, in modo da prevenire cedimenti delle armature stesse o delle strutture sottostanti, con particolare riguardo a possibili degradazioni per presenza d'acqua.

 

Articolo 144 - Resistenza delle armature

 

1. Le armature devono sopportare con sicurezza, oltre il peso delle strutture, anche quello delle persone e dei sovraccarichi eventuali, nonch le sollecitazioni dinamiche che possano dar luogo a vibrazioni durante l'esecuzione dei lavori e quelle prodotte dalla spinta del vento e dell'acqua.

 

2. Il carico gravante al piede dei puntelli di sostegno deve essere opportunamente distribuito.

 

Articolo 145 - Disarmo delle armature

 

1. Il disarmo delle armature provvisorie di cui al comma 2 dell'articolo 142 deve essere effettuato con cautela dai lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste sotto la diretta sorveglianza del capo cantiere e sempre dopo che il direttore dei lavori ne abbia data l'autorizzazione.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. E' fatto divieto di disarmare qualsiasi tipo di armatura di sostegno quando sulle strutture insistano carichi accidentali e temporanei.

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

3. Nel disarmo delle armature delle opere in calcestruzzo devono essere adottate le misure precauzionali previste dalle norme per la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio.

 

Articolo 146 - Difesa delle aperture

 

1. Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio.

 

2. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone, un lato del parapetto pu essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio.

 

3. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondit superiore a m 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.

 

Articolo 147 - Scale in muratura

 

1. Lungo le rampe ed i pianerottoli delle scale fisse in costruzione, fino alla posa in opera delle ringhiere, devono essere tenuti parapetti normali con tavole fermapiede fissati rigidamente a strutture resistenti.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. Il vano-scala deve essere coperto con una robusta impalcatura posta all'altezza del pavimento del primo piano a difesa delle persone transitanti al piano terreno contro la caduta dei materiali.

 

3. Sulle rampe delle scale in costruzione ancora mancanti di gradini, qualora non siano sbarrate per impedirvi il transito, devono essere fissati intavolati larghi almeno 60 centimetri, sui quali devono essere applicati trasversalmente listelli di legno posti a distanza non superiore a 40 centimetri.

 

Articolo 148 - Lavori speciali

(arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Prima di procedere alla esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili, fermo restando lobbligo di predisporre sistemi collettivi di protezione dei bordi, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego.

 

2. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumit delle persone addette, disponendo, a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di idonei dispositivi di protezione individuale anticaduta.

 

Articolo 149 - Paratoie e cassoni

 

1. Paratoie e cassoni devono essere:

a) ben costruiti, con materiali appropriati e solidi dotati di resistenza sufficiente;

b) provvisti dall'attrezzatura adeguata per consentire ai lavoratori di ripararsi in caso di irruzione d'acqua e di materiali.

 

2. La costruzione, la sistemazione, la trasformazione o lo smantellamento di una paratoia o di un cassone devono essere effettuati soltanto sotto la diretta sorveglianza di un preposto.

3. Il datore di lavoro assicura che le paratoie e i cassoni vengano ispezionati ad intervalli regolari.

 

 

SEZIONE VIII DEMOLIZIONI

N 7 articoli (da art. 150 a art. 156)

 

Articolo 150 - Rafforzamento delle strutture

 

1. Prima dell'inizio di lavori di demolizione fatto obbligo di procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e di stabilit delle varie strutture da demolire.

 

2. In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che, durante la demolizione, si verifichino crolli intempestivi.

 

Articolo 151 - Ordine delle demolizioni

 

1. I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine, devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto e condotti in maniera da non pregiudicare la stabilit delle strutture portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti.

 

2. La successione dei lavori deve risultare da apposito programma contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto, che deve essere tenuto a disposizione degli organi di vigilanza.

 

Articolo 152 - Misure di sicurezza

 

1. La demolizione dei muri effettuata con attrezzature manuali deve essere fatta servendosi di ponti di servizio indipendenti dall'opera in demolizione.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. E' vietato lavorare e fare lavorare gli operai sui muri in demolizione.

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

(con larresto sino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro il lavoratore autonomo)

 

3. Gli obblighi di cui ai commi 1 e 2 non sussistono quando trattasi di muri di altezza inferiore ai due metri.

 

Articolo 153 - Convogliamento del materiale di demolizione

 

1. Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di due metri dal livello del piano di raccolta.

 

2. I canali suddetti devono essere costruiti in modo che ogni tronco imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essere adeguatamente rinforzati.

 

3. L'imboccatura superiore del canale deve essere realizzata in modo che non possano cadervi accidentalmente persone.

 

4. Ove sia costituito da elementi pesanti od ingombranti, il materiale di demolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei.

 

5. Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta.

 

Articolo 154 - Sbarramento della zona di demolizione

(arresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

1. Nella zona sottostante la demolizione deve essere vietata la sosta ed il transito, delimitando la zona stessa con appositi sbarramenti.

 

2. L'accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed il trasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall'alto.

 

Articolo 155 - Demolizione per rovesciamento

 

1. Salvo l'osservanza delle leggi e dei regolamenti speciali e locali, la demolizione di parti di strutture aventi altezza sul terreno non superiore a 5 metri pu essere effettuata mediante rovesciamento per trazione o per spinta.

 

2. La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale e senza strappi e deve essere eseguita soltanto su elementi di struttura opportunamente isolati dal resto del fabbricato in demolizione in modo da non determinare crolli intempestivi o non previsti di altre parti.

 

3. Devono inoltre essere adottate le precauzioni necessarie per la sicurezza del lavoro quali: trazione da distanza non minore di una volta e mezzo l'altezza del muro o della struttura da abbattere e allontanamento degli operai dalla zona interessata.

 

4. Il rovesciamento per spinta pu essere effettuato con martinetti solo per opere di altezza non superiore a 3 metri, con l'ausilio di puntelli sussidiari contro il ritorno degli elementi smossi.

 

5. Deve essere evitato in ogni caso che per lo scuotimento del terreno in seguito alla caduta delle strutture o di grossi blocchi possano derivare danni o lesioni agli edifici vicini o ad opere adiacenti pericolose per i lavoratori addetti.

 

Articolo 156 - Verifiche

 

1. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentita la Commissione consultiva permanente, pu stabilire l'obbligo di sottoporre a verifiche ponteggi e attrezzature per costruzioni, stabilendo le modalit e l'organo tecnico incaricato.

 

 

CAPO III SANZIONI

N 4 articoli (da art. 157 a art. 160)

Articolo 157 - Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori

 

1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 90, commi 3, 4 e 5;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 90, comma 9, lettera a), e 93, comma 2 e 100 comma 6-bis;

c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione degli articoli 90, commi 7 e 9, lettera c), 101, comma 1, primo periodo

 

Articolo 158 - Sanzioni per i coordinatori

 

1. Il coordinatore per la progettazione punito con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 91, comma 1;

2. Il coordinatore per lesecuzione dei lavori punito:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 92, commi 1, lettere a), b), c), e) ed f), e 2;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione dellarticolo 92, comma 1, lettera d).

Articolo 159 - Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti

 

1. Il datore di lavoro punito con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 96, comma 1, lettera g); si applica la pena dellarresto da 4 a 8 mesi o lammenda da 2.000 a 8.000 euro se la violazione commessa in cantieri temporanei o mobili in cui limpresa svolga lavorazioni in presenza di rischi particolari, individuati in base allallegato XI; si applica la pena dellammenda da 2.000 a 4.000 euro se il piano operativo di sicurezza redatto in assenza di uno o pi degli elementi di cui allallegato XV.

2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:

a) con larresto fino a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 97, comma 1, 100, comma 3, 111, commi 1, lettera a), e 6, 114, comma 1, 117, 118, 121, 122, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2 e 148;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 108, 112, 119, 123, 125, commi 1, 2 e 3, 127, 129, comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 140, comma 3, 147, comma 1, 151, comma 1, 152, commi 1 e 2 e 154;

c) con larresto sino a due mesi o con lammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere. a), b), c), d), e) ed f), e 97, commi 3 e 3-ter, nonch per la violazione delle disposizioni del capo II del presente titolo non altrimenti sanzionate;

d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e 3.

3. La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui allallegato XIII, nella parte relativa alle Prescrizioni per i servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori nei cantieri, punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte relativa alle Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri per i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 2, lettera c). Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

Articolo 160 - Sanzioni per i lavoratori autonomi

 

1. I lavoratori autonomi sono puniti:

a) con larresto fino a tre mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione dellarticolo 100, comma 3;

b) con larresto fino a un mese o con lammenda da 300 a 800 euro per la violazione dellarticolo 94;

c) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e 4, e 152, comma 2.

 


 

TITOLO V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

N 2 CAPI - N 6 articoli (da art. 161 a art. 166)

 

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

N 4 articoli (da art. 161 a art. 164)

 

Articolo 161 - Campo di applicazione

 

1. Il presente titolo stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro.

2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alla segnaletica impiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo ed aereo.

2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, emanato il regolamento per lindividuazione delle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attivit lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare.

 

Articolo 162 - Definizioni

 

1. Ai fini del presente titolo si intende per:

a) segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, di seguito indicata segnaletica di sicurezza: una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attivit o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;

b) segnale di divieto: un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo;

c) segnale di avvertimento: un segnale che avverte di un rischio o pericolo;

d) segnale di prescrizione: un segnale che prescrive un determinato comportamento;

e) segnale di salvataggio o di soccorso: un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;

f) segnale di informazione: un segnale che fornisce indicazioni diverse da quelle specificate alle lettere da b) ad e);

g) cartello: un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, fornisce una indicazione determinata, la cui visibilit garantita da una illuminazione di intensit sufficiente;

h) cartello supplementare: un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipo indicato alla lettera g) e che fornisce indicazioni complementari;

i) colore di sicurezza: un colore al quale e' assegnato un significato determinato;

l) simbolo o pittogramma: un'immagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento, impiegata su un cartello o su una superficie luminosa;

m) segnale luminoso: un segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che e' illuminato dall'interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa;

n) segnale acustico: un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale;

o) comunicazione verbale: un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale;

p) segnale gestuale: un movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori.

 

Articolo 163 - Obblighi del datore di lavoro

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformit all'articolo 28, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati da ALLEGATO XXIV a ALLEGATO XXXII.

 

2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non considerate negli allegati XXIV a XXXII, il datore di lavoro, anche in riferimento alle norme di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarit del lavoro, l'esperienza e la tecnica.

 

3. Il datore di lavoro, per regolare il traffico all'interno dell'impresa o dell'unit produttiva, fa ricorso, se del caso, alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo quanto previsto nell' ALLEGATO XXVIII.

 

Articolo 164 - Informazione e formazione

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Il datore di lavoro provvede affinch:

a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all'interno dell'impresa ovvero dell'unit produttiva;

b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l'uso di gesti o di parole, nonch i comportamenti generali e specifici da seguire.

 

CAPO II SANZIONI

N 2 articoli (da art. 165 a art. 166)

 

Articolo 165 - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

 

1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 163;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione dellarticolo 164.

2. La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla segnaletica di sicurezza di cui agli allegati XXIV, punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12, XXV, punti 1, 2 e 3, XXVI, per lintero, XXVII, per lintero, XXVIII, punti 1 e 2, XXIX, punti 1 e 2, XXX, punti 1 e 2, XXXI, punti 1 e 2, e XXXII, punti 1, 2 e 3 considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

Articolo 166 - Sanzioni a carico del preposto

 

Abrogato

 


 

TITOLO VI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

N 2 CAPI - N 5 articoli (da art. 167 a art. 171)

 

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

N 3 articoli (da art. 167 a art. 169)

 

Articolo 167 - Campo di applicazione

 

1. Le norme del presente titolo si applicano alle attivit lavorative di movimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.

 

2. Ai fini del presente titolo, sintendono:

a) movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o pi lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari;

b) patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.

 

Articolo 168 - Obblighi del datore di lavoro

 

1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessit di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo conto dell' ALLEGATO XXXIII, ed in particolare:

a) organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione assicuri condizioni di sicurezza e salute;

b) valuta, se possibile anche in fase di progettazione, le condizioni di sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo conto dell' ALLEGATO XXXIII;

c) evita o riduce i rischi, particolarmente di patologie dorso-lombari, adottando le misure adeguate, tenendo conto in particolare dei fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell'ambiente di lavoro e delle esigenze che tale attivit comporta, in base all' ALLEGATO XXXIII;

d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all ALLEGATO XXXIII.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalit del presente articolo e dell ALLEGATO XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si pu fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.

 

Articolo 169 - Informazione, formazione e addestramento

 

1. Tenendo conto dell ALLEGATO XXXIII, il datore di lavoro:

a) fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso ed alle altre caratteristiche del carico movimentato;

b) assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi ed alle modalit di corretta esecuzione delle attivit.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori laddestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi.

 

CAPO II SANZIONI

N 2 articoli (da art. 170 a art. 171)

 

Articolo 170 - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

 

1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione dellarticolo 168, commi 1 e 2.

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione dellarticolo 169, comma 1.

Articolo 171 - Sanzioni a carico del preposto

 

Abrogato

 

TITOLO VII ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI

N 3 CAPI - N 8 articoli (da art. 172 a art. 179)

 

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

N 2 articoli (da art. 172 a art. 173)

Articolo 172 - Campo di applicazione

 

1. Le norme del presente titolo si applicano alle attivit lavorative che comportano l'uso di attrezzature munite di videoterminali.

 

2. Le norme del presente titolo non si applicano ai lavoratori addetti:

a) ai posti di guida di veicoli o macchine;

b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto;

c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario all'utilizzazione da parte del pubblico;

d) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte le attrezzature munite di un piccolo dispositivo di visualizzazione dei dati o delle misure, necessario all'uso diretto di tale attrezzatura;

e) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato.

 

Articolo 173 - Definizioni

 

1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per:

a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato;

b) posto di lavoro: l'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unit a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonch l'ambiente di lavoro immediatamente circostante;

c) lavoratore: il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo 175.

 

 

 

 


 

CAPO II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI

N 4 articoli (da art. 174 a art. 177)

 

Articolo 174 - Obblighi del datore di lavoro

 

1. Il datore di lavoro, allatto della valutazione del rischio di cui allarticolo 28, analizza i posti di lavoro con particolare riguardo:

 

a) ai rischi per la vista e per gli occhi;

b) ai problemi legati alla postura ed all'affaticamento fisico o mentale;

c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

 

2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati in base alle valutazioni di cui al comma 1, tenendo conto della somma ovvero della combinazione della incidenza dei rischi riscontrati.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Il datore di lavoro organizza e predispone i posti di lavoro di cui allarticolo 173, in conformit ai requisiti minimi di cui all ALLEGATO XXXIV.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 175 - Svolgimento quotidiano del lavoro

 

1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attivit mediante pause ovvero cambiamento di attivit.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Le modalit di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.

 

3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

4. Le modalit e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessit.

 

5. comunque esclusa la cumulabilit delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro.

 

6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.

 

7. La pausa considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro.

 

Articolo 176 - Sorveglianza sanitaria

 

1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41, con particolare riferimento:

a) ai rischi per la vista e per gli occhi;

b) ai rischi per lapparato muscolo-scheletrico.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Sulla base delle risultanze degli accertamenti di cui al comma 1 i lavoratori vengono classificati ai sensi dellarticolo 41, comma 6.

 

3. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicit delle visite di controllo biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di et; quinquennale negli altri casi.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

4. Per i casi di inidoneit temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva visita di idoneit.

 

5. Il lavoratore sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalit previste allarticolo 41, comma 2, lettera c).

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

6. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell'attivit svolta, quando lesito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la necessit e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione.

 

Articolo 177 - Informazione e formazione

 

1. In ottemperanza a quanto previsto in via generale dallarticolo 18, comma 1, lettera l), il datore di lavoro:

a) fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:

1) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all'analisi dello stesso di cui all'articolo 174;

2) le modalit di svolgimento dell'attivit;

3) la protezione degli occhi e della vista;

b) assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma 1, lettera a).

 

CAPO III SANZIONI

N 2 articoli (da art. 178 a art. 179)

Articolo 178 - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

 

1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione degli articoli 174, comma 2 e 3, 175, commi 1 e 3, e 176, commi 1, 3, 5;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 176, comma 6, e 177.

2. La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui allallegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

Articolo 179 - Sanzioni a carico del preposto

 

Abrogato

 

TITOLO VIII AGENTI FISICI

N 6 CAPI - N 41 articoli (da art. 180 a art. 220)

 

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

N 7 articoli (da art. 180 a art. 186)

Articolo 180 - Definizioni e campo di applicazione

 

1. Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

 

2. Fermo restando quanto previsto dal presente capo, per le attivit comportanti esposizione a rumore si applica il capo II, per quelle comportanti esposizione a vibrazioni si applica il capo III, per quelle comportanti esposizione a campi elettromagnetici si applica il capo IV, per quelle comportanti esposizione a radiazioni ottiche artificiali si applica il capo V.

 

3. La protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti disciplinata unicamente dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e sue successive modificazioni.

 

Articolo 181 - Valutazione dei rischi

 

1. Nellambito della valutazione di cui allarticolo 28, il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.

 

2. La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nellambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi precisa quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate. La valutazione dei rischi riportata sul documento di valutazione di cui allarticolo 28, essa pu includere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l'entit dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi pi dettagliata.

 

Articolo 182 - Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi

 

1. Tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilit di misure per controllare il rischio alla fonte, i rischi derivanti dall'esposizione agli agenti fisici sono eliminati alla fonte o ridotti al minimo. La riduzione dei rischi derivanti dall'esposizione agli agenti fisici si basa sui principi generali di prevenzione contenuti nel presente decreto.

 

2. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione definiti nei capi II, III, IV e V. Allorch, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro in applicazione del presente capo i valori limite di esposizione risultino superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione, individua le cause del superamento dei valori limite di esposizione e adegua di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 183 - Lavoratori particolarmente sensibili

 

1. Il datore di lavoro adatta le misure di cui allarticolo 182 alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, incluse le donne in stato di gravidanza ed i minori.

 


Articolo 184 - Informazione e formazione dei lavoratori

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Nell'ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinch i lavoratori esposti a rischi derivanti da agenti fisici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo:

a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo;

b) all'entit e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione definiti nei Capi II, III, IV e V, nonch ai potenziali rischi associati;

c) ai risultati della valutazione, misurazione o calcolo dei livelli di esposizione ai singoli agenti fisici;

d) alle modalit per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute;

e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e agli obiettivi della stessa;

f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione;

g) all'uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni sanitarie alluso.

 

Articolo 185 - Sorveglianza sanitaria

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto fino a tre mesi o ammenda da 400 a 1.600 euro il medico competete)

 

1. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti agli agenti fisici viene svolta secondo i principi generali di cui allarticolo 41, ed effettuata dal medico competente nelle modalit e nei casi previsti ai rispettivi capi del presente titolo sulla base dei risultati della valutazione del rischio che gli sono trasmessi dal datore di lavoro per il tramite del servizio di prevenzione e protezione.

 

2. Nel caso in cui la sorveglianza sanitaria riveli in un lavoratore unalterazione apprezzabile dello stato di salute correlata ai rischi lavorativi il medico competente ne informa il lavoratore e, nel rispetto del segreto professionale, il datore di lavoro, che provvede a:

a) sottoporre a revisione la valutazione dei rischi;

b) sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi;

c) tenere conto del parere del medico competente nellattuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio.

 

Articolo 186 - Cartella sanitaria e di rischio

 

1. Nella cartella di cui allarticolo 25, comma 1, lettera c), il medico competente riporta i dati della sorveglianza sanitaria, ivi compresi i valori di esposizione individuali, ove previsti negli specifici capi del presente titolo, comunicati dal datore di lavoro per il tramite del servizio di prevenzione e protezione.

 

 

CAPO II PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL LAVORO

N 12 articoli (da art. 187 a art. 198)

Articolo 187 - Campo di applicazione

 

1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro e in particolare per l'udito.

 


Articolo 188 - Definizioni

 

1. Ai fini del presente capo si intende per:

a) pressione acustica di picco (ppeak): valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza "C";

b) livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h): [dB(A) riferito a 20 μPa]: valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6. Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il rumore impulsivo;

c) livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w): valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6, nota 2.

 

Articolo 189 - Valori limite di esposizione e valori di azione

 

1. I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a:

 

a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 μPa);

b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 μPa);

c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa).

 

2. Laddove a causa delle caratteristiche intrinseche della attivit lavorativa l'esposizione giornaliera al rumore varia significativamente, da una giornata di lavoro all'altra, possibile sostituire, ai fini dell'applicazione dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, il livello di esposizione giornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale a condizione che:

a) il livello di esposizione settimanale al rumore, come dimostrato da un controllo idoneo, non ecceda il valore limite di esposizione di 87 dB(A);

b) siano adottate le adeguate misure per ridurre al minimo i rischi associati a tali attivit.

 

3. Nel caso di variabilit del livello di esposizione settimanale va considerato il livello settimanale massimo ricorrente.

 

Articolo 190 - Valutazione del rischio

 

1. Nell'ambito di quanto previsto dallarticolo 181, il datore di lavoro valuta l'esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:

a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;

b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 189;

c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori;

d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l'attivit svolta e fra rumore e vibrazioni;

e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;

f) le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformit alle vigenti disposizioni in materia;

g) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'emissione di rumore;

h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di cui responsabile;

i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica;

l) la disponibilit di dispositivi di protezione dell'udito con adeguate caratteristiche di attenuazione.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

2. Se, a seguito della valutazione di cui al comma 1, pu fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

3. I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da misurare, alla durata dell'esposizione e ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche. I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purch sia rappresentativa dell'esposizione del lavoratore.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

4. Nell'applicare quanto previsto nel presente articolo, il datore di lavoro tiene conto dellincertezza delle misure determinate secondo la prassi metrologica.

 

5. La valutazione di cui al comma 1 individua le misure di prevenzione e protezione necessarie ai sensi degli articoli 192, 193, 194, 195 e 196 ed documentata in conformit allarticolo 28, comma 2.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

5-bis. Lemissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti pu essere stimata in fase preventiva facendo riferimento a livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validit riconosciuta dalla Commissione consultiva permanente di cui allarticolo 6, riportando la fonte documentale cui si fatto riferimento.

Articolo 191 - Valutazione di attivit a livello di esposizione molto variabile

 

1. Fatto salvo il divieto al superamento dei valori limite di esposizione, per attivit che comportano un'elevata fluttuazione dei livelli di esposizione personale dei lavoratori, il datore di lavoro pu attribuire a detti lavoratori un'esposizione al rumore al di sopra dei valori superiori di azione, garantendo loro le misure di prevenzione e protezione conseguenti e in particolare:

 

a) la disponibilit dei dispositivi di protezione individuale delludito;

 

b) linformazione e la formazione;

 

c) il controllo sanitario. In questo caso la misurazione associata alla valutazione si limita a determinare il livello di rumore prodotto dalle attrezzature nei posti operatore ai fini dellidentificazione delle misure di prevenzione e protezione e per formulare il programma delle misure tecniche e organizzative di cui allarticolo 192, comma 2.

 

2. Sul documento di valutazione di cui all'articolo 28, a fianco dei nominativi dei lavoratori cos classificati, va riportato il riferimento al presente articolo.

 

Articolo 192 - Misure di prevenzione e protezione

 

1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 182, il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo mediante le seguenti misure:

a) adozione di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore;

b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualit di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto di limitare l'esposizione al rumore;

c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro;

d) adeguata informazione e formazione sull'uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo la loro esposizione al rumore;

e) adozione di misure tecniche per il contenimento:

1) del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti;

2) del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento;

f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro;

g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione della durata e dell'intensit dell'esposizione e ladozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo.

 

2. Se a seguito della valutazione dei rischi di cui allarticolo 190 risulta che i valori superiori di azione sono superati, il datore di lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre lesposizione al rumore, considerando in particolare le misure di cui al comma 1.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione sono indicati da appositi segnali (arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente). Dette aree sono inoltre delimitate e laccesso alle stesse limitato, ove ci sia tecnicamente possibile e giustificato dal rischio di esposizione.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

4. Nel caso in cui, data la natura dell'attivit, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messi a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali ridotto a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.

 

Articolo 193 - Uso dei dispositivi di protezione individuali

 

1. In ottemperanza a quanto disposto dallarticolo 18, comma 1, lettera c), il datore di lavoro, nei casi in cui i rischi derivanti dal rumore non possono essere evitati con le misure di prevenzione e protezione di cui allarticolo 192, fornisce i dispositivi di protezione individuali per ludito conformi alle disposizioni contenute nel titolo III, capo II, e alle seguenti condizioni:

 

a) nel caso in cui l'esposizione al rumore superi i valori inferiori di azione il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuale dell'udito;

 

b) nel caso in cui l'esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valori superiori di azione esige che i lavoratori utilizzino i dispositivi di protezione individuale dell'udito;

 

c) sceglie dispositivi di protezione individuale dell'udito che consentono di eliminare il rischio per l'udito o di ridurlo al minimo, previa consultazione dei lavoratori o dei loro rappresentanti;

 

d) verifica l'efficacia dei dispositivi di protezione individuale delludito.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Il datore di lavoro tiene conto dell'attenuazione prodotta dai dispositivi di protezione individuale dell'udito indossati dal lavoratore solo ai fini di valutare lefficienza dei DPI uditivi e il rispetto del valore limite di esposizione. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati ai fini delle presenti norme se, correttamente usati, e comunque rispettano le prestazioni richieste dalle normative tecniche.

Articolo 194 - Misure per la limitazione dellesposizione

 

1. Fermo restando lobbligo del non superamento dei valori limite di esposizione, se, nonostante ladozione delle misure prese in applicazione del presente capo, si individuano esposizioni superiori a detti valori, il datore di lavoro:

a) adotta misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione;

b) individua le cause dell'esposizione eccessiva;

c) modifica le misure di protezione e di prevenzione per evitare che la situazione si ripeta.

 


Articolo 195 - Informazione e formazione dei lavoratori

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 184 nellambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro garantisce che i lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione vengano informati e formati in relazione ai rischi provenienti dallesposizione al rumore.

 

Articolo 196 - Sorveglianza sanitaria

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicit diversa decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, pu disporre contenuti e periodicit della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.

 

2. La sorveglianza sanitaria di cui al comma 1 estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori inferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi lopportunit.

 

Articolo 197 - Deroghe

 

1. Il datore di lavoro pu richiedere deroghe alluso dei dispositivi di protezione individuale e al rispetto del valore limite di esposizione, quando, per la natura del lavoro, lutilizzazione di tali dispositivi potrebbe comportare rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori maggiori rispetto a quanto accadrebbe senza la loro utilizzazione.

 

2. Le deroghe di cui al comma 1 sono concesse, sentite le parti sociali, per un periodo massimo di quattro anni dallorgano di vigilanza territorialmente competente che provvede anche a darne comunicazione, specificando le ragioni e le circostanze che hanno consentito la concessione delle stesse, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Le circostanze che giustificano le deroghe di cui al comma 1 sono riesaminate ogni quattro anni e, in caso di venire meno dei relativi presupposti, riprende immediata applicazione la disciplina regolare.

 

3. La concessione delle deroghe di cui al comma 2 condizionata dall'intensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni che garantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivanti siano ridotti al minimo (arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente). Il datore di lavoro assicura lintensificazione della sorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.

 

4. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali trasmette ogni quattro anni alla Commissione della Unione europea un prospetto globale e motivato delle deroghe concesse ai sensi del presente articolo.

 

Articolo 198 - Linee Guida per i settori della musica, delle attivit ricreative e dei call center

 

1. Su proposta della Commissione permanente per la prevenzione degli infortuni e ligiene del lavoro di cui allarticolo 6, sentite le parti sociali, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente capo, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definisce le linee guida per lapplicazione del presente capo nei settori della musica, delle attivit ricreative e dei call center.

 


CAPO III PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI

N 7 articoli (da art. 199 a art. 205)

 

Articolo 199 - Campo di applicazione

 

1. Il presente capo prescrive le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. Nei riguardi dei soggetti indicati allarticolo 3, comma 2, del presente decreto legislativo le disposizioni del presente capo sono applicate tenuto conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, quali individuate dai decreti ivi previsti.

 

Articolo 200 - Definizioni

 

1. Ai fini del presente capo, si intende per:

a) vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari;

b) vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide;

c) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore;

d) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore.

 

Articolo 201 - Valori limite di esposizione e valori dazione

 

1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite di esposizione e valori di azione.

 

a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio:

1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi pari a 20 m/s2;

2) il valore d'azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l'azione, fissato a 2,5 m/s2.

 

b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero:

1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi pari a 1,5 m/s2;

2) il valore d'azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, fissato a 0,5 m/s2.

 

2 Nel caso di variabilit del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente.

 

Articolo 202 - Valutazione dei rischi

 

1. Nell'ambito di quanto previsto dallarticolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

2. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche pu essere valutato mediante l'osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entit delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell'ISPESL o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l'impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento.

 

3. L'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all' ALLEGATO XXXV, parte A.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

4. L'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all' ALLEGATO XXXV, parte B.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

5. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi:

a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti;

b) i valori limite di esposizione e i valori d'azione specificati nell'articolo 201;

c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori;

d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature;

e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro;

f) l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche;

g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di l delle ore lavorative, in locali di cui responsabile;

h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, lelevata umidit o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide;

i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

Articolo 203 - Misure di prevenzione e protezione

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Fermo restando quanto previsto nellarticolo 182, in base alla valutazione dei rischi di cui all'articolo 202, quando sono superati i valori d'azione, il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l'esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue:

a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche;

b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni;

c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio;

d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI;

e) la progettazione e l'organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro;

f) l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull'uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche;

g) la limitazione della durata e dell'intensit dell'esposizione;

h) l'organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo;

i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidit.

 

2. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione stato superato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportare lesposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento.

 


Articolo 204 - Sorveglianza sanitaria

 

1. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d'azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicit diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, pu disporre contenuti e periodicit della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.

 

2. I lavoratori esposti a vibrazioni sono altres sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si verificano una o pi delle seguenti condizioni: l'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni e' tale da rendere possibile l'individuazione di un nesso tra l'esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed e' probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute.

 

Articolo 205 - Deroghe

 

1. Nei settori della navigazione marittima e aerea, il datore di lavoro, in circostanze debitamente giustificate, pu richiedere la deroga, limitatamente al rispetto dei valori limite di esposizione per il corpo intero qualora, tenuto conto della tecnica e delle caratteristiche specifiche dei luoghi di lavoro, non sia possibile rispettare tale valore limite nonostante le misure tecniche e organizzative messe in atto.

 

2. Nel caso di attivit lavorative in cui l'esposizione di un lavoratore a vibrazioni meccaniche e' abitualmente inferiore ai valori di azione, ma pu occasionalmente superare il valore limite di esposizione, il datore di lavoro pu richiedere la deroga al rispetto dei valori limite a condizione che il valore medio dell'esposizione calcolata su un periodo di 40 ore sia inferiore al valore limite di esposizione e dimostri, con elementi probanti, che i rischi derivanti dal tipo di esposizione cui e' sottoposto il lavoratore sono inferiori a quelli derivanti dal livello di esposizione corrispondente al valore limite.

 

3. Le deroghe di cui ai commi 1 e 2 sono concesse, per un periodo massimo di quattro anni, dall'organo di vigilanza territorialmente competente che provvede anche a darne comunicazione, specificando le ragioni e le circostanze che hanno consentito la concessione delle stesse, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Le deroghe sono rinnovabili e possono essere revocate quando vengono meno le circostanze che le hanno giustificate.

 

4. La concessione delle deroghe di cui ai commi 1 e 2 condizionata all'intensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni che garantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivanti siano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura lintensificazione della sorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

5. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali trasmette ogni quattro anni alla Commissione della Unione europea un prospetto dal quale emergano circostanze e motivi delle deroghe concesse ai sensi del presente articolo.

 


CAPO IV PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI

N 7 articoli (da art. 206 a art. 212)

 

Articolo 206 - Campo di applicazione

 

1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz), come definiti dall'articolo 207, durante il lavoro. Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia, e da correnti di contatto.

 

2. Il presente capo non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungo termine e i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.

 

Articolo 207 - Definizioni

 

1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per:

a) campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz;

 

b) valori limite di esposizione : limiti all'esposizione a campi elettromagnetici che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti ai campi elettromagnetici sono protetti contro tutti gli effetti nocivi a breve termine per la salute conosciuti;

c) valori di azione: l'entit' dei parametri direttamente misurabili, espressi in termini di intensit di campo elettrico (E), intensit di campo magnetico (H), induzione magnetica (B) , corrente indotta attraverso gli arti (IL), e densit di potenza (S), che determina l'obbligo di adottare una o pi delle misure specificate nel presente capo. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione.

 

Articolo 208 - Valori limite di esposizione e valori dazione

 

1. I valori limite di esposizione sono riportati nell' ALLEGATO XXXVI, lettera A, tabella 1.

 

2. I valori di azione sono riportati nell' ALLEGATO XXXVI, lettera B, tabella 2.

 

Articolo 209 - Identificazione dellesposizione e valutazione dei rischi

 

1. Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati in conformit alle norme europee standardizzate del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC). Finch le citate norme non avranno contemplato tutte le pertinenti situazioni per quanto riguarda la valutazione, misurazione e calcolo dell'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, il datore di lavoro adotta le specifiche buone prassi individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, o, in alternativa, quelle del Comitato Elettrotecnico italiano (CEI), tenendo conto, se necessario, dei livelli di emissione indicati dai fabbricanti delle attrezzature.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

2. A seguito della valutazione dei livelli dei campi elettromagnetici effettuata in conformit al comma 1, qualora risulti che siano superati i valori di azione di cui all'articolo 208, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, calcola se i valori limite di esposizione sono stati superati.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

3. La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui ai commi 1 e 2 non devono necessariamente essere effettuati in luoghi di lavoro accessibili al pubblico, purch si sia gi proceduto ad una valutazione conformemente alle disposizioni relative alla limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz e risultino rispettate per i lavoratori le restrizioni previste dalla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, e siano esclusi rischi relativi alla sicurezza.

 

4. Nell'ambito della valutazione del rischio di cui all'articolo 181, il datore di lavoro presta particolare attenzione ai seguenti elementi:

a) il livello, lo spettro di frequenza, la durata e il tipo dell'esposizione;

b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 208;

c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio;

d) qualsiasi effetto indiretto quale:

1) interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati);

2) rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici con induzione magnetica superiore a 3 mT;

3) innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);

4) incendi ed esplosioni dovuti all'accensione di materiali infiammabili provocata da scintille prodotte da campi indotti, correnti di contatto o scariche elettriche;

e) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;

f) la disponibilit di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;

g) per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni reperibili in pubblicazioni scientifiche;

h) sorgenti multiple di esposizione;

i) esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

 

5. Il datore di lavoro nel documento di valutazione del rischio di cui all'articolo 28 precisa le misure adottate, previste dallarticolo 210.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

Articolo 210 - Misure di prevenzione e protezione

 

1. A seguito della valutazione dei rischi, qualora risulti che i valori di azione di cui all'articolo 208 sono superati, il datore di lavoro, a meno che la valutazione effettuata a norma dell'articolo 209, comma 2, dimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza, elabora ed applica un programma d'azione che comprenda misure tecniche e organizzative intese a prevenire esposizioni superiori ai valori limite di esposizione, tenendo conto in particolare:

a) di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campi elettromagnetici;

b) della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensit inferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;

c) delle misure tecniche per ridurre l'emissione dei campi elettromagnetici, incluso se necessario l'uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute;

d) degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;

e) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;

f) della limitazione della durata e dell'intensit dell'esposizione;

g) della disponibilit di adeguati dispositivi di protezione individuale.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

 

2. I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti a campi elettromagnetici che superano i valori di azione devono essere indicati con un'apposita segnaletica. Tale obbligo non sussiste nel caso che dalla valutazione effettuata a norma dell'articolo 209, comma 2, il datore di lavoro dimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza. Dette aree sono inoltre identificate e l'accesso alle stesse limitato laddove ci sia tecnicamente possibile e sussista il rischio di un superamento dei valori limite di esposizione.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

3. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione. Allorch, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro in applicazione del presente capo, i valori limite di esposizione risultino superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione, individua le cause del superamento dei valori limite di esposizione e adegua di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

4. A norma dell'articolo 209, comma 4, lettera c), il datore di lavoro adatta le misure di cui al presente articolo alle esigenze dei lavoratori esposti particolarmente sensibili al rischio.

 

Articolo 211 - Sorveglianza sanitaria

 

1. La sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicit inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio di cui allarticolo 183, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi trasmessi dal datore di lavoro. Lorgano di vigilanza, con provvedimento motivato, pu disporre contenuti e periodicit diversi da quelli forniti dal medico competente.

 

2. Fermo restando il rispetto di quanto stabilito dall'articolo 182, sono tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali stata rilevata un'esposizione superiore ai valori di azione di cui all'articolo 208, comma 2 a meno che la valutazione effettuata a norma dell'articolo 209, comma 2, dimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza.

 

Articolo 212 - Linee guida

 

1. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, avvalendosi degli organi tecnico-scientifici del Servizio sanitario nazionale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, elabora le linee guida per l'applicazione del presente capo nello specifico settore dell'utilizzo in ambito sanitario delle attrezzature di risonanza magnetica.

 

CAPO V PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI

N 6 articoli (da art. 213 a art. 218)

 

Articolo 213 - Campo di applicazione

 

1. Il presente capo stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare, dall'esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.

 

Articolo 214 - Definizioni

 

1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per:

 

a) radiazioni ottiche : tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d'onda compresa tra 100 nm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse:

1) radiazioni ultraviolette : radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm);

2) radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 nm;

3) radiazioni infrarosse : radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm- 1 mm);

 

b) laser (amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione): qualsiasi dispositivo al quale si possa far produrre o amplificare le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezze d'onda delle radiazioni ottiche, soprattutto mediante il processo di emissione stimolata controllata;

 

c) radiazione laser : radiazione ottica prodotta da un laser;

 

d) radiazione non coerente : qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser;

 

e) valori limite di esposizione: limiti di esposizione alle radiazioni ottiche che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche siano protetti contro tutti gli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute conosciuti;

 

f) irradianza (E) o densit di potenza : la potenza radiante incidente per unit di area su una superficie espressa in watt su metro quadrato (W m-2);

 

g) esposizione radiante (H): integrale nel tempo dell'irradianza espresso in joule su metro quadrato (J m-2);

 

h) radianza (L): il flusso radiante o la potenza per unit d'angolo solido per unit di superficie, espressa in watt su metro quadrato su steradiante (W m-2 sr-1);

 

i) livello : la combinazione di irradianza, esposizione radiante e radianza alle quali esposto un lavoratore.

 

Articolo 215 - Valori limite di esposizione

 

1. I valori limite di esposizione per le radiazioni incoerenti sono riportati nell' ALLEGATO XXXVII, parte I.

 

2. I valori limite di esposizione per le radiazioni laser sono riportati nell' ALLEGATO XXXVII, parte II.

 

 

Articolo 216 - Identificazione dellesposizione e valutazione dei rischi

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori. La metodologia seguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo rispetta le norme della Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda le radiazioni laser, e le raccomandazioni della Commissione internazionale per l'illuminazione (CIE) e del Comitato europeo di normazione (CEN) per quanto riguarda le radiazioni incoerenti. Nelle situazioni di esposizione che esulano dalle suddette norme e raccomandazioni, e fino a quando non saranno disponibili norme e raccomandazioni adeguate dell'Unione europea, il datore di lavoro adotta le buone prassi individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro o, in subordine, linee guida nazionali o internazionali scientificamente fondate. In tutti i casi di esposizione, la valutazione tiene conto dei dati indicati dai fabbricanti delle attrezzature, se contemplate da pertinenti direttive comunitarie di prodotto.

 

2. Il datore di lavoro, in occasione della valutazione dei rischi, presta particolare attenzione ai seguenti elementi:

a) il livello, la gamma di lunghezze d'onda e la durata dell'esposizione a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche;

b) i valori limite di esposizione di cui all'articolo 215;

c) qualsiasi effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio;

d) qualsiasi eventuale effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultante dalle interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche fotosensibilizzanti;

e) qualsiasi effetto indiretto come l'accecamento temporaneo, le esplosioni o il fuoco;

f) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali;

g) la disponibilit di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione alle radiazioni ottiche;

h) per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni pubblicate;

i) sorgenti multiple di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali;

l) una classificazione dei laser stabilita conformemente alla pertinente norma IEC e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare danni simili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le classificazioni analoghe;

m) le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottiche e delle relative attrezzature di lavoro in conformit delle pertinenti direttive comunitarie.

 

3. Il datore di lavoro nel documento di valutazione dei rischi deve precisare le misure adottate previste dagli articoli 217 e 218.

 

Articolo 217 - Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi

 

1. Se la valutazione dei rischi di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), mette in evidenza che i valori limite d'esposizione possono essere superati, il datore di lavoro definisce e attua un programma d'azione che comprende misure tecniche e/o organizzative destinate ad evitare che l'esposizione superi i valori limite, tenendo conto in particolare:

 

a) di altri metodi di lavoro che comportano una minore esposizione alle radiazioni ottiche;

b) della scelta di attrezzature che emettano meno radiazioni ottiche, tenuto conto del lavoro da svolgere;

c) delle misure tecniche per ridurre l'emissione delle radiazioni ottiche, incluso, quando necessario, l'uso di dispositivi di sicurezza, schermatura o analoghi meccanismi di protezione della salute;

d) degli opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;

e) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;

f) della limitazione della durata e del livello dell'esposizione;

g) della disponibilit di adeguati dispositivi di protezione individuale;

h) delle istruzioni del fabbricante delle attrezzature.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. In base alla valutazione dei rischi di cui all'articolo 216, i luoghi di lavoro in cui i lavoratori potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni ottiche che superino i valori limite di esposizione devono essere indicati con un'apposita segnaletica. Dette aree sono inoltre identificate e l'accesso alle stesse limitato, laddove ci sia tecnicamente possibile.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Il datore di lavoro adatta le misure di cui al presente articolo alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio.

(arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 218 - Sorveglianza sanitaria

 

1. La sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicit inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi trasmessi dal datore di lavoro. La sorveglianza sanitaria effettuata con lobiettivo di prevenire e scoprire tempestivamente effetti negativi per la salute, nonch prevenire effetti a lungo termine negativi per la salute e rischi di malattie croniche derivanti dallesposizione a radiazioni ottiche.

 

2. Fermo restando il rispetto di quanto stabilito dall'articolo 182 e di quanto previsto al comma 1, sono tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali stata rilevata un'esposizione superiore ai valori limite di cui all'articolo 215.

 

3. Laddove i valori limite sono superati, oppure sono identificati effetti nocivi sulla salute:

a) il medico o altra persona debitamente qualificata comunica al lavoratore i risultati che lo riguardano. Il lavoratore riceve in particolare le informazioni e i pareri relativi al controllo sanitario cui dovrebbe sottoporsi dopo la fine dell'esposizione;

b) il datore di lavoro informato di tutti i dati significativi emersi dalla sorveglianza sanitaria tenendo conto del segreto professionale.

 

CAPO VI SANZIONI

N 2 articoli (da art. 219 a art. 220)

 

Articolo 219 - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

 

1. Il datore di lavoro punito:

a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dagli articoli 181, comma 2, 190, commi 1 e 5, 202, commi 1 e 5, 209, commi 1 e 5, e 216;

b) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 190, commi 2 e 3, 202, commi 3 e 4, e 209, commi 2 e 4.

2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:

a) con arresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 182, comma 2, 185, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 196, 197, comma 3, secondo periodo, 203, 205, comma 4, secondo periodo, 210, comma 1, e 217, comma 1;

b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da euro 750 a euro 4.000 per la violazione degli articoli 184, 192, comma 3, primo periodo, 210, commi 2 e 3, e 217, commi 2 e 3.

 

Articolo 220 - Sanzioni a carico del medico competente

 

1. Il medico competente punito con larresto fino tre mesi o con lammenda da euro 400 a euro 1.600 per la violazione degli articoli 185 e 186.


 

TITOLO IX SOSTANZE PERICOLOSE

N 4 CAPI - N 45 articoli (da art. 221 a art. 265)

 

CAPO I PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI

N 12 articoli (da art. 221 a art. 232)

Articolo 221 - Campo di applicazione

 

1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attivit lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici.

 

2. I requisiti individuati dal presente capo si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro, fatte salve le disposizioni relative agli agenti chimici per i quali valgono provvedimenti di protezione radiologica regolamentati dal decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni.

 

3. Le disposizioni del presente capo si applicano altres al trasporto di agenti chimici pericolosi, fatte salve le disposizioni specifiche contenute nei decreti ministeriali 4 settembre 1996, 15 maggio 1997, 28 settembre 1999 e nel decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41, nelle disposizioni del codice IMDG del codice IBC e nel codice IGC, quali definite dallarticolo 2 della direttiva 93/75/CEE, del Consiglio, del 13 settembre 1993, nelle disposizioni dellaccordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose per vie navigabili interne (ADN) e del regolamento per il trasporto delle sostanze pericolose sul Reno (ADNR), quali incorporate nella normativa comunitaria e nelle istruzioni tecniche per il trasporto sicuro di merci pericolose emanate alla data del 25 maggio 1998.

 

4. Le disposizioni del presente capo non si applicano alle attivit comportanti esposizione ad amianto che restano disciplinate dalle norme contenute al capo III del presente titolo.

Articolo 222 - Definizioni

 

1. Ai fini del presente capo si intende per:

 

a) agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attivit lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato;

 

b) agenti chimici pericolosi:

 

1) agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni, nonch gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sono escluse le sostanze pericolose solo per lambiente;

 

2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, nonch gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per lambiente;

 

3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai numeri 1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro propriet chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui stato assegnato un valore limite di esposizione professionale;

 

c) attivit che comporta la presenza di agenti chimici: ogni attivit lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede lutilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, limmagazzinamento, il trasporto o leliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attivit lavorativa;

 

d) valore limite di esposizione professionale: se non diversamente specificato, il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nellaria allinterno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un determinato periodo di riferimento; un primo elenco di tali valori riportato nell ALLEGATO XXXVIII;

 

e) valore limite biologico: il limite della concentrazione del relativo agente, di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nellappropriato mezzo biologico; un primo elenco di tali valori riportato nell ALLEGATO XXXIX;

 

f) sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute del singolo lavoratore in funzione dellesposizione ad agenti chimici sul luogo di lavoro;

 

g) pericolo: la propriet intrinseca di un agente chimico di poter produrre effetti nocivi;

 

h) rischio: la probabilit che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione o esposizione.

 

Articolo 223 - Valutazione dei rischi

 

1. Nella valutazione di cui allarticolo 28, il datore di lavoro determina preliminarmente leventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione in particolare:

a) le loro propriet pericolose;

b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dellimmissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modifiche;

c) il livello, il modo e la durata dellesposizione;

d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti tenuto conto della quantit delle sostanze e dei preparati che li contengono o li possono generare;

e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; di cui un primo elenco riportato negli allegati ALLEGATO XXXVIII e ALLEGATO XXXIX;

f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;

g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria gi intraprese.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

 

2. Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro indica quali misure sono state adottate ai sensi dellarticolo 224 e, ove applicabile, dellarticolo 225. Nella valutazione medesima devono essere incluse le attivit, ivi compresa la manutenzione e la pulizia, per le quali prevedibile la possibilit di notevole esposizione o che, per altri motivi, possono provocare effetti nocivi per la salute e la sicurezza, anche dopo ladozione di tutte le misure tecniche.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

 

3. Nel caso di attivit lavorative che comportano lesposizione a pi agenti chimici pericolosi, i rischi sono valutati in base al rischio che comporta la combinazione di tutti i suddetti agenti chimici.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro)

 

4. Fermo restando quanto previsto dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, il responsabile dellimmissione sul mercato di agenti chimici pericolosi tenuto a fornire al datore di lavoro acquirente tutte le ulteriori informazioni necessarie per la completa valutazione del rischio.

 

5. La valutazione del rischio pu includere la giustificazione che la natura e lentit dei rischi connessi con gli agenti chimici pericolosi rendono non necessaria unulteriore valutazione maggiormente dettagliata dei rischi.

 

6. Nel caso di unattivit nuova che comporti la presenza di agenti chimici pericolosi, la valutazione dei rischi che essa presenta e lattuazione delle misure di prevenzione sono predisposte preventivamente. Tale attivit comincia solo dopo che si sia proceduto alla valutazione dei rischi che essa presenta e allattuazione delle misure di prevenzione. (arresto fino sei mesi o ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro)

 

 

7. Il datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessit.

 

Articolo 224 - Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi

 

1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 15, devono essere eliminati i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi devono essere eliminati o ridotti al minimo mediante le seguenti misure:

 

a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro;

b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate;

c) riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o potrebbero essere esposti;

d) riduzione al minimo della durata e dellintensit dellesposizione;

e) misure igieniche adeguate;

f) riduzione al minimo della quantit di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione delle necessit della lavorazione;

g) metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nellimmagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi nonch dei rifiuti che contengono detti agenti chimici.

 

2. Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo e alle quantit di un agente chimico pericoloso e alle modalit e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori e che le misure di cui al comma 1 sono sufficienti a ridurre il rischio, non si applicano le disposizioni degli articoli 225, 226, 229, 230.

Articolo 225 - Misure specifiche di protezione e di prevenzione

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

1. Il datore di lavoro, sulla base dellattivit e della valutazione dei rischi di cui allarticolo 223, provvede affinch il rischio sia eliminato o ridotto mediante la sostituzione, qualora la natura dellattivit lo consenta, con altri agenti o processi che, nelle condizioni di uso, non sono o sono meno pericolosi per la salute dei lavoratori. Quando la natura dellattivit non consente di eliminare il rischio attraverso la sostituzione il datore di lavoro garantisce che il rischio sia ridotto mediante lapplicazione delle seguenti misure da adottarsi nel seguente ordine di priorit:

 

a) progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonch uso di attrezzature e materiali adeguati;

b) appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio;

c) misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi lesposizione;

d) sorveglianza sanitaria dei lavoratori a norma degli articoli 229 e 230.

 

2. Salvo che possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello di prevenzione e di protezione, il datore di lavoro, periodicamente ed ogni qualvolta sono modificate le condizioni che possono influire sullesposizione, provvede ad effettuare la misurazione degli agenti che possono presentare un rischio per la salute, con metodiche standardizzate di cui riportato un elenco meramente indicativo nell ALLEGATO XLI o in loro assenza, con metodiche appropriate e con particolare riferimento ai valori limite di esposizione professionale e per periodi rappresentativi dellesposizione in termini spazio temporali.

 

3. Quando sia stato superato un valore limite di esposizione professionale stabilito dalla normativa vigente il datore di lavoro identifica e rimuove le cause che hanno cagionato tale superamento dellevento, adottando immediatamente le misure appropriate di prevenzione e protezione.

 

4. I risultati delle misurazioni di cui al comma 2 sono allegati ai documenti di valutazione dei rischi e resi noti ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori. Il datore di lavoro tiene conto delle misurazioni effettuate ai sensi del comma 2 per ladempimento degli obblighi conseguenti alla valutazione dei rischi di cui allarticolo 223. Sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di prevenzione e protezione, il datore di lavoro adotta le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura delle operazioni, compresi limmagazzinamento, la manipolazione e lisolamento di agenti chimici incompatibili fra di loro; in particolare, il datore di lavoro previene sul luogo di lavoro la presenza di concentrazioni pericolose di sostanze infiammabili o quantit pericolose di sostanze chimicamente instabili.

 

5. Laddove la natura dellattivit lavorativa non consenta di prevenire sul luogo di lavoro la presenza di concentrazioni pericolose di sostanze infiammabili o quantit pericolose di sostanze chimicamente instabili, il datore di lavoro deve in particolare:

a) evitare la presenza di fonti di accensione che potrebbero dar luogo a incendi ed esplosioni, o lesistenza di condizioni avverse che potrebbero provocare effetti fisici dannosi ad opera di sostanze o miscele di sostanze chimicamente instabili;

b) limitare, anche attraverso misure procedurali ed organizzative previste dalla normativa vigente, gli effetti pregiudizievoli sulla salute e la sicurezza dei lavoratori in caso di incendio o di esplosione dovuti allaccensione di sostanze infiammabili, o gli effetti dannosi derivanti da sostanze o miscele di sostanze chimicamente instabili.

 

6. Il datore di lavoro mette a disposizione attrezzature di lavoro ed adotta sistemi di protezione collettiva ed individuale conformi alle disposizioni legislative e regolamentari pertinenti, in particolare per quanto riguarda luso dei suddetti mezzi in atmosfere potenzialmente esplosive.

 

7. Il datore di lavoro adotta misure per assicurare un sufficiente controllo degli impianti, apparecchi e macchinari, anche mettendo a disposizione sistemi e dispositivi finalizzati alla limitazione del rischio di esplosione o dispositivi per limitare la pressione delle esplosioni.

 

8. Il datore di lavoro informa i lavoratori del superamento dei valori limite di esposizione professionale, delle cause dellevento e delle misure di prevenzione e protezione adottate e ne d comunicazione, senza indugio,allorgano di vigilanza.

 

Articolo 226 - Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 43 e 44, nonch quelle previste dal decreto del Ministro dellinterno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, il datore di lavoro, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dalle conseguenze di incidenti o di emergenze derivanti dalla presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro, predispone procedure di intervento adeguate da attuarsi al verificarsi di tali eventi. Tale misure comprendono esercitazioni di sicurezza da effettuarsi a intervalli connessi alla tipologia di lavorazione e la messa a disposizione di appropriati mezzi di pronto soccorso.

 

2. Nel caso di incidenti o di emergenza, il datore di lavoro adotta immediate misure dirette ad attenuarne gli effetti ed in particolare, di assistenza, di evacuazione e di soccorso e ne informa i lavoratori. Il datore di lavoro adotta inoltre misure adeguate per porre rimedio alla situazione quanto prima.

 

3. Ai lavoratori cui consentito operare nellarea colpita o ai lavoratori indispensabili alleffettuazione delle riparazioni e delle attivit necessarie, sono forniti indumenti protettivi, dispositivi di protezione individuale ed idonee attrezzature di intervento che devono essere utilizzate sino a quando persiste la situazione anomala.

 

4. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per approntare sistemi dallarme e altri sistemi di comunicazione necessari per segnalare tempestivamente lincidente o lemergenza.

 

5. Le misure di emergenza devono essere contenute nel piano previsto dal decreto di cui al comma 1. In particolare nel piano vanno inserite:

 

a) informazioni preliminari sulle attivit pericolose, sugli agenti chimici pericolosi, sulle misure per lidentificazione dei rischi, sulle precauzioni e sulle procedure, in modo tale che servizi competenti per le situazioni di emergenza possano mettere a punto le proprie procedure e misure precauzionali;

b) qualunque altra informazione disponibile sui rischi specifici derivanti o che possano derivare dal verificarsi di incidenti o situazioni di emergenza, comprese le informazioni sulle procedure elaborate in base al presente articolo.

 

6. Nel caso di incidenti o di emergenza i soggetti non protetti devono immediatamente abbandonare la zona interessata.

 

Articolo 227 - Informazione e formazione per i lavoratori

 

1. Fermo restando quanto previsto agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro garantisce che i lavoratori o i loro rappresentanti dispongano di:

 

a) dati ottenuti attraverso la valutazione del rischio e ulteriori informazioni ogni qualvolta modifiche importanti sul luogo di lavoro determinino un cambiamento di tali dati;

b) informazioni sugli agenti chimici pericolosi presenti sul luogo di lavoro, quali lidentit degli agenti, i rischi per la sicurezza e la salute, i relativi valori limite di esposizione professionale e altre disposizioni normative relative agli agenti;

c) formazione ed informazioni su precauzioni ed azioni adeguate da intraprendere per proteggere loro stessi ed altri lavoratori sul luogo di lavoro;

d) accesso ad ogni scheda dei dati di sicurezza messa a disposizione dal responsabile dellimmissione sul mercato ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni.

 

2. Il datore di lavoro assicura che le informazioni siano:

a) fornite in modo adeguato al risultato della valutazione del rischio di cui allarticolo 223. Tali informazioni possono essere costituite da comunicazioni orali o dalla formazione e dalladdestramento individuali con il supporto di informazioni scritte, a seconda della natura e del grado di rischio rivelato dalla valutazione del rischio;

b) aggiornate per tener conto del cambiamento delle circostanze.

 

3. Laddove i contenitori e le condutture per gli agenti chimici pericolosi utilizzati durante il lavoro non siano contrassegnati da segnali di sicurezza in base a quanto disposto dal titolo V, il datore di lavoro provvede affinch la natura del contenuto dei contenitori e delle condutture e gli eventuali rischi connessi siano chiaramente identificabili.

 

4. Il responsabile dellimmissione sul mercato devono trasmettere ai datori di lavoro tutte le informazioni concernenti gli agenti chimici pericolosi prodotti o forniti secondo quanto stabilito dai decreti legislativi 3 febbraio 1997 n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni.

 

Articolo 228 - Divieti

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

1. Sono vietate la produzione, la lavorazione e limpiego degli agenti chimici sul lavoro e le attivit indicate all ALLEGATO XL

 

2. Il divieto non si applica se un agente presente in un preparato, o quale componente di rifiuti, purch la concentrazione individuale sia inferiore al limite indicato nellallegato stesso.

 

3. In deroga al divieto di cui al comma 1, possono essere effettuate, previa autorizzazione da rilasciarsi ai sensi del comma 5, le seguenti attivit:

 

a) attivit a fini esclusivi di ricerca e sperimentazione scientifica, ivi comprese le analisi;

b) attivit volte ad eliminare gli agenti chimici che sono presenti sotto forma di sottoprodotto o di rifiuti;

c) produzione degli agenti chimici destinati ad essere usati come intermedi.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

4. Ferme restando le disposizioni di cui al presente capo, nei casi di cui al comma 3, lettera c), il datore di lavoro evita lesposizione dei lavoratori, stabilendo che la produzione e luso pi rapido possibile degli agenti come prodotti intermedi avvenga in un sistema chiuso dal quale gli stessi possono essere rimossi soltanto nella misura necessaria per il controllo del processo o per la manutenzione del sistema.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

5. Il datore di lavoro che intende effettuare le attivit di cui al comma 3 deve inviare una richiesta di autorizzazione al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali che la rilascia sentito il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la regione interessata. La richiesta di autorizzazione corredata dalle seguenti informazioni:

a) i motivi della richiesta di deroga;

b) i quantitativi dellagente da utilizzare annualmente;

c) il numero dei lavoratori addetti;

d) descrizione delle attivit e delle reazioni o processi;

e) misure previste per la tutela della salute e sicurezza e per prevenire lesposizione dei lavoratori.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

Articolo 229 - Sorveglianza sanitaria

 

1. Fatto salvo quanto previsto dallarticolo 224, comma 2, sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41 i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi per la salute che rispondono ai criteri per la classificazione come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

 

2. La sorveglianza sanitaria viene effettuata:

 

a) prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta lesposizione;

b) periodicamente, di norma una volta lanno o con periodicit diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio e dei risultati della sorveglianza sanitaria;

c) allatto della cessazione del rapporto di lavoro. In tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

3. Il monitoraggio biologico obbligatorio per i lavoratori esposti agli agenti per i quali stato fissato un valore limite biologico. (arresto sino a due mesi o con lammenda da 300 a 1.200 euro il medico competente) Dei risultati di tale monitoraggio viene informato il lavoratore interessato. I risultati di tale monitoraggio, in forma anonima, vengono allegati al documento di valutazione dei rischi e comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

 

4. Gli accertamenti sanitari devono essere a basso rischio per il lavoratore.

 

5. Il datore di lavoro, su parere conforme del medico competente, adotta misure preventive e protettive particolari per i singoli lavoratori sulla base delle risultanze degli esami clinici e biologici effettuati. Le misure possono comprendere lallontanamento del lavoratore secondo le procedure dellarticolo 42. (arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

 

 

6. Nel caso in cui allatto della sorveglianza sanitaria si evidenzi, in un lavoratore o in un gruppo di lavoratori esposti in maniera analoga ad uno stesso agente, lesistenza di effetti pregiudizievoli per la salute imputabili a tale esposizione o il superamento di un valore limite biologico, il medico competente informa individualmente i lavoratori interessati ed il datore di lavoro.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 300 a 1.200 euro il medico competente)

 

7. Nei casi di cui al comma 6, il datore di lavoro deve:

 

a) sottoporre a revisione la valutazione dei rischi effettuata a norma dellarticolo 223;

b) sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi;

c) tenere conto del parere del medico competente nellattuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio;

d) prendere le misure affinch sia effettuata una visita medica straordinaria per tutti gli altri lavoratori che hanno subito unesposizione simile.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

8. Lorgano di vigilanza, con provvedimento motivato, pu disporre contenuti e periodicit della sorveglianza sanitaria diversi rispetto a quelli definiti dal medico competente.

 

Articolo 230 - Cartelle sanitarie e di rischio

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 300 a 1.200 euro il medico competente)

1. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui allarticolo 229 istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria secondo quanto previsto dallarticolo 25, comma 1, lettera c), e fornisce al lavoratore interessato tutte le informazioni previste dalle lettere g) ed h) del comma 1 del medesimo articolo. Nella cartella di rischio sono, tra laltro, indicati i livelli di esposizione professionale individuali forniti dal Servizio di prevenzione e protezione.

 

2. Su richiesta, fornita agli organi di vigilanza copia dei documenti di cui al comma 1.

 

Articolo 231 - Consultazione e partecipazione dei lavoratori

 

1. La consultazione e partecipazione dei lavoratori o dei loro rappresentanti sono attuate ai sensi delle disposizioni di cui allarticolo 50.

Articolo 232 - Adeguamenti normativi

 

1. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un comitato consultivo per la determinazione e laggiornamento dei valori limite di esposizione professionale e dei valori limite biologici relativi agli agenti chimici. Il Comitato composto da nove membri esperti nazionali di chiara fama in materia tossicologica e sanitaria di cui tre in rappresentanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, su proposta dellIstituto superiore di sanit, dellISPESL e della Commissione tossicologica nazionale, tre in rappresentanza della Conferenza dei Presidenti delle regioni e tre in rappresentanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il Comitato si avvale del supporto organizzativo e logistico della direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

 

2. Con uno o pi decreti dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, sentiti il Ministro dello sviluppo economico, il Comitato di cui al comma 1 e le parti sociali, sono recepiti i valori di esposizione professionale e biologici obbligatori predisposti dalla Commissione europea, sono altres stabiliti i valori limite nazionali anche tenuto conto dei valori limite indicativi predisposti dalla Commissione medesima e sono aggiornati gli allegati XXXVIII, XXXIX, XL e XLI in funzione del progresso tecnico, dellevoluzione di normative e specifiche comunitarie o internazionali e delle conoscenze nel settore degli agenti chimici pericolosi.

 

3. Con i decreti di cui al comma 2 inoltre determinato il rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori di cui allarticolo 224, comma 2, in relazione al tipo, alle quantit ed alla esposizione di agenti chimici, anche tenuto conto dei valori limite indicativi fissati dalla Unione europea e dei parametri di sicurezza.

 

4. Nelle more delladozione dei decreti di cui al comma 2, con uno o pi decreti dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, possono essere stabiliti, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i parametri per lindividuazione del rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori di cui allarticolo 224, comma 2, sulla base di proposte delle associazioni di categoria dei datori di lavoro interessate comparativamente rappresentative, sentite le associazioni dei prestatori di lavoro interessate comparativamente rappresentative. Scaduto inutilmente il termine di cui al presente articolo, la valutazione del rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori comunque effettuata dal datore di lavoro.

 

 

CAPO II PROTEZIONE DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI

N 13 articoli (da art. 233 a art. 245)

 

SEZIONE I - DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 233 - Campo di applicazione

 

1. Fatto salvo quanto previsto per le attivit disciplinate dal capo III e per i lavoratori esposti esclusivamente alle radiazioni previste dal trattato che istituisce la Comunit europea dell'energia atomica, le norme del presente titolo si applicano a tutte le attivit nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni a causa della loro attivit lavorativa.

 

Articolo 234 - Definizioni

 

1. Agli effetti del presente decreto si intende per:

 

a) agente cancerogeno:

 

1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione quali categorie cancerogene 1 o 2, stabiliti ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni;

 

2) un preparato contenente una o pi sostanze di cui al numero 1), quando la concentrazione di una o pi delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie cancerogene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65 e successive modificazioni;

 

3) una sostanza, un preparato o un processo di cui all' ALLEGATO XLII, nonch una sostanza od un preparato emessi durante un processo previsto dall' ALLEGATO XLII;

 

b) agente mutageno:

 

1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione nelle categorie mutagene 1 o 2, stabiliti dal decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni;

 

2) un preparato contenente una o pi sostanze di cui al punto 1), quando la concentrazione di una o pi delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie mutagene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65 e successive modificazioni;

 

c) valore limite: se non altrimenti specificato, il limite della concentrazione media, ponderata in funzione del tempo, di un agente cancerogeno o mutageno nell'aria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in relazione ad un periodo di riferimento determinato stabilito nell' ALLEGATO XLIII.

 

SEZIONE II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Articolo 235 - Sostituzione e riduzione

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

1. Il datore di lavoro evita o riduce l'utilizzazione di un agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, se tecnicamente possibile, con una sostanza o un preparato o un procedimento che nelle condizioni in cui viene utilizzato non risulta nocivo o risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

 

2. Se non tecnicamente possibile sostituire l'agente cancerogeno o mutageno il datore di lavoro provvede affinch la produzione o l'utilizzazione dell'agente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso purch tecnicamente possibile.

 

3. Se il ricorso ad un sistema chiuso non tecnicamente possibile il datore di lavoro provvede affinch il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al pi basso valore tecnicamente possibile. Lesposizione non deve comunque superare il valore limite dellagente stabilito nell ALLEGATO XLIII.

 

Articolo 236 - Valutazione del rischio

 

1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 235, il datore di lavoro effettua una valutazione dell'esposizione a agenti cancerogeni o mutageni, i risultati della quale sono riportati nel documento di cui all'articolo 17.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle caratteristiche delle lavorazioni, della loro durata e della loro frequenza, dei quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni prodotti ovvero utilizzati, della loro concentrazione, della capacit degli stessi di penetrare nell'organismo per le diverse vie di assorbimento, anche in relazione al loro stato di aggregazione e, qualora allo stato solido, se in massa compatta o in scaglie o in forma polverulenta e se o meno contenuti in una matrice solida che ne riduce o ne impedisce la fuoriuscita. La valutazione deve tener conto di tutti i possibili modi di esposizione, compreso quello in cui vi assorbimento cutaneo.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

3. Il datore di lavoro, in relazione ai risultati della valutazione di cui al comma 1, adotta le misure preventive e protettive del presente capo, adattandole alle particolarit delle situazioni lavorative.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

4. Il documento di cui all'articolo 28, comma 2, o lautocertificazione delleffettuazione della valutazione dei rischi di cui allarticolo 29, comma 5, sono integrati con i seguenti dati:

 

a) le attivit lavorative che comportano la presenza di sostanze o preparati cancerogeni o mutageni o di processi industriali di cui all ALLEGATO XLII, con l'indicazione dei motivi per i quali sono impiegati agenti cancerogeni;

 

b) i quantitativi di sostanze ovvero preparati cancerogeni o mutageni prodotti ovvero utilizzati, ovvero presenti come impurit o sottoprodotti;

 

c) il numero dei lavoratori esposti ovvero potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni o mutageni;

 

d) l'esposizione dei suddetti lavoratori, ove nota e il grado della stessa;

 

e) le misure preventive e protettive applicate ed il tipo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati;

 

f) le indagini svolte per la possibile sostituzione degli agenti cancerogeni e le sostanze e i preparati eventualmente utilizzati come sostituti.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente)

 

5. Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione di cui al comma 1 in occasione di modifiche del processo produttivo significative ai fini della sicurezza e della salute sul lavoro e, in ogni caso, trascorsi tre anni dall'ultima valutazione effettuata.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente)

 

6. Il rappresentante per la sicurezza pu richiedere i dati di cui al comma 4, fermo restando l'obbligo di cui all'articolo 50, comma 6.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 237 - Misure tecniche, organizzative, procedurali

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Il datore di lavoro:

a) assicura, applicando metodi e procedure di lavoro adeguati, che nelle varie operazioni lavorative sono impiegati quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni non superiori alle necessit delle lavorazioni e che gli agenti cancerogeni o mutageni in attesa di impiego, in forma fisica tale da causare rischio di introduzione, non sono accumulati sul luogo di lavoro in quantitativi superiori alle necessit predette;

b) limita al minimo possibile il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, anche isolando le lavorazioni in aree predeterminate provviste di adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza, compresi i segnali "vietato fumare", ed accessibili soltanto ai lavoratori che debbono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o con la loro funzione. In dette aree fatto divieto di fumare;

c) progetta, programma e sorveglia le lavorazioni in modo che non vi emissione di agenti cancerogeni o mutageni nell'aria. Se ci non tecnicamente possibile, l'eliminazione degli agenti cancerogeni o mutageni deve avvenire il pi vicino possibile al punto di emissione mediante aspirazione localizzata, nel rispetto dell'articolo 18, comma 1, lettera q). L'ambiente di lavoro deve comunque essere dotato di un adeguato sistema di ventilazione generale;

d) provvede alla misurazione di agenti cancerogeni o mutageni per verificare l'efficacia delle misure di cui alla lettera c) e per individuare precocemente le esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente, con metodi di campionatura e di misurazione conformi alle indicazioni dell' ALLEGATO XLI del presente decreto legislativo;

e) provvede alla regolare e sistematica pulitura dei locali, delle attrezzature e degli impianti;

f) elabora procedure per i casi di emergenza che possono comportare esposizioni elevate;

g) assicura che gli agenti cancerogeni o mutageni sono conservati, manipolati, trasportati in condizioni di sicurezza;

h) assicura che la raccolta e l'immagazzinamento, ai fini dello smaltimento degli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni, avvengano in condizioni di sicurezza, in particolare utilizzando contenitori ermetici etichettati in modo chiaro, netto, visibile;

i) dispone, su conforme parere del medico competente, misure protettive particolari con quelle categorie di lavoratori per i quali l'esposizione a taluni agenti cancerogeni o mutageni presenta rischi particolarmente elevati.

 

Articolo 238 - Misure tecniche

 

1. Il datore di lavoro:

a) assicura che i lavoratori dispongano di servizi igienici appropriati ed adeguati;

b) dispone che i lavoratori abbiano in dotazione idonei indumenti protettivi da riporre in posti separati dagli abiti civili;

c) provvede affinch i dispositivi di protezione individuale siano custoditi in luoghi determinati, controllati e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altres a far riparare o sostituire quelli difettosi o deteriorati, prima di ogni nuova utilizzazione.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente)

 

2. Nelle zone di lavoro di cui all'articolo 237, comma 1, lettera b), vietato assumere cibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca e applicare cosmetici.

(Chiunque viola le disposizioni di cui allarticolo 238, comma 2, punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 450 euro)

 

Articolo 239 - Informazione e formazione

 

1. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, sulla base delle conoscenze disponibili, informazioni ed istruzioni, in particolare per quanto riguarda:

a) gli agenti cancerogeni o mutageni presenti nei cicli lavorativi, la loro dislocazione, i rischi per la salute connessi al loro impiego, ivi compresi i rischi supplementari dovuti al fumare;

b) le precauzioni da prendere per evitare l'esposizione;

c) le misure igieniche da osservare;

d) la necessit di indossare e impiegare indumenti di lavoro e protettivi e dispositivi individuali di protezione ed il loro corretto impiego;

e) il modo di prevenire il verificarsi di incidenti e le misure da adottare per ridurre al minimo le conseguenze.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

 

2. Il datore di lavoro assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma 1.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

 

3. L'informazione e la formazione di cui ai commi 1 e 2 sono fornite prima che i lavoratori siano adibiti alle attivit in questione e vengono ripetute, con frequenza almeno quinquennale, e comunque ogni qualvolta si verificano nelle lavorazioni cambiamenti che influiscono sulla natura e sul grado dei rischi.

 

4. Il datore di lavoro provvede inoltre affinch gli impianti, i contenitori, gli imballaggi contenenti agenti cancerogeni o mutageni siano etichettati in maniera chiaramente leggibile e comprensibile. I contrassegni utilizzati e le altre indicazioni devono essere conformi al disposto dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 250 a 1.000 euro il preposto)

 

Articolo 240 - Esposizione non prevedibile

 

1. Qualora si verifichino eventi non prevedibili o incidenti che possono comportare un'esposizione anomala dei lavoratori ad agenti cancerogeno o mutageni, il datore di lavoro adotta quanto prima misure appropriate per identificare e rimuovere la causa dell'evento e ne informa i lavoratori e il rappresentante per la sicurezza.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

2. I lavoratori devono abbandonare immediatamente l'area interessata, cui possono accedere soltanto gli addetti agli interventi di riparazione ed ad altre operazioni necessarie, indossando idonei indumenti protettivi e dispositivi di protezione delle vie respiratorie, messi a loro disposizione dal datore di lavoro. In ogni caso l'uso dei dispositivi di protezione non pu essere permanente e la sua durata, per ogni lavoratore, limitata al tempo strettamente necessario.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

3. Il datore di lavoro comunica senza indugio all'organo di vigilanza il verificarsi egli eventi di cui al comma 1 indicando analiticamente le misure adottate per ridurre al minimo le conseguenze dannose o pericolose.

 

 

 

Articolo 241 - Operazioni lavorative particolari

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

1. Per le operazioni lavorative, quale quella di manutenzione, per le quali prevedibile, nonostante l'adozione di tutte le misure di prevenzione tecnicamente applicabili, un'esposizione rilevante dei lavoratori addetti ad agenti cancerogeno o mutageni, il datore di lavoro previa consultazione del rappresentante per la sicurezza:

a) dispone che soltanto tali lavoratori hanno accesso alle suddette aree anche provvedendo, ove tecnicamente possibile, all'isolamento delle stesse ed alla loro identificazione mediante appositi contrassegni;

b) fornisce ai lavoratori speciali indumenti e dispositivi di protezione individuale che devono essere indossati dai lavoratori adibiti alle suddette operazioni.

 

2. La presenza nelle aree di cui al comma 1 dei lavoratori addetti in ogni caso ridotta al tempo strettamente necessario con riferimento alle lavorazioni da espletare.

 

SEZIONE III - SORVEGLIANZA SANITARIA

Articolo 242 - Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche

 

1. I lavoratori per i quali la valutazione di cui all'articolo 236 ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure preventive e protettive per i singoli lavoratori sulla base delle risultanze degli esami clinici e biologici effettuati.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

(arresto sino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro il medico competente)

 

3. Le misure di cui al comma 2 possono comprendere l'allontanamento del lavoratore secondo le procedure dell'articolo 42.

 

4. Ove gli accertamenti sanitari abbiano evidenziato, nei lavoratori esposti in modo analogo ad uno stesso agente, l'esistenza di una anomalia imputabile a tale esposizione, il medico competente ne informa il datore di lavoro.

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 300 a 1.200 euro il medico competente)

 

5. A seguito dell'informazione di cui al comma 4 il datore di lavoro effettua:

a) una nuova valutazione del rischio in conformit all'articolo 236;

b) ove sia tecnicamente possibile, una misurazione della concentrazione dell'agente in aria e comunque dellesposizione allagente, considerando tutte le circostanze e le vie di esposizione possibilmente rilevanti per verificare l'efficacia delle misure adottate.

[arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente nota: lettera b)]

 

6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all'opportunit di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attivit lavorativa.

 

Articolo 243 - Registro di esposizione e cartelle sanitarie

 

1. I lavoratori di cui all'articolo 242 sono iscritti in un registro nel quale riportata, per ciascuno di essi, l'attivit svolta, l'agente cancerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell'esposizione a tale agente. Detto registro istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta per il tramite del medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione ed i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro.

 

2. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 242, provvede ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio secondo quanto previsto dallarticolo 25, comma 1, lettera c).

 

3. Il datore di lavoro comunica ai lavoratori interessati, su richiesta, le relative annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e, tramite il medico competente, i dati della cartella sanitaria e di rischio.

(amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

4. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro invia allISPESL, per il tramite del medico competente, la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro e, secondo le previsioni dellarticolo 25 del presente decreto, ne consegna copia al lavoratore stesso.

(amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

5. In caso di cessazione di attivit dell'azienda, il datore di lavoro consegna il registro di cui al comma 1 e le cartelle sanitarie e di rischio all'ISPESL.

(amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

6. Le annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e le cartelle sanitarie e di rischio sono conservate dal datore di lavoro almeno fino a risoluzione del rapporto di lavoro e dall'ISPESL fino a quarant'anni dalla cessazione di ogni attivit che espone ad agenti cangerogeni o mutageni.

(amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

7. I registri di esposizione, le annotazioni individuali e le cartelle sanitarie e di rischio sono custoditi e trasmessi con salvaguardia del segreto professionale e del trattamento dei dati personali e nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni.

 

8. Il datore di lavoro, in caso di esposizione del lavoratore ad agenti cancerogeni, oltre a quanto previsto ai commi da 1 a 7:

a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all'ISPESL ed all'organo di vigilanza competente per territorio, e comunica loro ogni tre anni, e comunque ogni qualvolta i medesimi ne facciano richiesta, le variazioni intervenute;

b) consegna, a richiesta, all'Istituto superiore di sanit copia del registro di cui al comma 1;

c) in caso di cessazione di attivit dell'azienda, consegna copia del registro di cui al comma 1 all'organo di vigilanza competente per territorio;

d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno in precedenza esercitato attivit con esposizione ad agenti cancerogeni, il datore di lavoro chiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonch copia della cartella sanitaria e di rischio, qualora il lavoratore non ne sia in possesso ai sensi del comma 4.

(amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

9. I modelli e le modalit di tenuta del registro e delle cartelle sanitarie e di rischio sono determinati dal decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 12 luglio 2007, n. 155, ed aggiornati con decreto dello stesso Ministro, adottato di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il Ministro per le riforme e le innovazione nella pubblica amministrazione, sentita la commissione consultiva permanente.

 

10. L'ISPESL trasmette annualmente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali dati di sintesi relativi al contenuto dei registri di cui al comma 1 ed a richiesta li rende disponibili alle regioni.

 

Articolo 244 - Registrazione dei tumori

 

1. LISPESL, tramite una rete completa di Centri operativi regionali (COR) e nei limiti delle ordinarie risorse di bilancio, realizza sistemi di monitoraggio dei rischi occupazionali da esposizione ad agenti chimici cancerogeni e dei danni alla salute che ne conseguono, anche in applicazione di direttive e regolamenti comunitari. A tale scopo raccoglie, registra, elabora ed analizza i dati, anche a carattere nominativo, derivanti dai flussi informativi di cui allarticolo 8 e dai sistemi di registrazione delle esposizioni occupazionali e delle patologie comunque attivi sul territorio nazionale, nonch i dati di carattere occupazionale rilevati, nellambito delle rispettive attivit istituzionali, dallIstituto nazionale della previdenza sociale, dallIstituto nazionale di statistica, dallIstituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, e da altre amministrazioni pubbliche. I sistemi di monitoraggio di cui al presente comma altres integrano i flussi informativi di cui allarticolo 8.

 

2. I medici e le strutture sanitari pubbliche e private, nonch gli istituti previdenziali ed assicurativi pubblici o privati, che identificano casi di neoplasie da loro ritenute attribuibili ad esposizioni lavorative ad agenti cancerogeni, ne danno segnalazione allISPESL, tramite i Centri operativi regionali (COR) di cui al comma1, trasmettendo le informazioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 dicembre 2002, n. 308, che regola le modalit di tenuta del registro, di raccolta e trasmissione delle informazioni.

 

3. Presso lISPESL costituito il registro nazionale dei casi di neoplasia di sospetta origine professionale, con sezioni rispettivamente dedicate :

a) ai casi di mesotelioma, sotto la denominazione di Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM);

b) ai casi di neoplasie delle cavit nasali e dei seni paranasali, sotto la denominazione di Registro nazionale dei tumori nasali e sinusali (ReNaTuNS);

c) ai casi di neoplasie a pi bassa frazione eziologia riguardo alle quali, tuttavia, sulla base dei sistemi di elaborazione ed analisi dei dati di cui al comma 1, siano stati identificati cluster di casi possibilmente rilevanti ovvero eccessi di incidenza ovvero di mortalit di possibile significativit epidemiologica in rapporto a rischi occupazionali.

 

4. LISPESL rende disponibili al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, allINAIL ed alle regioni e province autonome i risultati del monitoraggio con periodicit annuale.

 

5. I contenuti, le modalit di tenuta, raccolta e trasmissione delle informazioni e di realizzazione complessiva dei sistemi di monitoraggio di cui ai commi 1 e 3 sono determinati dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dintesa con le regioni e province autonome.

 

Articolo 245 - Adeguamenti normativi

 

1. La Commissione consultiva tossicologica nazionale individua periodicamente le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione che, pur non essendo classificate ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, rispondono ai criteri di classificazione ivi stabiliti e fornisce consulenza ai ministeri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, su richiesta, in tema di classificazione di agenti chimici pericolosi.

 

2. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, sentita la commissione consultiva permanente e la Commissione consultiva tossicologica nazionale: a) sono aggiornati gli allegati XLII e XLIII in funzione del progresso tecnico, dell evoluzione di normative e specifiche comunitarie o internazionali e delle conoscenze nel settore degli agenti cancerogeni o mutageni;

b) pubblicato lelenco delle sostanze in funzione dellindividuazione effettuata ai sensi del comma 1.

 

 

CAPO III PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALLESPOSIZIONE ALLAMIANTO

N 16 articoli (da art. 246 a art. 261)

 

SEZIONE I - DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 246 - Campo di applicazione

 

1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, le norme del presente decreto si applicano a tutte le rimanenti attivit lavorative che possono comportare, per i lavoratori, unesposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dellamianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonch bonifica delle aree interessate.

 

Articolo 247 - Definizioni

 

l. Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

 

a) l'actinolite d'amianto, n. CAS 77536-66-4;

b) la grunerite d'amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;

c) l'antofillite d'amianto, n. CAS 77536-67-5;

d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;

e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;

f) la tremolite d'amianto, n. CAS 77536-68-6.

 

SEZIONE II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Articolo 248 - Individuazione della presenza di amianto

 

1. Prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d'amianto.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

(arresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)

 

2. Se vi il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, si applicano le disposizioni previste dal presente capo.

 

Articolo 249 - Valutazione del rischio

 

l. Nella valutazione di cui all'articolo 28, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dellesposizione e le misure preventive e protettive da attuare.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

2. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensit e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione allamianto non superato nell'aria dell'ambiente di lavoro, non si applicano gli articoli 250, 251, comma 1, 259 e 260, comma 1, nelle seguenti attivit:

 

a) brevi attivit non continuative di manutenzione durante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili;

 

b) rimozione senza deterioramento di materiali non degradati in cui le fibre di amianto sono fermamente legate ad una matrice;

 

 

c) incapsulamento e confinamento di materiali contenenti amianto che si trovano in buono stato;

 

d) sorveglianza e controllo dellaria e prelievo dei campioni ai fini dell'individuazione della presenza di amianto in un determinato materiale.

 

3. Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione ogni qualvolta si verifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativo dell'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto.

 

4. La Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6 provvede a definire orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensit, di cui al comma 2.

 

 

Articolo 250 - Notifica

 

1. Prima dell'inizio dei lavori di cui all'articolo 246, il datore di lavoro presenta una notifica all'organo di vigilanza competente per territorio.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro)

 

2. La notifica di cui al comma l comprende almeno una descrizione sintetica dei seguenti elementi:

 

a) ubicazione del cantiere;

b) tipi e quantitativi di amianto manipolati;

c) attivit e procedimenti applicati;

d) numero di lavoratori interessati;

e) data di inizio dei lavori e relativa durata;

f) misure adottate per limitare l'esposizione dei lavoratori all'amianto.

(arresto fino a tre mesi o ammenda da 800 a 2.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

3. Il datore di lavoro provvede affinch i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso, a richiesta, alla documentazione oggetto della notifica di cui ai commi l e 2.

(arresto fino a tre mesi o ammenda da 800 a 2.000 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

4. Il datore di lavoro, ogni qualvolta una modifica delle condizioni di lavoro possa comportare un aumento significativo dell'esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto, effettua una nuova notifica.

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

Articolo 251 - Misure di prevenzione e protezione

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. In tutte le attivit di cui allarticolo 246, la concentrazione nellaria della polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite fissato nell'articolo 254, in particolare mediante le seguenti misure:

 

a) il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti alla polvere proveniente

dall'amianto o da materiali contenenti amianto deve essere limitato al numero pi basso possibile;

 

b) i lavoratori esposti devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nellaria. La protezione deve essere tale da garantire allutilizzatore in ogni caso che la stima della concentrazione di amianto nellaria filtrata, ottenuta dividendo la concentrazione misurata nellaria ambiente per il fattore di protezione operativo, sia non superiore ad un decimo del valore limite indicato allarticolo 254

 

c) lutilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodo di riposo adeguati allimpegno fisico richiesto dal lavoro, laccesso alle aree di riposo deve essere preceduto da idonea decontaminazione di cui allarticolo 256, comma 4, lettera d);

 

d) per la protezione dei lavoratori addetti alle lavorazioni previste dallart. 249, comma 3, si applica quanto previsto al comma 1, lettera b), del presente articolo;

 

e) i processi lavorativi devono essere concepiti in modo tale da evitare di produrre polvere di amianto o, se ci non possibile, da evitare emissione di polvere di amianto nell'aria;

f) tutti i locali e le attrezzature per il trattamento dell'amianto devono poter essere sottoposti a regolare pulizia e manutenzione;

 

g) l'amianto o i materiali che rilasciano polvere di amianto o che contengono amianto devono essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi;

 

h) i rifiuti devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il pi presto possibile in appropriati imballaggi chiusi su cui sar apposta un'etichettatura indicante che contengono amianto. Detti rifiuti devono essere successivamente trattati in conformit alla vigente normativa in materia di rifiuti pericolosi.

 

Articolo 252 - Misure igieniche

(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)

 

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 249, comma 2, per tutte le attivit di cui allarticolo 246, il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinch: